Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 10/05/2011 in Senza categoria con Nessun commento


(tradotto: varie ed eventuali tra Farenheit 451, la cosa al Laboratorio Crash di cui al post pre-precedente, e FarGame 2011, l’altra cosa alla Cineteca di Bulàgna organizzata con AESVI eccetera ecceterona)

Una visuale degli uffici di Koala Games. Skerzo! Sono i magazzini

Una visuale degli uffici di Koala Games. Skerzo! Sono i magazzini

Premetto che non mi piacciono i blog che parlano solo di eventi, ‘facciamo quello’, ‘faremo quell’altro’, ‘saremo a quell’altra storia’, ‘presentiamo la talaltra cosa’. E quindi premetto che non gradisco molto quest’ultimo andazzo.

Però, essendo io stesso il responsabile di questo andazzo, e dimostrando oltre che a una imprescindibile decadenza neurale anche un certo livello di infingarda schizofrenia, posso correggere il tiro. Sono in tempo, almeno per il giorno del giudizio universale dei bloggher (con l’”h”, altrimenti si leggerebbe blogger, con la ‘gg’ di ggelato).

Insomma: sabato abbiamo mostrato al pubblico e al Magister (eccellentissimo et revedendissimo Valerio Evangelisti, pater tremendis di Nicolaus Emerici) il playable di Eymerich, sia la versione in italiano, sia quella in LATINO. Che è, oggettivamente, una ficata cosmica supermega fantasticherrrima. Un inquisitore medievale che si incazza e minaccia selvaggiamente in latino fa il suo effetto.

Al Far Game il 27 maggio di quest’anno, su questo stesso piano interdimensionale, a BBBBologna, alle 14:30, presentiamo The Invisible Hand e il progetto etico-economico. Vi dirò. Chi passa da Bulàgna quel giorno lì, faccia un passaggio, evitando ovviamente di portare con sè ortaggi da lancio (es. pomodori marci).

Momento produttivamente densissimo, questo.

Eymerich ora è nel pieno della produzione, tra pochi attimi avremo il primo atto (la prima puntata) terminata in versione pre-beta (nel senso che secondo noi è una beta, ma appena avremo fatto la build ci risulterà chiaro come il sole che ci sono 1472,7 cose da sistemare per renderla effettivamente una beta). Però ci sono già tutti i doppiaggi (BELLI ASSAI), le cosine e le cosette e le cosone e le coserrime. Quindi insomma comincia a spingere.

Con GuidaTu siamo in piena fase di investimento, tra erba procedurale, upgrade della struttura commerciale con avvio da qualche mese di commerciale senior, ex pezzo grosso di una casa automobilistica, tripli monitor, magazzini per tenere i telai, approvvigionamento selvaggio di volanti e pedaliere, modelli di veicoli e di edifici, pioggia battente più battente di quella vera, eccetera.

E la Scuola Digitale, che è un mondo gigantesco che si è attivato da qualche mese e per il quale stiamo portando avanti tanti (producendo) progetti supermega, sia tecnologicamente che pedagogicamente, sia avviandone di nuovi, con il piacere di lavorare, per le sezioni videoludiche, con tanti colleghi. E fortuna che esiste Unity…

(Prima o poi dovrò contattare quelli di Unity e farmi pagare per la pubblicità che gli faccio, nonchè per tutti i soldi che gli diamo in licenze, ‘tacci loro)

Potrei aggiungere che ieri sera mi sono tagliato la barba; che un mese fa ho cambiato occhiali; che non ero in pakistan qualche giorno fa e quindi sinceramente non sono in grado di dire che è successo di preciso; che il mio inglese è maccheronico al pomodoro con tanto di parmigiano, e che questo sarà un problemino a Nueva Yorke. Ma non sarebbe molto videoludico, non c’entra col fare videogiochi. Potrei onestamente aggiungere che mi manca il tempo, e me ne dispiace moltissimo, di scrivere quanto vorrei su questo blog. Ma non aggiungerò nè dirò niente di tutto questo.

Dico solo, per concludere, che amo fare videogiochi, che ritengo sia il lavoro più bello del mondo, e che amo lavorare nel mondo dei videogiochi, ed avere la possibilità ogni giorno di inventare. Perchè fare videogiochi, porcogiuda, è inventare ai massimi livelli. Senza materia prima che limita, senza vincoli oggettivi se non quelli della propria tecnica e della propria fantasia. E che amo questo momento, in cui vedo tantissima energia attorno a tutti noi, tantissima gente in gamba, tante opportunità, tanta gente che ci sta pensando e tanta gente che sta crescendo. Ovvio: fare videogiochi, signore e signori, non è una passeggiata. E’ complicato. non solo farli, ma farne un’impresa. E’ una fucking sfida. Magari rischiosa ma avventurosa. Complessa ma intrigante.

W l’Italia. W fare videogiochi. W chi fa videogiochi. 

E quindi (porcogiuda) W I VIDEOGIOCHI ITALIANI.

Saludos!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!