Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 23/10/2011 in Senza categoria con 2 Commenti


Spuntano come funghi, fortunatamente. Sarà per la possibilità di produrre qualcosa con un team snello, di potersi pubblicare autonomamente suivari applestore, android market ecc. Sarà anche che il grande handicap dell’industria (in senso developer) videoludica italiana, che era una filiera assente con una quasi totale assenza di cultura di impresa di videogiochi (vallo a spiegare a una banca che realizzare Lara Croft non costa 10000 euro e che non è un ‘giochino’…) e di volontè editoriale e finanziaria, sta per essere superato.

Fatto sta che ogni settimana scopro nuovi developers italiani. O gruppi totalmente amatoriali che hanno deciso di darsi una forma più professionale e di lanciarsi nell’avventura.

 Chi bazzica Indievault ne ha un’idea. Fatto sta che ogni cosa che esce su Applestore prodotta da italiani, me la scarico e me la gioco a fondo (complice anche il fatto che grazie all’iPhone e all’iPad sono tornato a videogiocare dopo vent’anni!), e ci scopro mille talenti, mille cose pregevoli (anche mille difettucci) comunque assisto a un fenomeno di grande fermento.

Evviva i videogiochi italiani! Evviva gli sviluppatori italiani!

Però mi stupisco del fatto che solo casualmente sono venuto a sapere della conoscenza di molti di questi developer.

Ci manca ancora un ‘sistema’ in Italia. Dobbiamo darci sotto.

Svilupparty il 10-11 marzo 2012 a Bologna. Che è una grande festa. Sarà grande occasione, come gli anni scorsi, per vedersi, conoscersi di persona, vedere in atmosfera totalmente non lavorativa e molto rilassata i progetti di tutti i team vecchi e nuovi, per stabilire contatti pratici, acquisire dritte, scambiarsi esperienze eccetera, mostrare alla community e non solo il proprio lavor anche per far sì che la community stessa ci aiuti a promuoverlo.

Credo che l’IGDA italiano vada ravvivato. Mi rivolgo a chi (brava persona) si è dato da fare per metterlo in piedi: fregatene delle pochezze dei comportamenti di pochi che si accaparrano titolo e meriti non propri (ma ormai la loro ‘fama’ è nota a tutti), le cose che ci sono da fare sono molto pratiche. Mettere insieme i singoli gamedeveloper (AESVI 4 DEV è fatta da aziende, non dai singoli sviluppatori, nè dagli indie). Fregatene della visibilità di questo o quell’accordo. C’è del lavoro molto pratico da fare, organizzativo. Finalizzato al lavoro per tutti. 

Ci sono tanti modellatori, animatori, programmatori singoli. Spesso purtroppo preparati al 90%. Cioè in grado di fare quello che devono fare, ma con tutta una serie di piccoli ‘deficit’ che se non risolti diventano, per un’azienda che decidesse di metterli al lavoro, problemi pratici bloccanti. Faccio un esempio: la poca o nulla disponibilità a muoversi; il fatto di avere tempi e modalità irregolari di produrre; una certa amatorialità e poca professionalità nel garantire i tempi della propria produzione; poca esperienza (e quindi tanto tempo perso, per sè e per il committente) nel lavorare in maniera metodica e ordinata; ecceterissima. Su questo intendo darmi da fare personalmente, proprio per creare un po’ di ‘sistema’, per far sì che presentarsi a un’azienda ita-dev significhi garantire questo questo e quell’aspetto. Ma anche aspettarsi questo questo e quell’altro. L’IGDA italiano potrebbe dare una grossa mano in questo.

C’è un livello retributivo del tutto indefinito nell’industria DEV ita. Come è possibile che nessuno di questi giovanotti abbia idea di quanto deve valere il proprio lavoro? E che sotto una certa soglia di guadagno non si deve scendere, altrimenti lavorare diventa una perdita? Anche su questo c’è da lavorare.

Quali sono le modalità di guadagno? Oltre che per il ‘lavorare per’?

Come si ottengono i finanziamenti per i propri progetti? Chi può dare una mano? Come si presenta un piano d’impresa, anche se piccolissima?

Come ottenere senza dissanguarsi in costi pubblicitari una comunicazione decente per il proprio prodotto, un decente livello di acquisti applestore che non duri solo qualche giorno?

Come conviene vendere il proprio videogioco, che ne so, sul mercato brasiliano (che ha un livello di crescita enorme, e che però non usa facebook e ha delle reti di utenti strutturate diversamente)?

Amici eccellentissimi, c’è tanto lavoro da fare. Dobbiamo costruire l’intero sistema economico dello sviluppo di videogiochi italiano.

Non che si parta da zero, ovviamente. Aziende che funzionano o esistono che ne sono. Io stesso campo con questo lavoro (tutto sommato anche piuttosto dignitosamente) da oltre vent’anni.

Ma sono tutte singole isole, con qualche ponte di collegamento qua è là.

Tutte queste isole vanno trasformate in un’unica rete di collegamenti, un sistema neurale/sinaptico di persone, aziende, organizzazioni, eventi, sistemi economico/finanziari, eccetera.

Insomma: costruiamo quanti più ponti-sinapsi possiamo. Creiamo più collegamenti possibile. Più cose possibili. Aumentiamo e alimentiamo più possibile la cultura videoludica e videoludica d’impresa italiana. Individuiamo nuovi segmenti, nuove nicchie di prodotto.

AVANTI TUTTA SVILUPPATORI DI VIDEOGIOCHI ITALIANI!

Saludos!

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  1. PICCOLO E’ BELLO: va trovato il modello economico per fare videogiochi italiani!
  2. Sta accadendo QUI E ORA!!! FACCIAMO SISTEMA!!! Facciamola nascere, l’industria dei videogiochi italiani!
  3. PERCHE’ COSI’ TANTI MUSICISTI?

2 Responses to I tanti (abbastanza) sviluppatori di videogiochi italiani

  1. Davide Pensato

    24/10/2011 - 13:04
    1

    grazie Ivan per il bellissimo articolo.
    Concordo su tutto…

  2. Ivan Venturi

    24/10/2011 - 13:50
    2

    …grazie a te!

    e W I VIDEOGIOCHI ITALIANI

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!