Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Giovedì 5 aprile. Sappiamo che presto arriverà lui. La lezione procede normalmente, ma siamo tutti in attesa. Sguardi eccitati corrono per la sala, risatine nervose, raccomandazioni.

E poi, all’improvviso, la porta si apre: eccolo, è lui. Carlo Lucarelli, il Big Boss di Bottega Finzioni, con tanto di seguito di collaboratori. Ed è pronto per seguire la presentazione del Gioco della Legalità *.

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Scritto daIvan Venturi il 13/01/2012 in Eventi con Nessun commento


Ci siamo! E’ ora di pensare allo Svilupparty 2012!

10-11 marzo 2012, Archivio Videoludico Bologna

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Scritto daIvan Venturi il 03/04/2011 in Senza categoria con 1 Comment


Come sapete, con Koala Games, abbiamo fatto una precisa scelta di posizionamento, nel senso che sviluppiamo videogiochi educativi, ma non educativi genericamente, bensì i cosidetti ‘serious games’, cioè videogiochi che trattano di temi di ‘impatto sociale’. Per capirci, Molleindustria produce serious indiegames, dato che il cuore del gioco è il tema ‘serio’.

(Certo, da questa definizione possiamo escludere Eymerich. Che non è molto educativo.)

In Italia bene o male ci siamo fatti la nostra ‘fama’ (se così si può chiamare, viste le ridottissime dimensioni) e ormai conosco abbastanza bene i modi di promocomunicare sui ns temi e di come inventarci la distribuzione e la disseminazione di ciò che facciamo. Dico ‘inventarci’ dato che per quello che facciamo noi non c’è un canale predefinito, un giusto modo di promuovere la faccenda. Quindi ogni volta dobbiamo pensare nuove strategie, nuovi contatti per i comunicati stampa eccetera. Il simulatore di guida al MotorShow, per esempio, o nelle varie manifestazioni locali e nazionali dedicate ANCHE alla sicurezza stradale (che normalmente è uno dei tremilaquattrocentocinquantadue temi di una qualsiasi manifestazione promossa da una pubblica amministrazione).

In Italia manca certamente una fiera, una manifestazione, un’occasione di incontro per ciò che facciamo, quindi. All’estero, in particolare in America, ce n’è una invece proprio fatta apposta.

Ed è per questo che ho deciso di andare al GAMES FOR CHANGE di New York (www.gamesforchange.org), ormai all’ottava edizione e ben consolidata. E’ dai tempi di Simulmondo che un videogioco da me prodotto non si mostra all’estero. Il videogioco, anzi il ‘serious games’ che avrà l’onore di essere presentato (non so ancora in che modo!) al festival, sarà naturalmente “The Invisible Hand – a challange for a fair world”, programmato da Gerardo Verna e realizzato insieme all’ONG Reggio Terzo Mondo e ad altre ONG sparse sul territorio nazionale. www.theinvisiblehand.it

Inoltre, avendo avuto uno scambio di mail con Paolo Pedercini di Molleindustria, che un paio di volte c’è stato e ha detto che in effetti per noi potrebbe essere adattissima, mi sono infine convinto. Dicendola tutta, mi sono convinto qualche giorno fa, il 31/03, ultimo giorno di possibile presentazione di progetti. Non c’era più tempo da perdere…

Fino al 2006 (anno in cui ormai ero padre – e quindi non più in grado di passare un mese all’estero con leggerezza) il mondo l’ho girato abbastanza. Però in America non ci sono mai stato, se non una volta a Miami di passaggio mentre stavo andando in Guatemala. E l’idea di andare a New York è sempre stata un po’ ‘bloccante’: come fai ad andare in una città del genere, la capitale dell’Occidente, e starci solo un po’ di giorni? Ma stavolta c’è un’occasione lavorativa.

Comparato al normale mercato dei videogiochi, The invisible hand non è certo un capolavoro, ci sono milioni di prodotti migliori. Ma come serious game raggiunge invece standard molto elevati, e ha una sua fortissima specificità come tema. Oltre al fatto che abbiamo individuato una modalità di ‘modello economico’ che potrebbe darci 1) la possibilità di sostenerne lo sviluppo futuro 2) potrebbe diventare una ottima fonte di risorse per le ONG, quindi per progetti ‘umanitari’ veri e propri, che poi sono l’attività principale delle ONG. E poi Insivible Hand ha una particolarità anche nel suo concept  di serious game: non è pensato per chi è già sensibile al tema, e ha voglia di perdere tempo ad approfondirlo. E’ pensato per coloro a cui non frega NULLA del tema. Perchè sono questi i soggetti che ci interessa sensibilizzare, a questi ci interessa insinuare l’importanza del tema, mentre ci dedicano qualche minuto del loro tempo per ‘provare uno dei tanti giochini’. In questi pochi minuti cerchiamo di acchiapparli subito, e piano piano tirarli dentro al tema. Insomma: in soldoni Invisible Hand ha diversi punti di forza come serious game. Diverse cose che potrebbero interessare chi sviluppa o è interessato ai serious games.

Detto questo, non ho la minima idea di che cosa potrebbe succedere a New York al Games for Change. Diciamo che è un tentativo, una gita lavorativa, un azzardo oltreoceano. Vediamo cosa succede. Però ho imparato che spesso, senza ANDARE fisicamente nei posti, senza andare in ‘cerca di fortuna’, le occasioni non si trovano, le porte verso possibilità future non si spalancano. Quindi vado là, anche solo per vedere se il gioco sarà accolto con freddezza (in tal caso sarà l’ultima volta che ci vado, mi sa…) oppure in modo diverso. Vado là per vedere che facce mi troverò davanti, per capire se con il mio inglese rude sono in grado di tenere testa a due giorni di discorsi molto specifici. Vado là per vedere, oggettivamente, che succede.

Poi, dato che mi accompagna mia moglie, approfitteremo per farci un giro di un po’ di giorni in città. Male che vada, se proprio vedrò che a nessuno frega nulla di ciò che presentiamo, farò il turista.

Però, fine giugno 2011, è il primo sguardo oltreoceano di Koala Games. Magari scoprirò di aver trovato esattamente quello che cercavamo, una vetrina internazionale per quello che facciamo. Chissà. Inshalla!

Vi farò sapere….

Saludos!

Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!