Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 22/03/2011 in Senza categoria con 11 Commenti


Allego la rapidissima risposta del dott. Lucchesi della segreteria del monistro Meloni.

Gentile Ivan, il Ministero della Gioventù non produce videogiochi, si occupa di altro. Nello specifico, relativamente al programma Gioventù Ribelle, si occupa di divulgare le gesta dei giovani protagonisti del Risorgimento italiano. E lo fa realizzando o promuovendo mostre, libri, viaggi, tour teatrali, videogiochi, etc… A proposito del videogioco, si tratta di un lavoro appena iniziato a cura dei giovani ricercatori dello IED, con il supporto essenziale di Assoknowledge. Naturalmente noi non abbiamo la competenza per giudicare la qualità tecnica del prodotto. Spetterà ad altri farlo. Va detto che finora è stato realizzato solo il demo del primo dei dodici livelli del gioco completo. Va detto inoltre che siamo comunque grati a tutti coloro i quali si stanno spendendo volontariamente e gratuitamente per dare vita a questo piccolo sogno. Solo alla fine dell’anno potremo conoscere il risultato ultimo e la sua qualità, essendo un open source, dipenderà da quanti avranno la voglia e il coraggio di contribuirvi con proprie risorse tecniche, scientifiche, economiche, culturali. Per quanto riguarda la violenza insita in Gioventù Ribelle, essendo un gioco di guerra (e il Risorgimento fu proprio una lunga e dolorosa guerra…), sarebbe stato inverosimile escluderla del tutto. Abbiamo solo chiesto di contenerla quanto possibile. Infatti non sarà possibile uccidere il pontefice dell’epoca Pio IX, ma l’animazione conclusiva porterà il protagonista a consegnargli una semplice lettera. In conclusione, la filosofia che ci ispira è solo quella di rendere suggestive e coinvolgenti le storie dei tanti ragazzi e ragazze che diedero la vita per l’Italia. Come lei mi insegna lo strumento del videogioco può essere uno strumento assai prezioso per divulgare contenuti utili alle giovani generazioni.

Un cordiale saluto.

Massimiliano Lucchesi

Segue di seguito la mia risposta alla risposta:

 

Gentilissimo Lucchesi,
 
intanto grazie della risposta così rapida, sulla quale non contavo.
 
Capisco il proprio punto di vista, ma vi assicuro che quello che traspare è tutt’altro e che vi sono aspetti importanti che sono stati del tutto trascurati.
Sì, il videogioco è uno strumento prezioso ed efficace per divulgare contenuti, ma si porta dietro -con le proprie caratteristiche intrinseche, determinate dalla tipologia del videogioco scelta-, una serie di implicazioni.
E, mi duole affermarlo, la scelta che avete fatto -o che è stata fatta da assoknowledge- è una delle poche sbagliate che si potevano fare.
 
E’ stato scelto l’unico tipo di videogioco chiaramente identificato da tutti (e mi riferisco anche a docenti, genitori) che implicitamente si basa sulla violenza e sull’istinto primordiale dell’uccisione.
Se avevate chiesto di contenere la violenza, beh, non è stato fatto. Nella scelta del tipo di videogioco.
 
Sono d’accordo che il Risorgimento è stato teatro di scontri sanguinosi, ma converrà con me che i valori che si cercano di divulgare sono altri, non quelli legati alla pura fisicità dello scontro, meccanica sulla quale il First Person Shooter si basa.
 
Quindi, pur ringraziandola infinitamente e di tutto cuore della sua rapida risposta, confermo quanto da me precedentemente detto e spero che abbiate tempo e modo di approfondire (magari anche con persone più qualificate di me – anche se dicono che io sia tra i pochissimi in Italia specializzati in videogiochi didattici, producendone da 15 anni) le diverse potenzialità, positive e negative a seconda dell’uso, del medium videogioco.
 
Cordiali saluti,
 
Ivan Venturi

ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI

  1. LETTERA AL MINISTERO DELLA GIOVENTU’

11 Responses to La (rapidissima) risposta del Ministero alla mia lettera

  1. Giovanni AKA Carnefrisca

    22/03/2011 - 17:17
    1

    Si però…
    “Solo alla fine dell’anno potremo conoscere il risultato ultimo e la sua qualità, essendo un open source…”
    Questo non è open source!
    Anche a sforzarsi bastava fare una traduzione 1:1, credo che di sorgenti aperti non ci sia nemmeno l’ombra.
    Purtroppo, questo non fa che confutare la mia idea che probabilmente la mail se l’è fatta dettare da qualcuno, che sa difendersi solo usando il ricatto delle denunce, e che in realtà la disinformazione e l’ignoranza sull’argomento è tanta, quindi trovo “logico” che il primo volpone che passa li fa “fessi”.

