Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Scritto daadmin il 23/06/2009 in Uncategorized con Nessun commento


Carissimi lettori del blog, mi scuso se sono poco assiduo in questo periodo, vorrei potermi dedicare con più rilassatezza al ricordo dei ‘bei tempi’, oltre ad affrontare nuove tematiche che mi stanno particolarmente a cuore, il FARE VIDEOGIOCHI vero e proprio che dò il nome a queste pagine. Sia il come farli, sia come utilizzare questo medium per comunicare.

Sono però in un momento particolare, dato che da qui a un paio di settimane verrà finalmente messa in produzione la mia nuova e più ardita creatura: il mio secondogenito!

Sto quindi dandomi da fare a più non posso per sistemare varie faccende con Koala Games e col nostro gruppo, nonchè con casa famiglia eccetera, dato che poi luglio mi vedrà altalenante tra gestione ordinaria dell’azienda e pannolini vari.

Contando anticipatamente sulla vostra comprensione, vi saluto con l’intensità dell’esplosione di una supernova e cercherò nonostante quanto sopra di scrivere il più possibile dato che, questo blog, mi dà un insostituibile piacere. E altrettanta soddisfazione mi dà il contatto con voi.

Allego un’immagine di un videogioco *non educativo* che stiamo realizzando (con grandissima soddisfazione) con i nostri soci di Imagimotion e del quale parlerò meglio da settembre.

Saludos e a prestissimo!

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Scritto daadmin il 15/06/2009 in 1990, heroes, soccmel, stories con 1 Comment


La sera del 5 ottobre 1990, ci trovammo quindi dopo la pizza, dopo che Francesco era tornato a casa, negli uffici della Simulmondo. Michele Sanguinetti e Ricky si erano conosciuti e io ne ero felicissimo, anche perchè, oltre agli ottimi risultati artistici della prima prova grafica di Sangue, era ben avvertibile una splendida atmosfera nel gruppo appena creatosi. Avete presente quando vi trovate in un gruppo di persone, di nuova composizione, e avvertite il giusto ‘feeling’, di avere un sacco di cose in comune, con la fantastica prospettiva di un lungo periodo lavorativo da condividere, e di poter fare un sacco di cose fantastiche assieme? Ecco, così.
Decidemmo di fare subito qualcosa per passare la serata. Cosa facciamo? Un video demenziale, naturalmente!
> La sceneggiatura fu composta a pezzi (nel senso che prima di ogni spezzone, tra una ghignata e un’altra, tiravamo fuori qualche quintale di idee in mezzo minuto e poi si premeva REC).
> L’attrezzatura era composta dall’Amiga di Ricky + telecamera fissa in bianco e nero dell’Amiga di Ricky + il videoregistratore collegato ai suddetti.
> Gli attori eravamo io, Ricky, Sangue, e per la prima ripresa Mario Bruscella e Claudio Zani (programmatore di F1 3D amiga). Dopo la prima ripresa ci trovammo solo noi tre. E fu in quel momento che scattò il carpe diem, il momento magico che ci portò a registrare 10 minuti e 7-8 scene completamente slegate tra loro.
> la scenografia era composta dalla parete bianca dell’ufficio che era stato mio, e che ora ospitava Ricky e me appena tornato dal milite. Ogni tanto faceva l’ingresso nell’inquadratura il battiscopa della stanza, oppure una riga a T appoggiata in un angolo, o lo spigolo della stanza. Insomma decisamente una scenografia minimal.
