Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da Ivan Venturi il 14/11/2010 in Senza categoria con 1 Comment


Certamente qualcuno avrà visto il film dei fratelli Cohen, tratto dal libro di Cormac McCarthy, “Non è un paese per vecchi”, riferendosi all’America del Sud, tutta fucilate e cowboy. Non c’entra molto con tutto ciò che viene di seguito, se non per il fatto che l’America, o l’Asia, o l’America del Sud, o l’Africa, danno impressione che la forza motrice della cultura, del talento, siano i giovani.

In italia non è così, come sappiamo. Tutto il nostro sistema favorisce i vecchi. Uno esce laureato a quasi 30 anni, diventa precario perché chi ha più anni si tiene il posto saldamente sotto le chiappe ed è, qualsiasi idea politica abbia per la testa, in fondo totalmente conservatore. Ma non voglio essere troppo generalista. Però mi viene un pensiero incendiario: TUTTI A CASA!!! LARGO AI GIOVANI!!! BASTA PARRUCCONI!!!

Per i videogiochi in Italia è sempre stato così: non essendoci un degno matusa dietro una software house, qualcuno che potesse presentarsi come ‘barone’, usare i propri agganci di persona da decenni intrallazzata a destra e a manca (perché in Italia ti devi intrallazzare, non ci piove), nessuno ha mai dato credito seriamente al settore dello sviluppo. E per credito intendo proprio ‘credito’, cioè credito bancario. Tutto diverso in qualsiasi altro paese. La ricerca pure è nella stessa condizione. Eccetera eccetera. Non voglio tediarvi oltre con cose che sono ripetute a destra e a manca, ma per le quali in Italia tutto rimane polverosamente congelato. Potrei parlare dell’attuale vomitevole situazione politica, da qualsiasi parte destra o sinistra la si guardi, ma evitiamo di aggiungere polvere alla polvere.

Tutta questa verbosa premessa per rendermi conto che anch’io sto procedendo verso l’anzianità. Insomma, ho i miei ‘anta’ (quarant’anni) e faccio questo lavoro da 23 anni. Ultimamente sto seguendo più assiduamente IndieVault e attraverso di esso lo sviluppo Indie italiano, da quando la notizia dello Svilupparty (o Developparty, insomma, ci siamo capiti) si è diffusa. E mi rendo conto che lì trovo una freschezza creativa che io non ho più. So troppe cose, faccio troppe considerazioni, penso troppo al bilancio, al quadro amministrativo, all’impresa ecc., per avere quel talento creativo ‘libero’ che genera le cose davvero nuove. Cioè: non è che mi sia proprio rincoglionito, anzi, nel mio piccolo mi difendo ancora bene (ai posteri l’ardua sentenza). Credo però che sia mio, nostro dovere far sì che lo Svilupparty, nella sua piccolezza, sia DAVVERO a servizio dello sviluppo Indie. Perché se qualche novità, tecnologica o creativa, debba uscire, 7 su 10 verrà da lì.

Sempre da Indievault ho appreso di Union, l’”AppStore” (e molto di più) di Unity. Ottima cosa mi sembra. Ottima opportunità di trasformare una bella idea in business senza ammazzarsi in rischi di impresa.

Fermo restando che a un certo punto, volendo fare le cose seriamente (cioè vivere di questo lavoro) l’impresa va fatta. E lì, visto l’apparato burocraticissimo e anzianissimo e babbionissimo dell’Italia, purtroppo va speso del tempo in una serie di cose che coi videogiochi c’entrano poco o niente. Ma che sono importantissime. In fondo, chi fa scarpe stupende, se non si preoccupa di confezionarle, prezzarle, distribuirle e promuoverle, le sue scarpe stupende se le terrà tutte in magazzino.

Ecco, se qualcosa di utile posso fare, e non solo io ma anche miei colleghi che in qualche modo esperienza d’impresa video ludica l’hanno raggiunta, è fornire dritte e informazioni su quanto sopra.

A patto, naturalmente, che ci si offra da bere!

DeveloSvilupparty aspettaci!

Ps: vista l’importanza di Unity nello sviluppo Indie, sarebbe interessante credo invitare qualcuno di Unity alla nostra festa. Certamente per loro sarebbe un’occasione di promozione. Per tutti noi l’occasione di stabilire un link diretto con chi produce uno dei maggiori strumenti che usiamo.

Che dite, provo a sentirli?

Saludos!

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One Response to L’ITALIA E’ UN PAESE PER VECCHI!

  1. Giovanni AKA Carnefrisca

    16/11/2010 - 11:24
    1

    avere in generale un contatto diretto con chi offre un framework, tool o altro per sviluppare sarebbe ad ogni modo davvero ottimo…
    anche per poter scambiare opinioni, cercare suggerimenti o perchè no, avviare qualche tipo di collaborazione…

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!