Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Scritto daIvan Venturi il 14/07/2010 in colors, neverworld, sylvia con 4 Commenti


Riporto quanto mi scrive GianMarco Leone, riguardo il come far funzionare i vecchi videogiochi di Colors, vedi post precedenti “Neverworld” e “In vacanza con Sylvia”.

GianMarco è, oltre che un ottimo musicista, anche un ottimo risolutore di problemi! Allego testo della sua mail

“…avevo letto un po’ di tempo fa il tuo post riguardo “In vacanza con Sylvia”, e dal momento che hai scritto che c’era da trovare un modo di farlo funzionare a causa della lettura delle tracce audio ti scrivo per dirti che l’ho fatto funzionare con l’accoppiata “Daemon Tools” e “Dosbox”, entrambi programmi gratuiti.

In pratica con Daemon Tools carichi l’immagine del disco in un drive virtuale, quindi da Dosbox lo monti con l’accorgimento di specificare -t cdrom su linea di comando (che simula l’unità cd, anziché fare un normale mount).

Ovviamente c’è poi da installare il gioco e fare il setup, avendo l’accortezza di montare il disco virtuale sulla stessa unità dosbox così come indicato nel programma di Setup.”

Grazie GianMarco!

Saludos!

Scritto daadmin il 31/03/2010 in colors, download, link, ms-dos, neverworld con 28 Commenti


…in effetti, ci sono un sacco di videogiochi prodotti da Colors che ho ancora e che potrei rendere disponibili on-line aggratiss!
Cominciamo dal suddetto Neverworld

da qui scaricate l’immagine del CD-ROM (.nrg. Magari usate Nero per masterizzarlo. Ho dovuto fare così perchè ci sono tracce audio).
da qui scaricate il manuale in PDF, girato in ‘orizzontale’ affinchè sia comodo stamparlo a dimensioni decenti.
Neverworld è per MS-DOS, e immagino che non sia così semplice farlo funzionare su Vista o Windows7. Ma lascio agli esperti l’onore (e l’onere) di trovare il modo di farlo. Anzi, chi ci riesce, se poi fosse così gentile da postare un commento con le info necessarie… ringrazio anticipatamente.
Allora: Neverworld!
Doveva essere il primo numero di una serie edicola, cd-rom più rivista che poi si sarebbe chiamata Raven e sarebbe stata un contenitore di videogiochi e contenuti editoriali tutti basati sullo stesso mondo ‘fiction’, nel senso che tutti i personaggi, tutti gli eventi, sarebbero stati collegati tra loro. Cosa che poi è più o meno avvenuta con tutti i prodotti Colors, anche se in modo più blando.
Neverworld è un gioco arcade/adventure molto ampio, zeppo di grafica e di ambientazioni da scoprire. E’ ambientato a New Tai, la futura TaiPei, è vede le gesta di Joshua Jam, investigatore del mondo virtuale nonchè frequentatore dei bassifondi della città e delle peggiori zone di Neverwolrd, il mondo virtuale parallelo dove tutte le vicende hanno inizio e fine. C’è Doctor Meridian, una specie di santone che per metà, a causa di un ‘incidente’ in passato, è virtuale. Il mondo virtuale e quello reale/fisico, sono mischiati.
Come vedrete, la grafica è (a mio parere) piuttosto buona. Parte di essa è realizzata da ex-simulmondiani (tra i quali Michele Sanguinetti). Peccato che commissi un grosso errore, all’epoca. Infatti il gioco è in 320×200 e funziona su MS-DOS, che all’epoca era assolutamente ancora preponderante, ma considerando i tempi di produzione ed edizione, avrei dovuto produrlo in 640×480!
Neverworld è zeppo di roba. Se non erro, oltre il gioco di Neverworld vero e proprio, c’è un po’ di altro materiale. Mi saprete dire (prima di tutto se si riesce a farlo funzionare)!
Saludos!
note: siete TUTTI liberi di scaricarlo e linkarlo dal vostro sito, blog, insomma di farci quello che volete.
Due condizioni!
primesima: i link devono rimanere collegati all’indirizzo che ho indicato e non ad altri
secondiania: il gioco non può per nessun motivo essere usato in modi commerciali, quindi non duplicato industrialmente, nè in alcun modo rivenduto.
Gratis, invece, potete usarlo, segnalarlo quanto volete. Ziao!
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Scritto daadmin il 29/03/2010 in 1993, 1994, borgo panigale, colors, edicola, neverworld con 2 Commenti