> la colonna sonora: lo stereo portatile collegato alla meglio col videoregistratore. Quando c’era la musica non c’era il parlato e viceversa. Musica dei SexPistols, King Crimson, Led Zeppelin.
> la trama della prima scena: una ripresa di noi cinque fermi o quasi, dove in quel quasi c’era una grossa vena, diciamo un’arteria gigante, una mega-aorta, di demenzialità esplosiva. Piano piano (durata della scena meno di un minuto) i vari componenti del gruppo si cacciavano fuori l’un l’altro, chi spinto, chi morto, chi chicchiricchiccì. Rimasero nell’inquadratura alla fine solo Mario e Claudio. Ultima loro apparizione nei video della premiata ditta Simulmondo Soccmel Underground.
> la trama della seconda scena: Sangue, che come già detto aveva (ha) delle doti espressive facciali impressionanti, impersonava Igor (pronuncia: Aigor) di Frankenstein Junior (avete presente? Marty Feldman, quello con gli occhi strabici fuori dalla testa?), con il cappuccio composto dalla felpa tirata fin sopra la testa. Effetti di luce stroboscopici fatti da me e Ricky grazie al movimento sincopato dell’abat-jour. Fantasticamente mostruoso.
> la trama della seconda scena: io che impersono un pusher, prima inquadratura sul diavolaccio (Il signore delle Tenebre interpretato da Tim Curry in Legend di Ridley Scott) che mi ero dipinto sulla schiena del giubbotto. Occhiale da sole rettangolare fricchettone di Michele, musica Anarchy in the Uk dei Sex Pistols. Arriva un tossico (Sangue) che chiede la dose e io gliela dò. Il tossico si fa in vena (con una biro bic) e poi collassa. Trama degna di Cannes!
> la trama della terza scena: Ricky marzialissimo in veste di Kung-Fu-man, che si esibisce per quasi un minuto in figure kung-fu di difficilissima realizzazione ed equilibrio, nonchè geniali perchè contenevano elementi di demenzialità assoluta, che però una persona normale (non kung-fu esperta) non avrebbe mai potuto rifare. Occhi cerchiati di nero, muscoli tesi. When the levee brakes dei Lez Zeppelin come colonna sonora. Poi l’ingresso in scena di due sconvolti (io e Michele) e danza deficiente finale. Il maestro di kung-fu rivela infine la propria sverzura latente.
> poi la scena: SONO FELICE, con Michele che, dopo il ciak, spiega al pubblico perchè è felice. Con tutte le facce che una persona felice potrebbe mai avere, soprattutto se ha i neuroni che creano falsi contatti.
> di seguito la scena: SONO TRISTE, con me costretto a non ridere e a spiegare tra le lacrime la mia infelicità. Con quei traditori di Ricky e Michele che non mi aiutavano di certo rotolandosi dal ridere.
> poi la scena: APPAGAMENTO SESSUALE: primo piano di Ricky che evoca un ricordo caloroso e che si dipinge in viso di un’espressione lungamente soddisfatta.
> poi… boh, forse me ne sfugge qualcuna.
Sigla finale in computer graphic fatta al volo con i nostri tre faccioni che a ritmo di musica si stravolgono.
10 minuti di video storici realizzati in meno di tre ore… da guinness dei primati.

