Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Scritto daIvan Venturi il 05/11/2011 in Senza categoria con Nessun commento


10 consigli per chi vuole fare videogiochi in Italia.

1. Siate originali. Non fate sempre videogiochi di fantascienza. Il mondo ne e’ pieno. Idem di giochi fantasy. Fate giochi il cui soggetto rimanga impresso pur descrivendolo in poche parole. Per esempio: simulatore di belva feroce; manageriale di un’azienda di pompe funebri; sparatutto a livello batterico.
Individuate una nicchia e verificate che non ci siano troppi prodotti concorrenti, e fate in modo che il vostro videogioco sia di livello adeguato ad essi. Che abbia qualcosa in piu’ o qualcosa di davvero nuovo.
Posizionate il vostro videogioco con chiarezza. Abbiate chiaro qual e’ il vostro utente.

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2. Pensate in piccolo. I videogiochi sono roba che costa.
Non cercate di fare qualcosa di simile a videogiochi che costano decine di milioni di dollari. Non cercate di fare con 10000 euro qualcosa che richiede un investimento 100 o 1000 volte superiore.
Cercate di capire di quanti soldi disponete, o di quanti dovrete trovarne.
Se invece desiderate partecipare alla produzione di un grosso titolo, iperspecializzatevi e poi prendete l’aereo e andate a lavorare all’estero.

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3. Fate in modo di controllare piu’ possibile gli aspetti strategici della produzione. Grafica e programmazione. Cercate di avere Pieno controllo di questi due aspetti fondamentali. Se fare il vostro videogioco significa delegarne la programmazione a qualcuno che con conoscete a fondo o di cui non potete fidarvi completamente, aspettate o lasciate perdere.
Non inventate l’acqua calda. Se potete usare un engine esistente che vi risparmia mesi di lavoro, usatelo. Ragionate in multipiattaforma.

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4. Arrangiatevi. Le tecnologie cambiano in continuazione e i problemi da risolvere sono continui. Cercate le soluzioni in rete, nei forum, nelle community. Ecc. Non cercate di trovare la pappa pronta. Nessuno ve la preparera’.

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5. Autodisciplinatevi. Fare videogiochi non e’ un gioco da ragazzi. Richiede tanto lavoro, tanto studio, tanta lucidita’ nell’autoregolare il proprio lavoro. Se siete abituati a lavorare parttime o a dedicare molto tempo a pettinare le bambole, non e’ il lavoro che fa per voi.
Imparate a convivere con una certa schizofrenia, facendo convivere 3 forme mentis che hanno poco a che fare l’una con l’altra: tecnica, creativa, produttiva (organizzativa; di metodo). Cambiate cappello a seconda di cosa dovete fare. Trovate i vostri meccanismi, le vostre abitudini, il vostro ritmo. Ma puntate al massimo. Non c’e’ posto per la mediocrita’. Cercate sempre di andare un passo oltre i vostri limiti. O quelli che credete tali.

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6. Ragionate da subito sulla futura promocomunicazione del videogioco; i canali tramite il quale promuoverlo; i modi con cui parlarne; il lavoro da fare per facilitarne la comunicazione. Sito, teaser, trailer, snapshots, social networking. Pensate che una volta che avrete finito il prodotto iniza un’altra parte altrettanto importante del lavoro: venderlo. Fare in modo che la gente ne venga a conoscenza e che gli venga voglia di comprarlo.

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7. Pensate bene a come vendere il videogioco, tramite quali canali. Se fate un videogioco multipiattaforma ( auspicabile) informatevi bene sulle diverse caratteristiche dei vari Apple Store, Android Market. Non fate l’errore di pensare che sapete gia’ tutto cio’ che serve. Non si sa mai abbastanza. Pensate bene il prezzo, siate sicuri che si collochi nella fascia giusta. E prima di mettere in vendita il videogioco, sottoponetelo a una solida fase di collaudo, per verificarne il pieno funzionamento tecnico, per essere certi che sia effettivamente divertente. Fatelo giocare a piu’ gente possibile, gente piu’ diversa possibile entro quello che ritenete il profilo del vostro utente.

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8. Fate sempre i conti. Pensate ai SOLDI. Siate i vostri migliori ragionieri. Se apriste un negozio di ferramenta fareste i conti per affitto, acquisti merci, utenze, ecc. Per fare un videogioco dovete fare i conti allo stesso modo. Investite soldi per guadagnare ai soldi. Date valore al vostro tempo speso e ragionate sul fatto che se volete vivere del vostro lavoro dovete mettere in piedi un’attivita’ economicamente sostenibile. Non abbiate paura di aprire la partita iva. Se cominciate ad avere dei costi, vi serve una posizione giuridica e fiscale per poterli scaricare dalle tasse. Nessun romanticismo in merito. Solo strumenti di lavoro. Non pensate solo alla gloria eterna. Pensate ai soldi. Non necessariamente a diventare ricchi. Pero’ a riuscire a vivere del lavoro che vi siete scelto, si’.

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9. Siate onesti. Comportatevi bene, rispettate il lavoro, vostro e degli altri. E occhio: fare i conti in modo approssimativo sul lavoro deglinaltri significhera’ trattare male qualcuno in futuro o non pagarlo quanto dovuto. Siate umili. Non siate megalomani, caratteristica che in 25 anni di fare videogiochi in Italia ho visto fin troppo. Conta solo il videogioco che farete e venderete. Lasciate che a parlare siano i fatti.

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10. A costo di ignorare tutto quanto sopra, a costo di sbagliare tutto pur di seguire cio’ che sentite piu’ forte di voi, a costo di iniziare qualcosa che non sapete se sarete mai in grado di finire, FATE VIDEOGIOCHI! Si’, ok, e’ un casino, bisogna farsi un mazzo quadrato, sgobbare tantissimo, mettersi in gioco, rischiare tempo e soldi. Ma e’ il lavoro piu’ bello del mondo.

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LUNGA VITA AI VIDEOGIOCHI ITALIANI!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!