Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Scritto daadmin il 01/04/2009 in dinorun, indiegames, midtown madness, myth, osmos con Nessun commento


Come già detto, non sono un gran videogiocatore, da sempre ho preferito farli che giocarli (anche perchè sono una tale schiappa che è meglio che io eviti. Sono riuscito a perdere pure ai giochi fatti da me).
Però ci sono alcune cose che posso indicare.

’90: MITH
Per gli anni ’90 metto MYTH, splendido platform MYTHologico che giocavo in cartuccia su C64. La versione su cartuccia era un po’ più facile rispetto a quella su formato magnetico. Mi sembra di ricordare che Carlà me la diede (probabilmente l’aveva ricevuta per una recensione) oppure la presi io dalla ampia libreria videoludica che vi era in Simulmondo (sempre grazie a Playworld e all’attività di Carlà giornalista). Insomma: era più facile e anche un impedito come me riusciva a giocare con soddisfazione e ad arrivare molto avanti. Fu un raro episodio in cui, a pausa pranzo, perdevo una mezz’ora, a volte più, a giocare a questo stupendo videogioco.
Fondo nero e di grotte oscure. Sprites di mostri e protagonista stupendi. Animazioni spettacolari. Gameplay inebriante. Interattività fluida. Supermega.

’00: MIDTOWN MADNESS
Questo gioco della Microsoft, in cui si facevano queste lunghe gare, coi mezzi più disparati, in mezzo alla città di Chicago interamente ricostruita (riconoscevo delle inquadrature dei Blues Brothers!), mi piacque molto e lo giocai molto. Forse è da allora che ho il pallino di ricostruire intere città in 3D, cosa che infatti insieme al mio socio e ai ns collaboratori facciamo a Koala Games nei simulatori di guida. Nei giochi di guida ho sempre amato l’ampio respiro, la possibilità di esplorare e girovagare liberamente, uscendo (anche col veicolo!) dagli schemi del percorso e dalla forma mentis della predeterminazione degli eventi. Un mondo ricostruito e ci giro dentro. Magari in macchina. Magari in corriera. Magari in tangenziale in controsenso ai 180 all’ora. Supersfizioso.

Ma arrivo al dunque… se ci sono dei giochi che ogni tanto mi rubano delle mezz’ore di tempo libero (o di lavoro) sono gli Indie Games. Sarà che per la loro natura si avvicinano molto ai vecchi giochi per 8 bit, concepiti da one-man-team. Fatto sta che negli indie-games si trovano dei gameplay pazzeschi, dei concept assolutamente originali. E puoi star tranquillo di vedere quanto basta perdendoci qualche ora, non intere settimane. Anche se avessi la passione di giocatore: io lavoro, ho moglie, una figlia e un altro pargolo in arrivo: chi ce le ha una o due settimane da dedicare a un videogioco? Con gli Indiegames sto tranquillo, da questo punto di vista.

Inoltre, mi piace come concetto. Pochi sviluppatori “indies”, cioè indipendenti. Liberi dal controllo e dalle inibizioni derivanti dal meccanismo commerciale. Ah dimenticavo! Gli indiegames sono perlopiù gratis.
Ragazzi, il massimo.

Ne cito due, vincitori dell’ultima e della penultima edizione del festival degli indiegames.
- DINO-RUN: spettacolare gioco arcade, grafica 8 bit, in cui si comanda un raptor che deve scappare dalla fine del mondo. Da sinistra a destra please. Correre a manetta e raccogliere qualche ovetto, possibilmente.
- OSMOS: incredibile gioco, di una meccanica talmente semplice da rivelare risvolti infiniti, su una cellula grande che, osmoticamente, ingoia una cellula più piccola. La lotta della vita. La guerra tra astri. Atomi in calore. Entusiasmante.

Allego i link, compreso uno di Punto Informatico su Osmos:
http://www.pixeljam.com/dinorun/
http://punto-informatico.it/s_2579619/Download/News/osmos.aspx
http://www.hemispheregames.com/osmos/

Ecco ragazzi. Questi sì che sono videogiochi fattibili. Non solo da giocare. Anche da fare.

W GLI INDIEGAMES

Saludos!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!