La settimana successiva, stesso giorno stessa ora, facemmo SoccMell Stories. Ancora più demenziale, scene davvero non raccontabili per non compromettere quel po’ di serietà che ancora cerchiamo di dipingerci addosso. 20 minuti di gaudio video con le nostre faccette da ventenni.

Insomma uno spasso. E così fu l’avventura Soccmel (che in bolognese significa una cosa non proprio elegante, e che è usato come esclamazione).

Saludos!

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Mi ero congedato da una settimana, quando iniziò il suo ingresso graduale in Simulmondo quello che poi sarebbe divenuto il grafico n. 1: Michele Sanguinetti.
Michele, detto anche Sangue, era mio compagno al liceo artistico, uno dei miei migliori amici e una delle persone più simpatiche che io abbia mai conosciuto. Alto due metri, smilzo, con un volto che al confronto quello di Jim Carrey è una lastra di marmo, e con un talento grafico fuori dalla norma, in quel periodo era una specie di postino, cioè portava ‘tabulati’ da una parte all’altra della città, a bordo della sua Vespa, per mezza giornata al giorno. Mezza giornata l’aveva quindi libera.
Lo presentai per la prima volta ai ragazzi di Simulmondo la sera del 5 ottobre 1990, esattamente una settimana dopo il mio congedo. I simulmondiani, Carlà compreso, erano tutti nella pizzeria davanti alla sede dell’azienda, appiccicata a Porta San Donato a Bologna. Inizio ottobre e clima che ancora invogliava a andare a dormire il più tardi possibile. Cosa che infatti facevamo regolarmente.
Simulmondo doveva rimpolpare le proprie forze grafiche (Ricky Cangini era al 110% occupato dall’enorme quantità di grafica di I play 3D soccer; io ero assorbito dalla grafica di tutti i progetti 8 bit, dei quali ormai facevo praticamente tutto tranne la programmazione -che via via abbandonai -gli ultimi progetti complessi che ho programmato sono stati F13D, praticamente la versione oversize di F1 Manager, e l’editor di musiche, oltre ai miei soliti tools per gli sprites e i caratteri) e io suggerii il mio amico Michele.
Michele Sanguinetti aveva disegnato bene fin dai primi anni del liceo, ma in quarta (classe) aveva davvero messo la quarta (marcia): aveva una mano pazzesca, e una fantasia nel disegno delle forme che aveva dell’incredibile. Ricordo un disegno che fece sul mio diario: un vecchietto incarognito il cui mento arrivava fino a terra, un bastone cortissimo a reggersi, una mano che fa capolino in fondo alla schiena, e il fumetto di lui che dice ‘Mi prude il culo’. A vederlo c’era da piegarsi in due dal ridere. E Michele fondamentalmente era ed è così: tutto talento e divertimento, e una persona fondamentalmente d’oro.
Insomma, quella prima sera in pizzeria c’erano Riccardo Cangini, Francesco Carlà, Mario Bruscella e quell’altro programmatore di F1 3D amiga di cui non ricordo il nome, che però diede un sacco di grattacapi in seguito. Dopo la pizza si salì in ufficio (ancora eravamo tutti al primo piano di viale Berti Pichat 26) e Michele fece il suo primo disegno, animato, per Amiga, usando il Deluxe Paint, con Ricky che gli forniva tutte le istruzioni necessarie al primo uso. Michele veniva comunque da un’ampia esperienza sul Koala Paint sul D64, che aveva usato moltissimo pur non essendosi mai dedicato alla realizzazione di videogiochi (al collaudo però sì: lui e mio cugino erano i tester principali di tutti i miei videogiochi, specialmente le mie primissime avventure per C64 “l’Anfora del Dio Stellare” e “Fuga da Kreon 3″).
Beh, fatto sta che il primo disegno che realizzò, fu incredibile: un faccione caricaturato di un macho, con occhiali da sole e banana, con la mandibola animata, perfetto nel disegno, nelle ombre, nella caratterizzazione. E realizzato in neanche un’ora!
Sinceramente, sia io che Ricky rimanemmo strabiliati. Quella che praticamente era una prova fu decisamente superata. Anche Francesco rimase decisamente entusiasta quando la vide, e fu ben contento di accogliere nel gruppo Michele che, oltre che una persona di talento, e (ed è) incredibilmente simpatico.
Dopo una certa ora, tipo le 11 di sera, rimanemmo in ufficio solo io, Ricky, Michele, Mario e quell’altro (Simone? Ah no, Claudio qualcosa). Michele e Ricky erano immediatamente entrati in confidenza totale. Avevamo tutti capito di essere tre menti ugualmente demenziali, con interessi molto molto molto simili.
Fu così che quella stessa sera realizzammo, con l’aiuto di un videoregistratore, un amiga e una telecamera fissa in bianco e nero, il primo capitolo di Soccmel Stories, nella cui prima scena appare proprio il faccione (animato) disegnato da Michele poche ore prima. Nella seconda scena appariamo tutti, compresi Bruscella e quell’altro. Però poco dopo rimanemmo solo noi tre, io, Ricky e Michele. E fu Soccmel Stories.
Ecco: il quel momento è per me iniziata la vera epoca d’oro di Simulmondo.

Saludos!

