Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 11/12/2011 in Senza categoria con Nessun commento


Ripeto il titolo: ragazzi non ficcatevi nei casini.

Specifico il titolo: giovani e aitanti sviluppatori di videogiochi italiani, state attenti a non rimanere impelagati in situazioni complesse e dispersive.

Per esempio: credete, a ragion d’essere, di essere in gamba, ma siete ancora relativamente alle prime armi. Cioè: avete già fatto esperienza tecnica (avete già sviluppato un gioco o una demo come si deve), ma vi manca completamente quella professionale di settore (non avete mai lavorato nei videogiochi). Vi propongono di farvi carico del progetto-videogame XYZ, che è un progetto dell’editore tale che era stato iniziato dal team di programmatori talaltro, che a un certo punto si è dileguato, e l’editore non sa ancora bene in che forma venderà il gioco, nè precisamente che distribuzione avrà, nè si sa bene chi farà cosa. In pratica vi dicono: questa è la situazione, arrangiati a risolverla, ti paghiamo una parte degli incassi una volta che avrai risolto la situazione.

Ecco: STATE ALLA LARGA da queste cose. Le cosiddette, purtroppo, ‘cose all’italiana’. Ne avrò viste almeno due o tre dozzine di casi simili in 25 anni di vita di videogiochi. Mai ho visto una di queste risolversi positivamente.

Se siete in gamba, pretendete chiarezza prima di tutto sul vostro lavoro. Che, se comprende l’analisi dei casini fatti da altri, deve essere remunerato a dovere. E se la condizione che ponete non va bene, lasciate che coloro che vi propongono quest’ “affare” si cerchino un altro pollo da sfruttare. Piuttosto, dedicate il vostro tempo e le vostre energie a un gioco vostro da vendere su AppleStore, a una demo coi contro da usare per presentarsi a un publisher. Oppure continuate a cercare di entrare nel mondo dei videogiochi ma cercando una via decorosa.

Insomma, usando un gergo tecnico: non fatevi prendere per il culo!

Saludos!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!