Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Allora: rieccoci a parlare della gloriosa epoca d’oro simulmondiana!

Questa volta però pochi tecnicismi, bensì la storia di una trasferta che facemmo a Roma all’inizio del 1991, se la memoria non mi inganna.

Francesco Carlà, nel pieno della sua proficua attività di giornalista, mise in piedi un’intervista ‘plenaria’ a Simulmondo durante la trasmissione Uno Mattina, al tempo diretta da una tipa che si chiamava Livia Zadiri (credo).

Una sera Francesco mi chiama nel suo ufficio e mi fa parlare con questo giornalista RAI suo amico, uno degli autori di Uno Mattina. Facciamo due chiacchiere, mi chiede un po’ di cose, gli racconto un po’ di cose, insomma verifica che ci fosse sufficiente trippa per gatti, ‘materiale umano’ sufficientemente interessante per la trasmissione televisiva. C’era.

Allora si organizzò questa bella trasferta a Roma: Francesco Carlà, io, Riccardo Cangini, Mario Bruscella. Partiamo a metà pomeriggio da Bologna, con un bell’Intercity (l’Eurostar dovevano ancora inventarlo) direzione: città eterna, Roma.
Mi portai la macchina fotografica reflex. Io a Roma c’ero stato solo una volta, quattro anni prima, per il giuramento da ufficiale di mio fratello (AUC, ufficiale di leva, uno dei peggiori e più svogliati che l’esercito abbia mai avuto) , durante il quale avevo visto poco o niente.
Avevo 20 anni all’epoca.
Questo è Francesco, concentrato nelle chiacchiere di scompartimento, che stava spiegando a qualcuno di noi che la cosa appena stata detta era una boiata.

Questo è Riccardo, in posa ieratica. In verità stava simulando una fattanza generata dalla sigaretta che aveva tra le dita (probabilmente mia, dato che lui non fumava). Elegantissimo in camicia bianca e cardigan.

Questo invece è Mario Bruscella, con addosso una delle sue 2 espressioni. La prima era ‘neutro’. La seconda invece era ‘neutro, ma sto pensando!’.
Mario, talento un po’ disorganizzato ma di fatto geniale, ogni tanto giocava a scacchi. Senza scacchiera. Memorizzando mentalmente la posizione di tutti i pezzi e facendo tranquillamente a meno del ‘lato fisico’.
Io feci le foto.
Arrivammo a Roma e ci sistemammo all’Hotel Clodio, vicino alla sede Rai. 4 stelle, una meraviglia. Ci sistemammo un minimo, poi andammo a cena tutti assieme, anche col giornalista RAI, un altro autore, e due tipe della CTO, una delle quali la figlia di Madrigali, il deus-ex-machina di CTO, al tempo distributore di Simulmondo.
Ristorante romano di qualità, chiacchiere interessanti (insomma, eravamo lì con “gente della televisione!”). Bella serata. Dopo tutti a casa anzi in albergo, dato che la mattina dopo si andava in onda alle 8:30 e quindi la sveglia era per le 6:30.
Io, Mario e Ricky, però, che ci volevamo vedere Roma, decidemmo di spassarcela un po’ in giro.
Così cominciammo a camminare in qua e in là, in una splendida Roma notturna, arrivando a piedi fino a via Conciliazione e Piazza San Pietro, poi di nuovo verso l’Hotel Clodio.
Insomma, arrivammo in albergo massacrati verso le 4 di mattina. Dormimmo un’oretta, ci sistemammo come potemmo, e poi RAI!!!
Questa foto la scattammo prima di uscire. Manifestavamo la nostra volontà di fregarci tutto ciò che era possibile nell’albergo a 4 stelle. Poi invece ci siamo fregati solo gli asciugamani, un classico.
Qui invece è durante la nostra passeggiatona notturna. Chi riesce a dire dove eravamo appoggiati vince un colosseo di peluche.
La mattina, durante la trasmissione, prima ci fu l’intervista in solitaria a Francesco, che fu professionalissimo e, parlando del medium videogioco infilò 3 o 4 volte il termine Simulmondo, poi dopo un po’ fu il nostro turno. Io, Mario e Ricky eravamo sprofondati su un divano, rispondemmo alle varie domande. Ricordo che Mario parlò del giocare a scacchi senza scacchiera, io non ricordo che dissi, Ricky idem non ricordo. Chissà se Riccardo conserva da qualche parte la videocassetta (io l’ho persa in qualche trasloco…).
Durò circa una decina di minuti, forse quindici. Ricordo che terminata la nostra intervista, ci fu il telegiornale della mattina con Badaloni (il giornalista, diventato poi presidente della Regione Lazio) che parlava in diretta a 5 metri da noi. Ricordo anche che il regista, bel pescecanone, finita l’intervista a noi, per fare il simpatico disse ‘bene, possiamo chiamare le ambulanze’. Per portare via questi pazzi, intendeva. Mi ricordo che gli feci una battutaccia brusca o gli dissi diretto che c***o dici, cioè che nell’adrenalina del momento non gliela feci passare.
Poi c’era il secondo autore che se ne saltò fuori dicendo del problema che aveva per fare un servizio in Russia, che non sapeva come portarsi dietro la coca. La sera prima ci era sembrata una persona tanto a modo… mah! Non tanto perchè sniffava, ognuno è sacrosantemente libero di fare quel cavolo che vuole. Ma perchè raccontarlo a noi… boh!
Poi tornammo a Bologna. Era un giorno di metà settimana, perchè mi ricordo che la sera stessa o quella dopo, era giovedì sera e io come al solito andai a ballare al Candilejas, al tempo centro alternativo-musicale di Bologna. E, fantasticamente, la ragazza alla quale avevo cominciato ad andare dietro in quel periodo, aveva visto l’intervista e mi coprì di complimenti, e tante altre belle cose.
Francesco era abituato a essere pubblicato, a fare articoli importanti, interviste importanti. Noi, io, Mario e Ricky, invece no. Non a quel livello. Cioè un conto è l’intervista su the Game Machine. Un altro è la RAI, dove in qualsiasi pulciosa trasmissione, comunque qualche milionata di persone ti vede. Fummo molto contenti, il nostro ego pure. La gita romana fu davvero straordinaria e ancora è nei miei migliori ricordi di Simulmondo.
E così è la storia.
Saludos!
E questo è quanto.

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!