Intestazione
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Storia delle donne: l'ingresso nella cittadinanza

 di Agnese Argenta

in www.bibliolab.it

       

 Presentazione

Il percorso si rivolge a studenti delle scuole medie inferiori e superiori.

Si fonda su fonti documentarie diverse (interviste, leggi, immagini, stampa) ed analizzala situazione femminile in epoca fascista, con qualche accenno ai periodi precedenti, per passare alla progressiva acquisizione dei diritti di cittadinanza per quanto concerne il voto, la partecipazione politica, la parità sul lavoro e le trasformazioni nella vita quotidiana.

 

 Prerequisiti

  • possedere il concetto di tempo nei vari aspetti: tempo cronologico, tempo ciclico, successione, contemporaneità, periodo, evento
  • usare la striscia del tempo
  • individuare il periodo di riferimento di cui parlano i genitori i nonni, i bisnonni
  • saper collocare nel tempo le informazioni che già si posseggono e quelle che si raccolgono (anche immagini, foto, figurine)
  • possedere una terminologia sulla periodizzazione: anni 20, anni 30 ecc.; Italia liberale, primo e secondo dopoguerra, periodo fascista ecc.
  • capacità di costruzione, lettura e analisi di tabelle e grafici
  • capacità di calcolare percentuali

Competenze da attivare

 Sul piano educativo

  • riflessione sugli stereotipi e sui pregiudizi che caratterizzano il rapporto tra maschi e femmine per consentire un maggior rispetto tra i due sessi
  • abituare alla discussione e al lavoro di gruppo
  • abituare all’analisi dei propri schemi mentali
  • favorire il passaggio da una dimensione soggettiva ad una più oggettiva

 Sul piano cognitivo

  • conoscenza delle principali tappe che hanno portato all’attuale uguaglianza considerando due grandi periodi: prima della Costituzione, dopo la Costituzione
  • integrare la grande storia attraverso un percorso di storia di genere
  • costruire una cronologia non onnicomprensiva ma mirata
  • acquisire meglio categorie di tempo storico: periodizzazione, cronologia
  • acquisire concetti tipo: ruoli sociali, cultura, mentalità comune, industrializzazione, forme di governo (dittatura, democrazia) Stato
  • acquisire una terminologia specifica: datore di lavoro, aziende industriali commerciali, attività lavorative, manodopera, trattamento economico, ecc
  • costruite un quadro storico sociale con continui riferimenti alla concreta realtà in cui si è inseriti
  • rendersi conto che i fenomeni di cambiamento di mentalità collettiva o di profonde modifiche strutturali della società richiedono tempi lunghi
  • rendersi conto che esistono durate diverse dei fenomeni storici

 Sul piano metodologico

  • usare la metodologia della ricerca predeterminata simulando una ricostruzione storiografica
  • capacità di porsi dei problemi e formulare delle ipotesi
  • capacità di impostare interviste, questionari, tabelle finalizzati alla verifica delle ipotesi
  • capacità di usare fonti scritte ed iconiche distinguendo vari tipi di documenti: giuridico, giornalistico, pubblico, familiare, ecc ... cogliere la differenza tra fonti orali e fonti scritte



     TAPPA 1: ANALISI DELLA REALTA’ IN CUI I RAGAZZI SONO INSERITI DISCUSSIONE, INTERVISTA E TABELLA 




           

    Dopo una discussione guidata, sul ruolo attuale delle donne, in cui emergono molti stereotipi e molti pregiudizi e la constatazione che la trasformazione radicale avvenuta nella società e nella scuola è vissuta quasi inconsapevolmente in una sorta di convivenza acritica si focalizza il discorso sulle garanzie attuali delle donne in caso di maternità, sulle discriminazioni tra i sessi sul lavoro e sulla parità di trattamento economico, sulla parità all’interno della famiglia.

     

    Si imposta un’intervista (allegato 1) usando come campione mamme, nonne e bisnonne proprio sui punti prima discussi, per poter poi individuare le trasformazioni avvenute negli ultimi 60-70 anni.

