Archivio di maggio 2010

The Invisible Hand: altre immagini e video!

Una grande e cupa metropoli del mondo industrializzato, dove enormi tabelloni veicolano i messaggi pubblicitari delle multinazionali del pianeta. E poi una piantagione di cacao in un Paese povero del Sud del mondo, dove l’ingiustizia economica ha origine, sulla pelle dei contadini e dei braccianti locali. Sono le due ambientazioni antitetiche di “The Invisible Hand”, il videogioco didattico realizzato in 3D e tutto incentrato sullo svelamento delle dinamiche che regolano il commercio internazionale, a cui si contrappongono le pratiche virtuose del commercio equo e solidale. Continua il conto alla rovescia per l’uscita del videogioco: nel frattempo ci sono alcune ghiotte novità per i più curiosi.
Sono state aggiunte nuove immagini del protagonista e degli altri personaggi del videogioco: per vederle clicca su Galleria Immagini
Per panoramiche mozzafiato sulla metropoli e sulla piantagione, ecco alcuni video:
- Panoramica piantagione
- Panoramica città
- Città (1)
- Città (2)

Ed ecco un primo scambio di battute tra il protagonista e un ragazzino che lavora nella piantagione: clicca qui:

Il PIQ, un nuovo modo di guardare all’economia

L’ingiustizia del modello economico mondiale è il tema di fondo del videogioco didattico “The Invisible Hand”. Un’economia che usa anche strumenti di misurazione discutibili, come il PIL, il famigerato Prodotto Interno Lordo, che però è un misuratore cieco della produzione di ricchezza, perché considera in “positivo” anche i soldi spesi per riparare a catastrofi naturali o provocate dall’uomo.

Ecco perché la Fondazione Symbola ha proposto un nuovo misuratore: il PIQ, che tiene conto anche della qualità, e non solo della quantità. In pratica, si tratta di un nuovo modo di guardare all’economia che costringe a ripensare il modello economico stesso in funzione di altri parametri, come l’ambiente e l’equilibrio. Le grandi questioni ambientali, ha spiegato a Repubblica Luigi Campiglio – pro rettore dell’Università Cattolica di Milano e coordinatore del team che redige il Rapporto sul PIQ – hanno messo in evidenza la questione dei ‘beni comuni’, i commons, oggi divenuti di importanza ineludibile per le ripercussione sul clima, sull’equilibrio fra domanda e offerta agricola e sulla sicurezza alimentare: “Pensiamo al crescente problema delle proprietà abbandonate nelle campagne e sui monti italiani: la questione centrale è come riuscire a fare in modo che i ‘beni comuni’ diventino un ‘bene comune’ anziché un ‘male mondiale’”.

Fonte: www.repubblica.it

commercio mondiale no global

La locandina del film

“Battle in Seattle” è un film del 2007 che racconta gli scontri avvenuti il 30 novembre 1999 a Seattle in occasione del vertice del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Diretto da Stuart Townsend, attraverso il punto di vista di alcuni personaggi (interpretati, tra gli altri, da Woody Harrelson, Ray Liotta, Charlize Theron, Channing Tatum) ripercorre la vicenda che vide radunarsi a Seattle 50mila attivisti per manifestare contro il potere delle corporazioni e delle multinazionali: una protesta inizialmente pacifica, che poi però sfociò in una vera e propria guerriglia urbana.

Il film, comunque adatto a un pubblico di ragazzi maturi e che abbiano già affrontato un percorso di formazione su queste tematiche, è un buon modo per spiegare la storia, la forza e l’atteggiamento del WTO nei confronti dei paesi poveri e dell’umanità in generale, e di come il complesso dialogo che necessariamente dovrebbe esserci tra i rappresentanti delle varie parti del mondo, ricche e povere, spesso non ha neanche occasione di nascere.

Il film in Italia è disponibile in DVD. Per maggiori info:

http://www.imdb.it/title/tt0850253/

http://it.wikipedia.org/wiki/Battle_in_Seattle_-_Nessuno_li_pu%C3%B2_fermare