Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 24/04/2011 in Senza categoria con 1 Comment


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Il 20 aprile a Milano, a Palazzo Mezzanotte sede della Borsa Italiana, nel pomeriggio si è tenuto un seminario di Invitalia, l’ex-agenzia statale Sviluppo Italia, che di fatto gestisce e distribuisce (e li distribuisce) finanziamenti: Invitalia.

Date un’occhiata al sito, se l’argomento vi interessa:

http://www.invitalia.it/site/ita/home/notizie/articolo5747.html

Ho ragione di credere, e presto ne saprò molto di più, che potrebbe rappresentare uno dei tasselli mancanti allo sviluppo della produzione di videogiochi italiani. Di sicuro la dirigenza ha spalancato le orecchie sulla possibilità di finanziare questo (dal loro punto di vista) neonato settore. E ho ragione di credere che le cose potrebbero essere serie.

Premetto che io credo nelle politiche di finanziamento pubblico alle nuove imprese, specialmente quelle ad alte tecnologia. Koala Games è nata nel 2003 grazie a un finanziamento gestito dal Comune di Bologna (prendemmo 100000 euro coi quali riuscimmo a finanziare lo startup dell’impresa e la costruzione del nostro engine e del nostro primo prodotto), quindi io posso testimoniare che queste cose ci sono e possono funzionare. Certo, sono toste. Prendere un finanziamento pubblico non è roba da ridere, bisogna fare conti su conti, esporre il progetto in burocratichese (che però è l’unico linguaggio che abbia un senso, e che possa essere specifico e preciso, per definire il progetto di un’impresa), e avere la pazienza di fare i conti di continuo con controllori esterni. Ma il gioco ne vale la candela, anche perchè questi conti, o da soli o con controllori esterni, vanno fatti SEMPRE, pensa un’azienda fatta alla CDC oppure, in inglese, DDW (dog dick’s way).

Allora, le caratteristiche principali per accedere ai finanziamenti di Invitalia:

- avere meno di 35 anni (e quindi io e molti miei colleghi siamo esclusi… su questo infatti vorrò dir loro un paio di cose. Anche se vista la composizione societaria della mia impresa, che per metà appartiene a un gruppo, sarei escluso lo stesso);

- avere aperto da non più di tre anni (per il primo strumento di finanziamento, per le imprese già esistenti), o essere privi di impiego al momento della presentazione (o accettazione? nun me ricordo) della domanda (per il secondo strumento di finanziamento, per l’autoimpiego), cosa che significa eventualmente dover chiudere la propria p.iva prima di presentare la domanda.

e aggiungo io:

- avere un’idea di impresa di videogiochi: cioè, non solo l’idea di un videogioco. Bensì: un’idea per produrre videogiochi e venderli. Non per fare successi milionari. Solo per rendere l’impresa autosufficiente e funzionante. Per far quadrare i conti, insomma.

- non essere spaventati di dover fare i conti e fare i ragionieri di se stessi: cosa che tanto vi capiterà di fare semmai vorrete nel futuro avere una vostra, anche piccola, attività di videogiochi.

Più una serie di altre caratteristiche di dettaglio, da vedere approfonditamente. Come al solito, non è semplice districarsi tra le varie cose e nel sito stesso.

Vi farò sapere presto.

Però ci sono molti dei ragazzi che ho conosciuto in questi mesi, tramite lo Svilupparty, o prima, o dopo, che secondo me dovrebbero ragionarci. Chi si sente fischiare le orecchie faccia sapere…

Saludos!

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One Response to FINANZIAMENTI per fare impresa (e videogiochi)

  1. Giovanni Colì

    26/04/2011 - 15:48
    1

    mmm…però…
    evento del 20 aprile e post fatto il 24 aprlie :D

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!