Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Ciao a tutti!

Altro che scarabocchi del sottoscritto o rimembranze delle mie debolezze neuroniche… oggi trovate un post davvero imperdibile!

L’ha scritto il mio caro amico Stefano Realdini, l’ “ultimo dei simulmondiani”. Cosa significa? Che è stato l’ultimo, ma l’ultimo davvero, a lasciare Simulmondo. Che, dopo la sua uscita, è stata definitivamente chiusa.

Siete pronti????? Allora, buona lettura!

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MEMORIE DELL’ULTIMO DEI SIMULMONDIANI

Multi srl, meglio nota come Simulmondo.

C’era una volta.
Mi verrebbe da scrivere così, come in una favola: c’era una volta una fabbrica di sogni.
Una generazione di videogiocatori deve senz’altro molto a Simulmondo, la prima storica software house italiana e, detto sinceramente, anche il sottoscritto le deve molto,
lavorativamente parlando.
Impiegato in mezzo a tanti, nel febbraio del 1993 sono stato contattato da Ivan Venturi (mio compagno durante gli anni del liceo artistico), per fare parte di un gruppo scelto di quattro nuovi moschettieri: un gruppo di 4 stageisti grafici da integrare nell’organico dei collaboratori, per la produzione dei videogiochi edicola iniziata poco tempo prima. Con me vi erano Terenzio Avantaggiato, Stefano Coccurello, Giorgio Perlini. Validissimi disegnatori, selezionati in mezzo a tanti.
Stavo per entrare di un nuovo mondo, una fucina di nuovi talenti.
Il potenziale era moltissimo, l’entusiasmo alle stelle.
Nuovi strumenti, nuovi mezzi, mestieri “nuovi” e ancora poco esplorati…

Purtroppo, sono entrato a far parte dello staff in un periodo di grandi cambiamenti: nel preciso momento in cui
stavo cominciando a muovere i primi passi, proprio l’ivan che mi aveva reclutato decise di cambiare strada
e di tentare una nuova via con i propri mezzi: un grosso shock per la ditta.
Quello che possiamo definire il re del castello a quel punto entrò in gioco in prima persona
e iniziò a muovere le fila, ma un esercito senza un comandante di truppa rodato, è un esercito allo sbando.

Altri ragazzi che facevano parte di Simulmondo dalle sue origini avevano lasciato il gruppo da qualche tempo. Michele Sanguinetti, Ciro Bertinelli, Stefano Balzani, Gianluca Boka Gaiba, Andrea Bonini, Andrea Bradamanti.
L’insieme delle cose non faceva ben sperare per il suo futuro. Era la fine del 1993.

Difatti l’ultimo periodo trascorso a Multi Srl – il passaggio di denominazione di Simulmondo -
è stato un lento e inarrestabile collasso. Collasso nel vero senso della parola: mese dopo mese
il numero dei collaboratori e dei dipendenti continuava a ridursi inesorabilmente.
Il periodo florido di successi e incassi stava per volgere al termine, la gente se ne andava in cerca di maggiore furtuna o di altro impiego.
Durante quelli che si sono rivelati come gli ultimi tre lunghi anni della società nacque in me una nuova scintilla: decisi di dedicare tempo e denaro ad un’altra professione, il fumettista.
Vedevo ormai chiaramente che le cose stavano tramontando, ma le mie speranze erano riposte
in un mestiere diverso e nella necessaria (e onerosa) formazione. Una scuola del fumetto a Firenze: 1995, 1996.

Ad ogni modo, grazie a qualche buon progetto, la “macchina” Multi Srl ha potuto
snellirsi, per così dire, senza strappi al motore. Una lenta e graduale riduzione del personale
permise alla ditta di non esplodere, anzi, implodere. Ricordo il lavoro al videogioco di Mosè, una ricostruzione in 3D della sua vita; qualche gioco telefonico per la trasmissione Solletico, la domenica sportiva con le moviole in 3D con la RAI
e qualche altra collaborazione spuria.

Nel 1996, inesorabilmente altri pezzi fondamentali del team storico saltarono: Riccardo Cangini (che si mise in proprio e fondò Artematica in quel di Chiavari) o Marcello Carrabba (che poi co-fondò il provider Cassiopea) per fare un paio di nomi. Un altro shock per Simulmondo.

A quel punto era chiaro che la “dirigenza” aveva cominciato a prendere in considerazione la parola FINE a quel progetto, nato dalla forza e
dai sacrifici di tante persone che avevano investito tempo ed energie.

Poi fra la fine del 1997 e l’inizio del 1998 è avvenuto il cambio di sede in centro, da quella “quasi storica”
di viale Berti Pichat: sicuramente non è stato pensato per risollevare le cose, ma una semplice mossa di contrazione.
Un grosso portone di legno di un palazzo del centro storico, in via Zamboni, precedeva una lunghissima scalinata che conduceva ad un appartamento anonimo, di un altrettanto anonimo piano.
Ricordo che alla fine eravamo rimasti io, disegnatore grafico con ruolo di tester, qualche programmatore
telefonico e un paio di ragazzi all’amministrazione. Un trasloco fatto in quattro.
Ci dividevamo un paio di stanze con il titolare.
Vi basti sapere che quando ho cominciato a collaborare con Simulmondo il team interno era composto da 40 persone… che mesto finale!

