Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 22/12/2008 in computer, negozi, pirateria, programma, videogiochi con Nessun commento


Nel 1981, per una settimana circa mio fratello si fece prestare da un suo amico (il già nominato Stefan Roda) il Commodore 64 e molte cassette di giochi, alcuni dei quali strepitosi. In quell’occasione mi cimentai per la prima volta col basic, che in qualche modo già masticavo avendo letto (inizialmente senza capirci un’acca) le varie riviste di informatica di mio fratello, e grazie alla sua pazienza nello spiegarmi il significato delle istruzioni o delle variabili.
Riuscii a scrivere solo un semplicissimo programmino che mi chiedeva come mi chiamavo e poi mi rispondeva in qualche modo, con abbellimenti grafici e altre cosette. Ma per la prima volta il computer aveva fatto quello che gli avevo detto io.

LA RIVISTA ‘VIDEOGIOCHI’

Ogni mese aspettavo l’uscita della rivista della mia bibbia, cioè la rivista ‘Videogiochi’, edita dal Gruppo Editoriale Jackson. Ne leggevo e rileggevo ogni virgola, comprese le pubblicità e gli annunci, e sognavo tutte le partite che avrei fatto se avessi avuto una consolle tutta mia. C’erano un paio di pagine sui flipper, e una mezza dozzina sui giochi da bar, tecnologicamente sempre due o tre passi avanti alle consolle da casa. Ancora di homecomputer nemmeno l’ombra. Un paio di volte scrissi alla rivista: non mi pubblicarono mai le lettere, però pubblicarono due volte le buste, che riempivo di disegni in ogni angolo. Fui molto fiero del fatto che istituirono la minirubrica ‘La busta del mese’, proprio con una busta realizzata da me! La mia prima apparizione ‘pubblica’ nel mondo dei videogiochi.

La chiusura della rivista per mancanza di pubblicità, il tentativo di virare sugli Homecomputer, fallito per l’impossibilità di trasformare quel format di rivista in un altro che sarebbe dovuto essere dedicato a programmatori e non più a semplici consumatori del mercato videoludico.
I punti di riferimento dei computeristi italiani erano i negozi di computer che iniziavano a nascere. Lì si trovavano anche i videogiochi originali e ancora più facilmente quelli piratati.

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!