Archivio di luglio 2010

Impariamo a gestire un ristorante McDonald’s

Dirigere una multinazionale come McDonald’s è tutt’altro che facile: è necessario controllare ogni fase del processo: dal pascolo alla macellazione, dalla gestione del fast-food a quella del marchio.
Per avere successo e rimanere alla guida della più grande catena di ristorazione al mondo non bisognerà farsi alcun tipo di scrupolo. Tale gioco rappresenta una parodia virtuale della multinazionale della ristorazione!

Se desideriamo provare la sensazione di lavorare per la famosa multinazionale americana produttrice del Big Mac e del Cheeseburger non possiamo non dare un’occhiata a questo ottimo game creato dalla Molleindustria, software house produttrice di videogames “scomodi” e provocatori.
Infatti, come affermano gli stessi autori del gioco, McDonald’s Game non è in nessun modo autorizzato dalla McDonald’s Corporation nè affiliata ad essa ma rappresenta esclusivamente “una parodia del funzionamento della catena di ristorazione McDonald’s”; inoltre ogni riferimento a persone, fatti o dettagli del ciclo produttivo è da ritenersi esclusivamente frutto della fantasia dei programmatori.

Il gioco ci permette di gestire la piu’  grande multinazionale al mondo controllando ogni fase del processo produttivo partendo dalla base ovvero il pascolo e la macellazione degli animali fino alla gestione del fast-food e del marchio.
Non crediate sia così semplice svolgere tutte queste attività rimanendo sempre nella legalità…anzi molto spesso McDonald’s è stata criticata ed accusata di essere la responsabile di avvelenamenti alimentari, della precarizzazione dei posti di lavoro e della desertificazione e sottrazione del terreno per il sostentamento delle popolazioni del terzo mondo.
McDonald’s Game nelle ironiche  intenzioni dei suoi autori vuole quindi dimostrare al grande pubblico quale prezzo dobbiamo pagare giornalmente per gustarci il nostro amato Big Mac e come si gestisce con successo una multinazionale di questo calibro.

Il gioco è sviluppato con visuale isometrica (per intenderci alla Caesar III o Popoulos per i piu’ anziani…) con una grafica alquanto spartana ma simpatica ed una sezione audio assolutamente trascurabile adatta però a giochi di questo genere dove la tecnica dei programmatori passa in secondo piano per lasciare posto al realismo…(non grafico ovviamente).
All’inizio del gioco avremo a disposizione 50000$ con i quali dovremo acquistare il terreno da coltivare, gli animali e il mangime per farli crescere forti e sani cosi da poterli portare al macello ed ottenere la carne che andrà ad imbottire i nostri panini!
Nelle prime partite il capitale iniziale  tenderà a calare inesorabilmente dovendo acquistare giornalmente  le materie prime ma una volta aperto il nostro ristorante, se saremo bravi a gestirlo e ad attirare i clienti, potremo vederlo risalire fino a cifre folli…segno che stiamo avendo successo e che il nostro ristorante sta andando a gonfie vele.

Purtroppo per poter raggiungere tale risultato dovremo sottoporre i nostri dipendenti ad orari pesantissimi e lavori fisicamente stressanti! Infatti il gioco è stato realizzato per sottolineare e “denunciare” lo sfruttamento dei lavoratori che quotidianamente avviene nei ristoranti McDonald’s.

Il gioco è disponibile in italiano per Pc, Mac e in versione Flash, giocabili nelle modalita’ online e offline.
Di seguito i rispettivi link:

Modalità online;

Modalità offline

Un gioco da provare assolutamente per rendersi conto delle condizioni nelle quali  sono costretti a lavorare  i giovani dipendenti di questa famosissima azienda statunitense!

(Robert Grechi)

Un videogioco online che vuole non solo diffondere la conoscenza del genocidio che sta
avvenendo nella regione del Darfur in Sudan, ma anche invitare i giovani all’azione. Darfur is
Dying è una simulazione in cui il giocatore, assumendo il ruolo di uno dei 2 milioni e mezzo di
rifugiati del Darfur, lotta per la sopravvivenza del suo campo profughi. Gli inviti all’azione sono
una parte fondamentale del gioco: all’utente sono presentate diverse opportunita, come scrivere
al Presidente e ai deputati, dare vita ad un movimento studentesco e soprattutto diffondere
informazioni sul genocidio.
Online c’è anche il documentario girato da un gruppo di studenti in Africa, “Translating
Genocide: Three Students Journey to Sudan”, che racconta la devastazione dei massacri in Sudan.
Sul sito di mtvU vi sono inoltre aggiornamenti sulla situazione in Darfur, informazioni sui fatti
chiave, materiali di approfondimento, profili di studenti impegnati nella campagna in favore dei
profughi, consigli su come intraprendere un’azione politica e umanitaria.

Translating Genocide: Three Students Journey to Sudan

Clicccare sulla foto per guardare il video

Il gioco citato da Rosy nel testo poco sopra è stato creato per sensibilizzare le masse sulla scomparsa di migliaia di bambini e giovani, che avviene giornalmente in Darfur (regione occidentale del Sudan), e sulla  morte di oltre quattrocentomila persone causata dalla violenza e dalla fame.

