Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Scritto daIvan Venturi il 08/09/2010 in Senza categoria con 2 Commenti


Il mercato si evolve alla velocità della luce, e questa non è una notizia. Idem non lo è il fatto che i gadget tecnologici siano sempre più venduti, sempre più facili da usare (quasi) ed ergonomici. Insomma in mano a un sacco di gente che prima non avrebbe mai pensato di usare un’ “applicazione” e che invece, ora, basta che tocchi lo schermo, et voila, smanetta a tutt’andare.

Le applicazioni, anche la più seriosa e di servizio, sono programmi esattamente come i videogiochi. E non è una notizia nanche il fatto che su tutti i vari iPhone, iPad e i prossimi GalaxyTabe tutto ciò che seguirà, gireranno allo stesso modo videogiochi e applicazioni ‘serie’ (si sa, i videogiochi non sono una cosa seria e degna di attenzione, come ancora dice qualche genio).

E’ una notizia (per modo di dire) invece che le case editrici stanno investendo molto sull’editoria elettronica. C’è addirittura, ora, un festival vicino a Massa Carrara dedicato agli E-BOOK (l’Ebookfest). So anche che molti grossi editori, vedi Mondadori e Feltrinelli e non solo, trasformeranno piano piano le loro megalibrerie in multimedia-center, dove la distribuzione riguarderà non solo i libri. Già ora non è più così, da tempo, ma da quanto sto vedendo ciò succederà ancora moooooooolto di più. Il ‘libro’ diventa anche ‘file’. Il file potrà essere utilizzato nelle varie piattaforme tecnologiche quali gli eBook reader, iPhone vari ecc. Anche perchè nella sua forma digitale, il libro diventa fruibile a tutta una serie di categorie di nuovi utenti. Vedi non vedenti e ipovedenti, o dislessici (lo sapete che il 4% dei bambini delle scuole italiane è dislessico? fate un po’ voi…), potranno leggere i libri usando la sintesi vocale, che tra un po’ si trova pure nell’ovetto kinder.

Insomma, anche i libri finiranno per diventare ‘apps’, dato che, vista la disponibilità dell’interattività, perchè non sfruttarla? Non dico stravolgendo la natura del libro (evito con tutte le mie forze di pensare a libri d’autore a finali multipli tipo librogame!…), bensì utilizzando l’interattività per tutta una serie di cose: contenuti speciali (come nei dvd), opzioni di lettura, illustrazioni, ecc.

Se i libri diventano ‘apps’ cosa significa? Che da una parte rimarrà, e nessuno al mondo potrà mai cancellarlo, il libro cartaceo. Dall’altra parte, ci saranno materiali d’autore in forma software.

Quindi, il lettore che usa e userà per leggere queste piattaforme tecnologiche, cos’è? Si può annoverare nella schiera dei semplici ‘lettori’ (che in Italia sono 4 milioni, e da lì purtroppo non ci si muove…) o sarà qualcosa di nuovo?

Un videogioco adventure, potrà funzionare in diverse modalità, dall’adventure classico zeppo di enigmi, alla graphic novel interattiva?

Secondo me sì. Non si tratta neanche di spendere il doppio o il triplo dei soldi. Con strumenti come Unity, bastano poche migliaia di euro per pubblicare su tutti i nuovi pod, phone, tab, pap, bab e caz vari. Si tratta solo di concepire il videogioco nel modo giusto. In modo che possa giocarlo anche chi lo vuole solo leggere.

Non dico che tutti i lettori tradizionali si convertiranno. Penso però che alcuni di essi useranno qualcosa (il videogioco che narra una storia) che nella loro forma classica non avrebbero giocato.

Ai posteri l’ardua sentenza

Saludos!

ps: e scusate tutti se sono latitante nel blog… autunno densissimissimissimo di cose e lavoro che -per fortuna- arriva da tutte le parti, costringendomi come non facevo da anni a orari allucinanti. Per esempio, oggi sono in ufficio dalle 6 del mattino…

Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!