    Ivan, questo mi fa capire una cosa, che alla fine forse è come andare a scontrarsi contro i mulini a vento.
    Quindi, sforziamoci a fare il nostro lavoro con dedizione e buona arte, purtroppo sbattersi con certa gente è solo un grosso travaso di bile e nient’altro…

  2. Ivan Venturi

    22/03/2011 - 17:33
    2

    Eccelso Carnefriska!

    Per quanto mi riguarda, cioè per l’aspetto ludicodidattico, no, non è come andare a scontrarsi contro i mulini a vento.
    Per me poi non è un travaso di bile.
    No, io faccio e intendo fare qualcosa a riguardo, per quel pochissimo che conto e che posso fare. Poi si vedrà. Ai posteri l’ardua sentenza!

    W I VIDEOGIOCHI ITALIANI PORCOGGGIUDA!!!

  3. Gerardo Verna

    22/03/2011 - 17:34
    3

    Ma non dovevano essere solo tre mappe con consegna a giungno e settembre delle ultime 2?
    Vabbè, forse, visto il successo riscosso, hanno deciso di ampliare il progetto.

  4. XeviaN

    22/03/2011 - 17:40
    4

    GRANDE IVAN! :D

    A: “Salve, ci fate un gioco sul 150º d’Italia? Mi raccomando, contenete la violenza però″.
    B: “Ok!”

    B: “Ecco, la demo del primo livello è pronta!”
    A: “Come si gioca?”
    B: “Così: BANG! BABABABABANG! BANG!!! BANG! POW! BANG!”

  5. Giovanni AKA Carnefrisca

    22/03/2011 - 17:41
    5

    @Ivan
    La tua causa è sicuramente più nobile della mia. Visto che il game che ho attualmente in sviluppo ha ettolitri di liquido ematico.
    Piccola anticipazione. Comunque, il prossimo (già in cantiere) è un totale cambio di rotta…Riprendo ad impastare l’argilla ;)

    @Gerardo
    13??!!!!
    E poi si lamentano della Lega Nord. E te credo, con un videogame del genere anche io rischio di passare per una revisionista del risorgimento.
    “Povera Patria!”(cit.)

  6. Giovanni AKA Carnefrisca

    22/03/2011 - 17:46
    6
  7. Ivan Venturi

    22/03/2011 - 17:54
    7

    e RATATATATAAAAAAAAAAANNNNN

  8. saintex

    23/03/2011 - 10:03
    8
  9. Giovanni AKA Carnefrisca

    23/03/2011 - 12:33
    9

    Cominciano a uscir fuori un pò articoli sulla questione…
    http://videogames.blog.unita.it/gioventu-ribelle-rinascimento-mancato-1.278384
    http://i631.photobucket.com/albums/uu35/Karat45/snap334.jpg

    Direi che la questione ha alimento un piccolo tsunami.

  10. Ivan Venturi

    23/03/2011 - 12:39
    10

    Speriamo che almeno in parte serva ad evitare in futuro cazzate simili. E comunque, ripeto, il danno l’hanno già fatto, mortacci loro.

  11. ENrico

    27/03/2011 - 10:34
    11

    Ciao Ivan;
    mi chiamo Enrico. Tre anni fa, ai tempi dell’università, ti venni a intervistare per Punto Informatico nella sede di via S. Isaia. Erano i tempi in cui ero sottopagato e sovrasfruttato :P
    Ad ogni modo, io capisco che tu senta vicina la questione “didattica”, in quanto produci videogame didattici e conosci bene quello di cui parli. Il problema è che loro non capiscono quel di cui parlano. Le motivazioni addotte sono ridicole: “essendo un open source, dipenderà da quanti avranno la voglia e il coraggio di contribuirvi con proprie risorse tecniche”: progetto open source? Ma che diavolo dicono? E i 500.000 euro? Ma credono davvero di poterci prendere per il culo a tutti i giri?

Leave a Reply

No trackbacks yet.

Posts with similar tags

No post with similar tags yet.

Posts in similar categories

Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!