Gli ultimi mesi non sono un periodo felice da ricordare: era la fine del 1998, unico sopravvissuto in mezzo a tanti,
passavo quelle che ormai da quasi un anno erano diventate le mie mezze giornate sempre uguali, ridondanti,
quasi senza scopo perfino nell’ultimo e inutile tentativo di portare a termine un progetto
che alla fine non ha visto la luce, cioè un calcio finto-3D che si sarebbe dovuto chiamare SoccerChamp.
Fino alla conclusione vera e propria.
Ricordo quella grande finestra con vista sui tetti di bologna, il telefono quasi muto e un’ultima chiaccherata con Carlà: occorreva trovare un accordo per chiudere la collaborazione.
Un unico obiettivo esplicitato: non dichiarare fallimento. Beh, che dire… intento riuscito, TANTO DI CAPPELLO!

Ad ogni modo senza il passaggio obbligato a Simulmondo, oggi non sarei diventato uno degli art director di SDB Stile di Bologna,
una agenzia di pubblicità e marketing (una della realtà di spicco fra le aziende del settore del panorama bolognese);
naturalmente anche la strada come autore di fumetti prosegue, più per passione che per professione:
ho pubblicato diversi racconti brevi e un romanzo a fumetto di 100 pagine, Lorenzo Lanotte.

Bene, Come concludere? Un aneddoto simpatico?
Qualcuno si chiederà se in mezzo a tanti discorsi seri fatti fino a questo momento se
mi possa ricordare di qualcosa di simpatico: beh, l’unica cosa che ancora ancora oggi mi faccia sorridere è che
sia il sottoscritto che Francesco Carlà, il fondatore di Simulmondo, gli “ultimi della serie”, festeggiano
il compleanno lo stesso giorno dell’anno, l’11 settembre.
Come dite? La data vi ricorda altro?

Una lunga parabola discendente.
Tanti volti, tanta passione, un pezzo di storia del mondo dei videogiochi italiani alla fine è morto, silenziosamente.

Pace all’anima sua.

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Niente male, eh?

Se avete curiosità di sorta, non esitate a porle tramite commenti. Magari non immediatamente, ma penso ch
e per Stefano sarà un piacere rispondere.

Grazie mille a Stefano Realdini da parte mia e di tutti i lettori del blog per questa inedita parentesi simulmondiana!

Saludos!

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Ciao a tutti!
Venerdì sera ho fatto la presentazione del libro, con Valerio Evangelisti e un bel po’ di gente… tutto benissimo, sala piena e penso (spero) divertimento e interesse per tutti. Specialmente quando abbiamo mostrato l’ante-ante-ante-ante-prima di Eymerich.
Poi dopo, io e Andrea Dresseno dell’Archivio Videoludico di Bologna, che ci ospitava, abbiamo (ri)parlato della ‘reunion Simulmondo’, cioè un’occasione per ritrovarsi e rivedersi dopo tanti anni, ma anche per spiegare ad appassionati di retrogaming e non cosa fu l’esperienza dei primi videogiochi italiani, eccetera eccetera.
L’idea è di fare qualcosa di divertente e pragmatica, con pochi ‘tromboni’ che parlano (anzi nessuno). Una parola: FIESTAAAAA!!!!!
Ho sentito il megamitico Ricky Cangini (senza il quale la reunion sarebbe stata a dir poco monca!) e lui c’è. Federico ‘Wiz’ Croci, il mago dei flipper e storico segretario-tecnico-magazziniere-factotum di Simulmondo, c’è. Andrea Bradamanti, il sumpermega tester, c’è. Boka ci sarà (non l’ho ancora sentito a tal proposito, ma se disertasse tale occasione lo vado a prendere sotto casa… capito Boka?); Cristian Bazzanini, in un’intervista sul blog di WOPR, dice che non aspetta altro. Michele Sanguinetti, mitico exsuperdisegnatore, ci sarà senz’altro (lo vedo giovedì sera e lo minaccerò fisicamente nel caso provi a dire di no o anche solo ni).
Ci sarà naturalmente anche Imagimotion, Adventure’s Planet senz’altro (anche se glielo devo ancora chiedere).
Ma l’invito è sopratutto esteso a tutti gli appassionati dell’epoca. Lettori di questo blog in primis.
Quindi:
Archivio videoludico – Cineteca di Bologna
v. Azzogardino 65/B – Bologna

La data ufficiale verrà fissata a gennaio, ma si prevede più o meno marzo, non so ancora se inizio o fine. Io spero alla fine così ci sarà un po’ di tempo in più per organizzare il tutto e poi così sarà già primavera.
Insomma: spargete la voce!

e W I VIDEOGIOCHI ITALIANI!!!!!

Allego questi link alle interviste fatte da WOPR a Boka (giò postata tempo fa), Cristian Bazzanini e Fabio Cortese, tutti ex-Simulmondo.

IMPORTANTE
Fatemi sapere chi è interessato a dare una mano all’organizzazione e non solo, anche a contribuire (con azioni, non con soldi…) all’Archivio Videoludico per quanto riguarda i videogiochi italiani e non solo fino ai primi anni ’90.
Chi ha un Amiga? C’è qualcuno che può allestire una postazione con un paio di C64?
Spectrumisti in giro ce ne sono?..

Saludos!
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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!