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Jeans Killer

Una campagna per abolire il processo di sabbiatura dei Jeans

La Clean Clothes Campaign ha lanciato un appello ai produttori di jeans per fermare questo nocivo processo di trattamento del demin per la realizzazione di jeans.

La sabbiatura (sandblasting) può causare una forma acuta di silicosi, una malattia polmonare mortale. Questa tecnica mette in pericolo la vita di migliaia di lavoratori nel mondo in paesi come il Bangladesh, l’Egitto, la Cina, la Turchia, il Brasile e il Messico.

Ma sapete dove vengono venduti questi jeans? In Europa! Quindi i consumatori europei possono dare il suo contributo assicurandosi che i jeans che acquistano non siano stati trattati con il processo di sabbiatura.

Per più informazione e per firmare l’appello di questa campagna puoi andare sul sito www.cleanclothes.org

Killer Jeans

Killer Jeans – Manifesto to end sandblasting
The Clean Clothes Campaign has launched an appeal on jeans producers to stop sandblasting their products. Sandblasting can cause an acute form of the deadly lung disease silicosis. The practise puts the lives of thousands of sandblasting operators at serious risk. It’s often performed in small workshops in the informal sector in jeans-producing countries like Bangladesh, Egypt, China, Turkey, Brazil and Mexico. Almost all of the jeans sold in Europe are produced in these countries.
The CCC also calls on the governments of jeans-producing countries to outlaw denim sandblasting, ensure that occupational health and safety rules are enforced, and provide disability pensions to sandblasters who contracted silicosis. Consumers in the importing countries can also contribute by assuring themselves that the jeans they buy have not been treated with the deadly process.
More information: www.cleanclothes.org

Il PIQ, un nuovo modo di guardare all’economia

L’ingiustizia del modello economico mondiale è il tema di fondo del videogioco didattico “The Invisible Hand”. Un’economia che usa anche strumenti di misurazione discutibili, come il PIL, il famigerato Prodotto Interno Lordo, che però è un misuratore cieco della produzione di ricchezza, perché considera in “positivo” anche i soldi spesi per riparare a catastrofi naturali o provocate dall’uomo.

Ecco perché la Fondazione Symbola ha proposto un nuovo misuratore: il PIQ, che tiene conto anche della qualità, e non solo della quantità. In pratica, si tratta di un nuovo modo di guardare all’economia che costringe a ripensare il modello economico stesso in funzione di altri parametri, come l’ambiente e l’equilibrio. Le grandi questioni ambientali, ha spiegato a Repubblica Luigi Campiglio – pro rettore dell’Università Cattolica di Milano e coordinatore del team che redige il Rapporto sul PIQ – hanno messo in evidenza la questione dei ‘beni comuni’, i commons, oggi divenuti di importanza ineludibile per le ripercussione sul clima, sull’equilibrio fra domanda e offerta agricola e sulla sicurezza alimentare: “Pensiamo al crescente problema delle proprietà abbandonate nelle campagne e sui monti italiani: la questione centrale è come riuscire a fare in modo che i ‘beni comuni’ diventino un ‘bene comune’ anziché un ‘male mondiale’”.

Fonte: www.repubblica.it