Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 23/04/2011 in Senza categoria con Nessun commento


Eccoci qui! Finalmente faccio questo post che devo fare da giorni, se non da mesi, per non dire ore. Inizio con una foto scippata dalla pagina feisbuk di Gianluca Rocco, simpaticissimo giornalista del TGCOM che ha fatto da moderatore all’incontro

il 'panel' degli sviluppatori di videogiochi italiani

il 'panel' degli sviluppatori di videogiochi italiani

Da sinistra: Giovanni Bazzoni di Digital Tales, Dario Migliavacca di Ubisoft, Gianluca Rocco, Luisa Bixio di Milestone, Davide Pensato di DPStudios, io.

Sono stati presentati i dati dell’industria, leggermente in calo ma sempre ben superiori al miliardo di euro, ed è stata presentata l’associazione Aesvi 4 Developers, alla quale noi di Koala Games abbiamo aderito con fervore. Per vari motivi. In ordine sparso:

- tutti gli associati: per ora siamo in 12 ufficiali, anche se ce ne sono altrettanti che stanno per entrare. Tra questi 12 ci sono i ‘grossi’, come Milestone, Ubisoft, 505 Games, e i piccoli come noi;

- Thalita Malagò, segretaria generale dell’associazione, che è una persona fantastica, idem dicasi per il suo braccio destro Ilaria. Persone in gamba professionalmente e umanamente;

- la praticità della faccenda: ogni parola spesa è per qualcosa di operativo e pratico. Si procede a ritmi industriali, e i benefici sono tangibili. Oltre a tutta una serie di servizi come la rassegna stampa giornaliera, i dati dell’industria sempre aggiornati, e altro;

- il basso costo: 600 euri all’anno;

- molti degli associati li conoscevo e stimavo già. Altri non li avevo mai conosciuti ma già stiamo traendo vantaggio dall’esserci conociuti;

- l’associazione è collegata con tutti i network paraistituzionali legati alla nostra industria, quali ISFE, PEGI, ecc. Reperire informazioni, o il numero di telefono giusto, è diventato finalmente semplice;

- il canale istituzionale aperto è saldo, e ho già avuto occasioni di sperimentarne la concretezza. Vedi il Games Forum, dove c’erano ministri vari presenti, e dove ho avuto l’opportunità di fare da relatore e di stabilire contatti diretti con dirigenti del Ministero dell’Istruzione (cosa non da poco per me che faccio videogiochi didattici);

- ho la possibilità di sentire dati e fatti iperpratici e utilissimi: per esempio, Dario Migliavacca di Ubisoft (per il quale sto iniziando a nutrire una grandissima stima – persona davvero seria e qualificatissima, pur rimanendo molto semplice come modi di fare e atteggiamento -e lui è tra quelli che se la potrebbero ‘menare’ sul serio) che spiega per filo e per segno, senza fronzoli di nessun tipo, senza nascondere nulla, su quali siano i parametri di valutazione di una società come Ubisoft per la valutazione di un progetto esterno. O sentire Cuneo di Sony entertainment Italia che racconta per filo e per segno, numeri a mano, pure quelli scomodi, la strategia commerciale Sony. Insomma: informazioni utili, immediate, esposte dai diretti interessati e che altrove costerebbero l’ira di Dio;

- una casa ‘comune’: il fatto di essere sotto un unico tetto, che obbliga in qualche modo tutti a comportarsi bene, ad essere sani aziendalmente. Ma che ci rende anche tutti più forti, dato che se io faccio un lavoro per qualcuno, e quello si comporta male, o non mi paga, si troverà contro l’intera associazione (dentro la quale non ci siamo solo noi ‘piccoli’, ma anche Nintendo, Namco, Sony, Warner, ecc);

- portare avanti una strategia per spiegare all’agenzia delle entrate che per fare un videogioco da vendere all’estero, bisogna investire per un periodo di tempo di anni, e che gli studi di settore devono tenerne conto. Per questo tema, che fino all’altro ieri ignoravo (ma che persone a me vicine invece hanno subito, con dispendio di energia e risorse), spero che presto sia tra i nostri, o che in qualche modo si possano sviluppare azioni comuni, qualcuno molto in gamba delle parti di Benevento.

- opportunità di finanziamento (dopo ne parlo meglio); possibilità di accesso a fiere di settore a costi ridotti; eccetera.

Insomma, sono 25 anni che sono in questo settore. Stavolta mi sembra, sia razionalmente che di pancia, che le cose si muovano. Forse questa volta ce la facciamo, a far nascere una dignitoso settore di sviluppo di videogiochi italiani.

Saludos!

ps: dimenticavo, le condizioni per essere ammessi nell’associazione, sono di aver commercializzato almeno 1 videogioco negli ultimi 3 anni; di non appartenere ad altre categorie di settore; di non avere casini nei bilanci.

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!