     

    Si imposta una tabella (allegato 2) sulla presenza delle donne in attività di rilievo così suddivisa: attività politica, scuola, professioni, studio. I dati da raccogliere sono dati locali da confrontare poi con quelli nazionali.

    Si richiede di costrui né strisce del tempo, a livello individuale e collettivo dagli anni 20 al 2000.

    TAPPA 2 CONFRONTO TRA I DATI, CONSIDERAZIONI, LEGGI DISCRIMINATORIE

     

    Si riuniscono i dati pervenuti dal rilevamento a livello locale (tappa 1) e si calcolano le percentuali.

     

     I dati locali, che già prefigurano il grande cambiamento dal dopoguerra ad oggi, sono confrontati con i dati nazionali (allegato 3) e si fanno delle considerazioni (allegato 4) sulla presenza delle donne nel campo della politica, della scuola e nelle attività varie cercando di far ipotizzare alcune motivazioni storiche che sono state la causa di una così rara e poi scarsa presenza delle donne in politica e in posti di dirigenza.

     

    A verifica di quanto sia stato esiguo il numero di donne che si sono sedute sui banchi dei consigli comunali gli studenti possono compilare un analogo elenco, sulla propria città o luogo di residenza.

     

    Sono presi poi in considerazione i dati locali sulla attuale presenza femminile nel campo degli studi. Confrontati con quelli nazionali confermano che ormai il primato negli studi è femmina.

     

    Le considerazioni e gli approfondimenti sulla scolarizzazione femminile (allegato 5) evidenziano i fenomeni più appariscenti.

     

    Per storicizzare il fenomeno si confrontano i dati attuali sulla presenza femminile nelle facoltà, con quelli negli anni 30. (allegato 6)

     

    La forte disparità tra gli anni '30 ed oggi, porta ancora una volta ad ipotizzare la presenza di grossi ostacoli che hanno rallentato la marcia verso la parità.

     

    Gli ostacoli sono da individuarsi nella politica essenzialmente maschilista del regime fascista e nelle conseguenti leggi emanate.

     

    Sono fornite agli studenti gli articoli più significativi di quattro leggi fortemente discriminatorie, (allegato 7.1 LEGGE 2 luglio 1929, n. 1272           Provvedimenti per l’istruzione magistrale; allegato 7.2 REGIO DECRETO LEGGE 5 settembre 1938 - XVI - n.1514 Disciplina dell’assunzione di personale femminile agli impieghi pubblici e privati; allegato 7.3 regio decreto  29 giugno 1939- XVII Norme circa l’assunzione di personale femminile negli impieghi e privati) emanate durante il ventennio, che sono usati come verifica delle precedenti ipotesi.

     

    I documenti sono esaminati e ciascun studente evidenzia le parti più discriminanti.

    La discussione successiva, integrata da opportune specificazioni, mette in luce l’atteggiamento del fascismo verso le donne, la mentalità prevalente del periodo, derivante a sua volta da leggi ed atteggiamenti già presenti nella cultura nazionale di periodi precedenti.

     

    L’esame di questi documenti consente di porre l’accento sul tipo di fonte utilizzato: origine della fonte, destinatario, contenuto, iter e struttura di una legge.

    TAPPA 3: APPROFONDIMENTO LE IMMAGINI FEMMINILI DURANTE IL VENTENNIO.

    Per approfondire il discorso sull’atteggiamento del fascismo verso le donne, si prendono in considerazione immagini femminili durante il ventennio e si potranno focalizzare questi aspetti:

           

    figure femminili negli anni della presa del potere, 

    esaltazione della donna madre e casalinga e leggi fortemente discriminatorie che colpiscono le donne, 

    creazione di strutture femminili che promuovono una politicizzazione senza cittadinanza, 

    le nuove figure femminili, 

    il processo di modernizzazione nei manifesti dell’industria privata, 

    la chiusura, dopo il 1935, verso quegli atteggiamenti che richiamano la cultura e il sistema di vita anglo-sassone, 

    le donne e la guerra

    le donne e gli eventi del 1943

    le donne che fanno la scelta della Resistenza, 

    le donne protagoniste nella propaganda di Salò, 

    la novità della donna soldato, ausiliarie e collaborazioniste, 

    il contributo delle donne partigiane sottaciuto.