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…Riprendiamo da dove eravamo rimasti e da dove poi, pelandronamente, ho saltato qui e là a seconda delle ispirazioni temporanee.
Il 27 settembre del 1990 terminai finalmente il servizio militare. Per chi non l’ha fatto, è una sensazione difficile da comprendere. Tornare civile. Tornare libero di andare a dormire quando si vuole e di decidere liberamente le proprie azioni. Tutti i miei commilitoni dello stesso scaglione (cioè che si congedavano con me) era ovviamente contentissimi di concludere il ‘militare’. Chi sarebbe tornato al vecchio lavoro, chi avrebbe iniziato a cercarlo, chi non sapeva bene cosa fare della propria vita.
Io ovviamente non vedevo l’ora di tornare al lavoro.
In verità, avevo già fatto vari rientri temporanei durante le varie licenze e permessi, non riuscendo a stare lontano da Simulmondo per troppo tempo, da Carlà e da tutti gli altri amici, vecchi e nuovi. Prima di congedarmi, avevo appena consumato una licenza premio di 7+2 giorni, durante i quali me la ero certamente spassata, ma ero anche tornato a Simulmondo dove mi ero riaggiornato e dove ricevetti anche qualche soldo, con mio grande gaudio per le tante cose fatte in precedenza all’89.
Fu l’unica licenza in cui tornai a casa in divisa. Tanto per farmi vedere dalla mamma. Avevo i capelli belli lunghi, con un ciuffone davanti che mi arrivava più sotto del naso e che cammuffavo sotto il basco (quando lo tenevo). Ricordo che la sera che arrivai a casa per la licenza, vidi davanti a casa mia un incidente d’auto, già avvenuto, da cui fortunatamente il conducente uscì quasi illeso. Ma la cosa incredibile era l’auto, completamente rovesciata. Davanti a casa mia.
Avete mai avuto un auto rovesciata a cinque metri dal vostro portone? Io sì.
A Simulmondo ebbi finalmente occasione di incontrare (nuovamente) e conoscere meglio Riccardo Cangini, col quale da quel momento avrei condiviso gran parte delle mie giornate lavorative. E Mario Bruscella, che credevo fosse un vulcaniano in incognito, sia per il suo carattere, sia per la sua straordinaria abilità di programmatore (senza contare che era bravissimo a giocare a scacchi… senza scacchiera!).
Ricky e Mario stavano lavorando su I play 3D Soccer per Amiga. Ricky mi mostrò la quantità enorme di calciatori che stava realizzando nelle varie animazioni e nelle varie dimensioni, dato che non c’era una funzione abbastanza veloce che riducesse decentemente le bitmap in tempo reale, e quindi conveniva ridurre a mano (col Deluxe Paint) e ritoccare, disegnando tutto il necessario, ogni frame, uno per uno. Ingabbiandoli ordinatamente in tante schermate che sarebbero poi finite in memoria.
Mi trovai subito bene, soprattutto con Ricky e Mario. Bene è un eufemismo. Strafantasticamente è più corretto. Allego un paio di foto che scattammo il primo giorno del mio ritorno tanto per far capire il livello di confidenza (e demenza, che fa anche rima) immediata che scattò fra noi.

Qui vedete la rappresentazione, nell’ufficio dove io programmai F1 Manager e dove ora stava Ricky, della ESTENSIONE. Io sono il cretino in maglietta bianca a sinistra, poi c’è in nero Andrea Bradamanti (tester simulmondiano e mio cugino), e in camicia Mario Bruscella.

Questa invece è la rappresentazione della compressione. La foto è scuretta, comunque si capisce che il QI complessivo rasenta quasi i 10-12 punti. Essendo assente Riccardo, suppongo che stesse scattando la foto.

Proprio in quell’ufficio mi sistemai con i miei C64. Dovevo completare la grafica dell’arcade di 50cc Motomanager da consegnare a Stefano Balzani, e rifinire lo sprite editor per realizzare tutte le animazioni delle moto.
Lo spasso ricominciò alla grande, moltiplicato per cento!

Segue nei prossimi post, con:
- lo straordinario avvento di Michele Sanguinetti, lead graphic di Simulmondo
- la realizzazione notturna di Soccmel Stories e Soccmel Heroes (ebbene sì, Ricky, raccontiamolo!)
- il programmatore di F1 3D Amiga… come diavolo si chiamava? Simone qualcosa. Aveva alcune caratteristiche peculiari, e diede vari grattacapi. Ma non anticipiamo troppo…
- l’avvio delle nuove produzioni C64.
- Nicola Ferioli e I Play 3D Soccer
- il trasferimento nel mio nuovo ufficio
- le lezioni frangicapadura che mi faceva Francesco
- quando e come diventai direttore di produzione
- i programmatori delle produzioni di quel tempo, quelli che ricordo, da Elyasy, che non rispondeva al tel durante lo shabbat, al supermegabravo Mario Savoio, a Pietro Pino che diceva (PAZZO) che Slash (o come si chiamava il chitarrista dei GunsNRoses) era meglio di Jimmy Page dei Led Zeppelin, eccetera!
(più che una preview, è un memo per me… sapete le condizioni dei miei sovrastimati neuroni…)

Al prossimo post. Saludos!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!