Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Scritto daadmin il 07/01/2009 in 1985, carlà, mc, microcomputer, playworld, simulmondo, wiz con Nessun commento


1985: Le mie prime avventure furono “L’Anfora del Dio Stellare”, totalmente testuale, e “Fuga da Kreon 3″, testuale-grafica. Interamente realizzate col linguaggio basic del commodore 64, tecnicamente via via più evolute ma ancora decisamente non professionali.
Fu con questi videogiochi pronti che incontrai la persona (grazie ad un amico di mio fratello, Stefan Roda, uno dei primi utilizzatori di Commodore 64 e nostro punto di riferimento per tutto ciò che aveva a che fare con questo nuovo mondo – vedi link in fondo alla pagina) che mi guidò per i successivi otto anni.
Francesco Carlà, allora ventiquattrenne e studente del DAMS a Bologna, già scriveva su varie riviste (con successo, tra le quali anche Rockstar e altre riviste musicali) e stava elaborando la sua tesi e un romanzo sui videogiochi, di cui era grande appassionato e conoscitore. Sognava il Simulated World, anzi Simulworld, anzi Simulmondo, cioè uno spazio virtuale dove dare forma a ogni genere di simulazione.
Conobbi Francesco proprio mentre stava iniziando a scrivere regolarmente su MC Microcomputer la rubrica “Playworld”, che trattava in maniera esaustiva e originale il mondo dei videogiochi. Francesco non era un tecnico, aveva (ha tuttora) una cultura profondissima e una propria visione molto forte, quindi riusciva a individuare davvero l’anima del videogioco. A volte prediligendo aspetti tecnici, altre volte invece valorizzando dettagli visivi, sonori o della storia.
In quel primo incontro, mi parlò dei suoi progetti, mi mostrò alcuni dimostrativi dei progetti in corso con Stefan, mi stampò il suo libro, mi regalò una quantità di cassette (cartridge, quelle che si infilavano nello slot posteriore del C64).
Tornai a casa intontito dalla visione del futuro che Carlà mi aveva offerto.
Autunno 1985: al liceo artistico era periodo di occupazioni. Spesso e volentieri quindi riuscivo a tornarmene a casa e a lavorare già per 8-10 ore di fila. Correvo, puntavo dritto verso il Simulmondo! Iniziai a dedicarmi più approfonditamente all’assembler e ad altri generi oltre gli Adventures.

Stefan Roda (vedi link sotto…), da sempre sostenitore dei miei sforzi videoludici, stava progettando di sviluppare assieme a lui un videogioco visionario, dove una palla si muoveva in un mondo simulato. Questo un paio di anni prima che uscisse Marble Madness, storico videogioco dell’Electronic Arts dove una palla si muove in un mondo fatto di geometrie digitali.
Con il suo punto di vista alternativo, filosofico-tecnologico-creativo, Francesco dimostrò subito la sua visione particolare e innovativa dei videogiochi.

Stefan mi presentò a Francesco Carlà come possibile programmatore di videogiochi, e presto diede forfait, occupatissimo in mille altri impegni.
Qualche tempo dopo, a casa di Francesco incontrai Federico ‘Wiz’ Croci, suo amico e collaboratore di Carlà e Roda, mago indiscusso dei flipper e futuro e apprezzato collezionista.
Prese forma, in maniera ancora assolutamente embrionale e approssimativa, quella che poi sarebbe stata la prima software house italiana, la Simulmondo.

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!