Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 30/08/2011 in Senza categoria con Nessun commento


Trovare i soldi per fare il proprio videogioco: una necessita’ che ho sentito esprimere un sacco di volte. Anche da me.

Trovare i soldi per fare il proprio progetto non e’ impossibile, anzi. Dipende pero’ moltissimo da CHE videogioco si vuole fare (e conseguenti necessita’ di budget: un conto e’ voler fare un semplice casual game, un altro cercare di fare qualcosa di piu’ ampio e strutturato), dalle proprie capacita’ tecnico-creative e dalla propria rete di contatti (il che definira’ cosa si puo’ fare da se’ e cosa invece si dovra’ commissionare/acquistare da altri).
Ma prima di tutto voglio dire di un modo di cercare soldi, di una forma mentis, che solo da pochi anni per quanto mi riguarda mi sono scrollato di dosso, che non va bene . Spesso, chi cerca soldi per il proprio progetto, mira a trovare qualcuno che gli paghi stipendi affitti e utenze e che lo metta in condizioni di lavorare in serenita’ finanziaria. Beh, non funziona cosi’. Anche se personalmente negli anni mi e’ capitato diverse volte di trovarmi in quelle fortunate condizioni, ora e’ diventato praticamente imppssibile. Troppi pochi soldi in giro, troppi enti coi cordoni della borsa stretti all’inverosimile.
Bisogna cercare di farsi finanziare cose molto specifiche.
Non un periodo generico di tempo di sviluppo, bensi’ l’acquisto di ‘beni’ specifici, per esempio 10 modelli 3D dal modellatore tale, la sessione di doppiaggi dallo studio tale,
le traduzioni, la licenza del software, l’hardware necessario per la compilazione, eccetera.
E questi costi ‘previsionali’ bisogna preventivarli ufficialmente, ordinarli secondo le regole del buon senso (e della ragioneria), spiegando chiaramente e semplicemente perche’ sono necessari.
Bisogna altresi’ spiegare bene come si e’ abbastanza certi di poter vendere con successo il videogioco, portando numeri piu’ documentati possibile. Il target del videogioco e’ costituito dagli allevatori di pinguini del Polo Sud? Bene: trovate una fonte di buoni dati per capirr quanti sono, e perche’ dovrebbero essere interessati al prodotto.
Spesso si fanno le cose pensandole secondo i propri gusti personali, quindi pensando a un utente identico a noi. Il che in parte va bene. Ma fare le proprie considerazioni di mercato solo su questo diventa pericoloso, oltre che insufficiente ai fini di cercare finanziamenti.

Ma non e’ detto che servano tanti soldi per fare il proprio progetto. Magari basta un supporto nella poca grafica 3d. O la musica. Vedete per esempio Davide Pasca, per il suo ottimo Fractal Combat. Ora non so come siano andate le vendite (almeno inizialmente so che e’ andato bene), ma credo che sia stato pensato con lucidita’ e che tutto sommato sia costato poco, che non abbia richiesto una particolare strategia finanziaria. Questa e’ una cosa che mi piace di questo periodo, mi ricorda i tempi degli 8 bit: da soli o quasi si puo’ fare il proprio videogioco.

Tornando al caso invece della necessita’ di cercare finanziamenti: tutti i costi, le vendite presunte, la prevista attivita’ di promocomunicazione, la distribuzione, eccetera, devono essere inseriti in un bel businnes plan. Roba noiosa. Ma necessaria. Se siete pigri a tal punto da non fare il BP del vostro progetto, vuol dire che siete pigri mentalmente anche nel fare le considerazioni commerciali-strategiche sul vostro prodotto. E questo spesso significa fallire. Sbagliare i calcoli del 20%-30%, significa trasformare un guadagno in una perdita. E potete avere tutta la passione del mondo per questo lavoro, ma quando cominciate a lavorare non per guadagnare, ma addirittura per perdere soldi, vedrete che durate poco.

A seconda poi di quanti soldi cercate, verranno chieste garanzie, per quel meccanismo assurdo per cui quasi sempre vengono prestati i soldi solo a chi li ha gia’. E quindi anche qui va pensata e scelta una adeguata strategia. Qualcuno disposto a firmare una fidejussione? Un bene immobile con cui garantire? Oppure un socio finamziatore? Associazioni di settore, tipo CNA e relative Fidimpresa? Invitalia?
Oppure, magari, riuscite a strappare alla banca il fido di cassa necessario senza dover dare garanzie, se siete una societa’ e la vostra esperienza e’ consolidata.

Koala Games e’ diventata TIconBLU per questo: per i prossimi progetti sono necessari x soldi e il nostro gruppo li investe, direttamente e indirettamente (parte del finanziamento e’ da banche). Per poter consentire questo, abbiamo ribilanciato le nostre quote, per far tornare i conti.

Non cercate soldi per avviare l’impresa genericamente. Cercate soldi per fare il prodotto nel quale credete: l’impresa, o la partita iva, sono e devono essere solo la scatola contabile per fare il prodotto. E’ il prodotto che fate che fa i costi dell’impresa, non il contrario.

Saludos!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!