    Sul sito    sono fornite immagini e relative didascalie. Si potranno avviare in questa fase ricerche su diverse fonti e archivi in cui rintracciare queste ed altri aspetti dell’immagine femminile

    TAPPA 4: ANALISI DELLE RISPOSTE DEL QUESTIONARIO. BREVE ESCURSUS SULLE LEGGI PER LA TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI E IN MATERIA DI LAVORO.

    Attraverso le risposte dell’intervista alle mamme è possibile individuare con qualche approssimazione, qual è la legislazione attuale per quanto riguarda le lavoratrici madri.

     

    Il quadro che emerge non consente di cogliere la normativa precisa quindi si fa riferimento alla legge del 1971 che regola la materia

    Si fa notare che la testimonianze individuali e collettive non sempre sono in grado di riempire i vuoti di memoria, quindi nasce l’esigenza di una testimonianza certa: il documento ufficiale che in questo caso è una legge. Concetto che verrà in seguito ribadito.

    Si prendono in considerazione alcuni articoli della legge e si mettono in evidenza i punti più qualificanti facendo alcune considerazioni. (allegato 8)

    Analisi delle differenze apportate dall’ultima legge in materia(allegato 9), approvata il 22/2/2000

    Dalle risposte delle nonne e delle poche bisnonne emerge che la realtà nei periodi precedenti al 1971 è ben diversa ma ancora una volta non è delineata esaurientemente.

    Sono prese in considerazione le risposte più significative o i vocaboli che meglio si prestano a storicizzare il fenomeno: stavo a casa pochissimo, non avevo sussidi, autolicenziata, ecc.

    La presentazione di due leggi, quella del 1929 e del 1963 (allegato 10) consente di avere una sintetica conoscenza della legislazione sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e con opportune integrazioni dell’insegnante, di cogliere i passaggi intermedi dal 1902 al 1971. (allegato 11)

     

    Considerando complessivamente le risposte sulla seconda e terza parte del questionario è evidente che fino ad un certo periodo le retribuzioni sono differenziate, la gravidanza o le gravidanze influiscono negativamente e in molti casi in modo determinante nel campo del lavoro e all’interno della famiglia, la figura preminente è quella maschile.

    La presentazione della legge del 1977 che attua la piena parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro e tende a adeguare la disciplina del lavoro femminile al nuovo diritto di famiglia, porta ad introdurre il discorso sul diritto di famiglia. (allegato 12)

    E’ richiesto agli studenti di reperire il testo con gli articoli del Codice civile che è letto agli sposi al momento del matrimonio.

    Si iniziano a collocare sulla striscia del tempo le leggi che hanno contribuito modificare la vita delle donne.

    TAPPA 5: DIRITTO DI FAMIGLIA CONFRONTO TRA IL NUOVO E IL VECCHIO STORICIZZAZIONE LA NOVITA’ DELLA COSTITUZIONE

    Individualmente sono esaminati due documenti. Nel primo vi sono gli articoli del Codice civile (reperito dagli studenti) riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi che essi sono tenuti a rispettare (allegato 13) e il secondo è il confronto tra gli stessi articoli e gli articoli del vecchio Diritto di famiglia (allegato 14) in vigore fino al 1975.

     

    Messe in evidenza, nella successiva discussione, le grosse differenze, si precisano inoltre altri punti qualificanti del nuovo Diritto di famiglia: comunione dei beni, abolizione dell’istituzione della dote, abrogazione della separazione per colpa, ecc. facendo presente che il principio fondamentale della perfetta uguaglianza morale e giuridica dei coniugi era già stato enunciato nell’articolo 29 della Costituzione.

    Il discorso sui principi enunciati nella Costituzione e la loro effettiva attuazione sarà ripreso più tardi.
    Si storicizza l’origine del vecchio Codice civile. 