Segue dal post precedente…
L’esperienza simulmondiana era ancora fresca, anzi calda. Anzi: rovente. Fatto sta che essa condizionò moltissimo la mia idea di businness, tanto per usare un parolone markettaro. Cioè avevo in testa come modello produttivo quello simulmondiano, avendo chiari i pregi e chiarissimi i difetti, e quindi mi adoperai per costruire da zero questo nuovo castello.
Finalmente, me la potevo prendere con calma, cosa che nella vita, fino ad allora, non ero mai riuscito a permettermi, considerando che avevo combattuto con le scadenze, non dormendoci la notte, dall’età di 18 anni. Ora ne avevo 23, avevo dei soldi da parte e una nuova vita davanti.

A Borgo Panigale stavo, insieme al mio amico Gianni, al terzo piano di un bel condominio, con una terrazza orientata a sud dalla quale si vedevano i colli bolognesi, oltre allo stabilimento (ex mulino) in disuso dall’altra parte della strada. Per andare da mia madre, cosa che facevo spesso, anche perchè là c’era mio fratello che con me era coinvolto nel nuovo progetto (università permettendo), in vespa (una supermega ET3 125 primavera dalla carrozzeria un po’ scassata) ci mettevo una mezz’oretta buona. Borgo Panigale è ancora Bologna, ma è più distante di molti comuni limitrofi a Bologna. Comunque era la nostra casa, la nostra libertà. Il nostro parco giochi!
Immaginate di avere 23 anni, a Bologna, la prospettiva (e la presunzione: ancora non sapevo in che mare di casini mi stavo per mettere) di avviare una nuova azienda di videogiochi, la consapevolezza (sbagliata) di essere prontissimo a farlo e quindi stracarico di entusiasmo, totale libertà di orari (nessuno mi obbligava ad alzarmi presto alla mattina… cosa che comunque facevo perchè la giornata feriale ‘persa’ proprio non l’ho mai digerita), la sfida di vivere in piena autonomia.
Ogni sera avevamo qualcuno/a/i/e a cena, poi uscivamo in uno dei tantissimi posti splendidissimi dell’epoca e ogni notte tiravamo tardi. Finalmente poter NON tornare a casa da soli, NON avere problemi a ospitare qualcuno/a (sottolineo la’a') per la notte eccetera. E fantastico avere la totale libertà di fare, durante il giorno, dall’A alla Z quello che ritenevo giusto fare.

L’inverno tra il 1993 e il 1994 fu di ‘assestamento professionale’ e ‘personale’: dovetti imparare anche a star dietro a casa mia, a far la spesa, a cucinare (il mio piatto forte era la ‘fagiolaria’, ovvero un barattolo di fagioli stufati insieme a un sacco di aglio rosolato, il tutto condito con tutte le spezie piccanti che mi trovavo per le mani. Gianni fortunatamente cucinava moooolto meglio di me e gli piaceva pure, ed era -è- decisamente bravo) a gestire bollette, banca, arredo di casa, arredo di ufficio (che avevo installato in camera mia, che era bella spaziosa). Oltre che a dipingere i muri. La casa di Borgo Panigale, infatti, era piuttosto colorata. Una sera di festa, usai sei fogli colorati e trattati artigianalmente (da me) e su ognuno di essi scrissi una lettera, gigante, ognuna diversa dall’altra, ognuna coloratissima e psichedelica. C, O, L, O, R e S!

La festa era iniziata e sarebbe continuata per tutto lo splendido inverno tra il 1993 e il 1994.
Il progetto che iniziò a prendere forma fu quello di Neverworld, una serie di videogiochi seriali, da edicola (che, a parte le collane di Simulmondo, ormai scadute come qualità, stava diventando la forma di distribuzione predominante e imprescindibile per tutta una serie di prodotti editoriali, tra i quali quelli che intendevo realizzare io), di alta qualità. Su Neverworld varrà la pena di fare un post apposta, per far capire cosa significa pensare a un progetto senza avere un adeguato bilancio previsionale. Per la cronaca, Neverworld poi uscì qualche anno dopo, con un editore, in un’unica uscita, in edicola. Anzi, allego pure un’immagine anche se è un po’ prematura!


(il blister di Neverworld, uscito nel 1997 con Peruzzo Informatica)

La mia idea era che l’azienda avrebbe dovuto essere anche casa editrice. Non mi rendevo conto bene di che cosa stavo pensando di fare.

A risentirci al prossimo post!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!