Darfur Is Dying, realizzato interamente in Flash, ci vede protagonisti nella lotta per la sopravvivenza in un campo profughi. Appena caricato il gioco dovremo scegliere  il personaggio da impersonare dopodichè comincerà la nostra “missione”: riempire una tanica d’acqua, compito che può sembrare semplice ma che invece si rivelerà di estrema complessità per il fatto che la fonte è molto lontana dalla nostra base e la strada è costantemente pattugliata da Janjaweed che viaggiano su pick-up.
Per portare a termine il compito affidatoci dovremo quindi nasconderci dietro i cespugli o le rocce oppure dietro le numerose carcasse di animali che troveremo suil nostro cammino. Se verremo scoperti per il nostro alter ego sarà la fine ed un’inquietante scritta apparirà sul monitor per ricordarci il nostro destino:


“Diverrai molto probabilmente una delle centinaia di migliaia di persone già perse per la crisi umanitaria”.


E non è finita qui..ricominciando il gioco infatti il “personaggio” scelto in precedenza non sarà più fisicamente disponibile ma verrà sostituito dalla sua immagine semitrasparente come a sottolineare l’avvenuto passaggio a miglior vita! Davvero terrificante…

Una volta  tornati alla base con la tanica piena d’acqua avremo accesso alla missione vera e propria del gioco: aiutare la popolazione del campo a sopravvivere.
L’obiettivo è resistere per sette giorni virtuali al termine dei quali sapremo esattamente cosa significa vivere in Darfur!
Di seguito potrete dare un’occhiata alla Demo ufficiale del gioco:

Darfur Is Dying è disponibile per il gioco online in arabo, giapponese, inglese e spagnolo (manca purtroppo l’italiano) collegandosi all’indirizzo http://www.darfurisdying.com/ .

(Robert Grechi)

Un gioco per imparare a gestire una crisi umanitaria. I cinque protagonisti del videogioco Food
Force
, a cura e del programma alimentare mondiale World Food Programme (Pam), sono
operatori umanitari ed il loro obiettivo è quello fornire aiuto alla popolazione di un’isola
immaginaria dell’Oceano Indiano, Sheylan, piegata dalla guerra e dalla carestia.

I giocatori devono portare a termine sei missioni, pilotare un aereo alla ricerca delle persone affamate, consegnare gli aiuti dopo aver superato una serie di ostacoli ed aiutare la popolazione nella ricostruzione.

Ma non è solo un gioco: è anche una comunità virtuale dove i ragazzi, attraverso il sito,
possono incontrarsi e gli insegnanti trovare informazioni utili per la didattica sul tema delle grandi emergenze quali la fame e sugli interventi per fronteggiarle.

Ben fatto!
Ecco il mio giudizio su Food Force, il gioco di ruolo prodotto dalle Nazioni Unite per portare all’attenzione del grande pubblico il programma alimentare mondiale (World Food Program) e sensibilizzarlo al problema della fame nel mondo.

In Food Force ci uniremo ad una squadra composta da quattro volontari con l’obiettivo   di distribuire cibo ad un paese colpito dalla carestia aiutandolo a ristabilirsi e a  ritornare ad essere autosufficiente.

Il gioco si compone di sei missioni nelle quali dovremo sorvolare in elicottero i villaggi colpiti dalla crisi e localizzare le popolazioni affamate, creare una dieta bilanciata di beni di prima necessità (olio, fagioli, riso e zucchero) con un budget di soli trenta centesimi circa al giorno, lanciare i pacchetti di derrate alimentari sulle zone indicate, coordinare le scorte di cibo donato da tutto il mondo e condurre i convogli alimentari ai depositi  superando ponti distrutti, evitando le mine ed i blocchi stradali o affrontando le squadre di ribelli che faranno di tutto per ostacolare il nostro compito.
Nell’ultima missione, invece, dovremo aiutare il paese a ristabilirsi, in dieci anni, impiegando gli aiuti alimentari per lo sviluppo agricolo ed  investendo nell’istruzione scolastica  e  nei trattamenti per le malattie infettive mortali come l’AIDS.

Tutto questo rende Food Force un gioco davvero attuale e mai banale.

L’impostazione grafica, completamente in 3D, non è eccezionale ma fa bene il suo dovere per giochi di questo tipo ed anche la sezione audio non raccoglie elogi nè critiche..

E’ interessante sapere che Food Force  in Italia ha trovato un importante promotore in Rai Net che ha realizzato il progetto italiano grazie al patrocinio di Pubblicità Progresso e della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri ed è proprio grazie a Rai Net se il gioco è stato tradotto in italiano e doppiato da professionisti nostrani quali Maria Grazia Cucinotta, Antonello Dose, animatore del programma “Il ruggito del coniglio” di Radio 2, i giornalisti Rai Livia Azzariti e Franco Di Mare, Fabrizio Frizzi, noto presentatore e attore ed infine il noto calciatore Kakà.

Ad oggi il gioco, realizzato con un budget di 400.000 dollari, conta quattro milioni di giocatori sparsi per il globo e questo grazie al fatto che Food Force è totalmente GRATUITO! Potremo scaricare il gioco in versione Windows o Macintosh al seguente indirizzo http://it.wfp.org/come-aiutare/passaparola/food-force

Oltre alle versioni appena citate il gioco è disponibile nelle versioni giapponese e polacco e presto anche ungherese, cinese, francese, greco, hindi e arabo.

(Robert Grechi)