    Sono posti all’attenzione degli studenti alcuni articoli del Codice civile del Regno d’Italia, registrato alla Corte dei conti il 30 giugno 1865. (allegato 15)

     

    Dopo aver ricordato che questo codice deriva da quello napoleonico, si focalizzano due aspetti: la immutabilità della disposizione cardine “ Il marito è capo della famiglia……..”e la posizione nettamente inferiore delle donne a quella dell’uomo non potendo esse neppure disporre dei propri beni o del salario, se lavoravano, o stipulare un contratto o far parte di associazioni senza l’autorizzazione del marito; quella che in termine giuridico è chiamata autorizzazione maritale.

    In coda al documento fornito, sono sintetizzate alcune osservazioni scaturite dalla discussione.

     

    Due articoli di due successive leggi, sempre fornite individualmente agli studenti, testimoniano come le donne ottengano, in età liberale, alcuni diritti civili, come quello di poter testimoniare (allegato 16) o di essere elettrici ed eleggibili nelle istituzioni di beneficenza (allegato 17), sempre però, subordinate all’autorizzazione maritale.

    Finalmente nel 1919 una legge abolisce l’autorizzazione maritale, ammette le donne al pubblico impiego tranne che in magistratura e nell’attività militare.

     

    Sono negati ancora i diritti politici.

    A conclusione dell’iter legislativo sono fornite alcune notizie sulla battaglie per il voto femminile fino all’avvento del fascismo. (allegato 19)

    Eterogeneità di diritti la quale lascia trasparire una marcata differenza tra i paesi che sono sotto l’influenza del Codice napoleonico, molto inegualitari ancora dopo la seconda guerra mondiale, e paesi di diritto germanico, molto più precocemente liberali.

     

    Del fascismo si è già detto. Le novità più significative sono introdotte in Italia con la Costituzione.

    E’ richiesto ai ragazzi di consultare la Costituzione e di estrapolare gli articoli che sanciscono la parità tra uomini e donne.

    Si sintetizzano i dati fin ora raccolti e si inseriscono sulla striscia del tempo.

    TAPPA 6: COSTITUZIONE E ARTICOLI SULLE DONNE, CONTRADDIZIONI, CONQUISTE FEMMINILI NEL DOPOGUERRA, SINTESI

    Si mettono insieme gli articoli della Costituzione che riguardano le donne e cioè: 3-29-31-37-48 51, per farne una scheda da analizzare collettivamente.

    Occorre far notare che i principi che sanciscono la perfetta parità tra maschi e femmine hanno una contraddizione interna che è costituito dalla dicitura “con i limiti stabiliti dalla legge”

     

    La scheda fornita agli studenti riporta le principali tappe delle conquiste femminili dal dopoguerra ad oggi (allegato 20) Prese in considerazione le date, è evidenziata la lentezza con cui le donne hanno acquisito i diritti enunciati nella Costituzione proprio a causa delle leggi fortemente discriminatorie del periodo precedente ancora in vigore.

     

    Gli studenti, a gruppi, esaminano le schede di approfondimento loro fornite (allegato 21.1: il decreto sul voto; allegato 21.2: 1956-1963 donne in magistratura; 1968 adulterio femminile;: sentenze anticostituzionali;: patria potestà;: 1969-1974: legge sul divorzio e referendum;: 1971-1981 anticoncezionali, aborto, referendum;: 1996 lo stupro( allegato 21.3), schede che costituiscono, assieme ad altri elementi già acquisiti, la base per una discussione generale.

     

    Attraverso la discussione, (e gli studenti dovrebbero avere molti elementi per intervenire), ogni conquista, è brevemente storicizzata e contestualizzata.

    Collettivamente si fa una sintesi dei risultati della ricerca mettendo in luce i nodi concettuali. (allegato 22)

    La verifica del percorso si svolge in due fasi.

    Nella prima gli studenti sono chiamati a costruire, in base didascalie sugli eventi fornite loro in modo disordinato, una cronologia dell'evoluzione dei diritti delle donne. (allegato 23)

     

    Le didascalie stesse, una volta controllate andranno a completare la striscia del tempo costruita in classe, dalla quale emergerà che gli anni dopo il 1968 sono gli anni di maggiore accelerazione delle conquiste femminili, e di mutamenti di costume, traguardi raggiunti sotto la spinta di movimenti di piazza.Si usa l’esatta terminologia: contestazione studentesca, rivendicazioni femminili, autunno caldo.