Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 

Scritto daIvan Venturi il 13/02/2011 in indie, indiegames, svilupparty con Nessun commento


Stanno succedendo un sacco di cose, nel piccolo (per ora) ma agitato mondo videoludico italiano!

Davvero, sono vent’anni che non vedevo un fermento del genere, e vent’anni che non vedevo anche così tante possibilità, tanti avvenimenti, che portano tutti in un’unica direzione. Quella che finalmente permetterà al panorama videoludico italiano (perchè è di VIDEOGIOCHI ITALIANI che stiamo parlando) di affermarsi, in primis all’interno dell’Italia e del panorama italiano stesso, in secundis internazionalmente.

Ci sono varie cose che noto:

- ovunque mi giro scopro piccoli team, aziende piccole (tipo la mia) e piccolissime, giochi originali, gente iperpreparata, esperienze consolidate. E vedo pochi egomaniaci, poca gente supergasata che crede di essere chissachì. Invece tanti ragazzi (e uomini) in gamba, semplici, che dicono le cose come stanno, nel bene e nel male, che non hanno difficoltà di nascondere i propri problemi nè a presentare oggettivamente le proprie qualità. Persone oneste, sia praticamente sia intellettualmente.

- costituzione di associazioni di sviluppatori concrete, effettive. Di aziende piccole ma con un bilancio serio. Di questo ci saranno presto grosse novità;

- eccezionali possibiliìtà nuove sia a livello tecnologico che distributivo;

- un sacco di buon senso in tutte le persone che incontro, un sacco di voglia di fare. Non voglio fare la figura della giovane marmotta ottimista, ma rispetto all’atmosfera acida e pippaiola che ho sempre visto nel settore videoludico (dal quale scappai tempo fa), ora è tutto totalmente diverso;

- un grandissimo fermento culturale, il videogioco che non è più una cosa solo per appassionati, ma anche per adulti non giocatori, per le scuole, per maschi e per femmine.

- strumenti di sviluppo rapidi ed economici

- un bel po’ di lavoro in giro, budget intercettabili

Mi stanno scrivendo vari gruppi indie che presenteranno allo Svilupparty le loro produzioni e le loro esperienze. Allo Svilupparty ci saranno come già detto anche molte aziende, da piccolo in giù, ci saranno un sacco di possibilità di connessione.

Credo che la cosa importante, pur facendo ognuno quello che ritiene meglio per i propri interessi, sia che facciamo tutti sistema. Appassionati, sviluppatori singoli, microaziende, aziendine, aziendotte, sviluppatrici, appassionate, bloggettari, eccetera. FARE SISTEMA. Ampliare la rete delle conoscenze, scambiare le informazioni, creare collaborazioni, migliorarsi a vicenda, consolidarsi a vicenda.

Credo che alla fine sia davvero una questione molto semplice. Si tratta di non perdere tempo in cazzate, nelle solite ah ma quello è uno sfigato eh però il vicepresidente sono io uh ma noi siamo più bravi gli altri sono dei cazzoni e così via. 

BUON SENSO nelle relazioni umane. BUON SENSO nel fare i conti e nel gestirsi professionalmente. ONESTA’ pratica e intellettuale. MODESTIA e umiltà.

Federico Fasce su Indievault ha scritto un bell’articolo che termina con ‘Ora facciamo videogiochi’. Sottoscrivo in pieno e per quanto mi riguarda aggiungo ‘E facciamo nascere un industria videoludica italiana’.

W I VIDEOGIOCHI ITALIANI!!!!

Saludos!

ps: mi permetto di linkare, per chi non l’avesse ancora visto, il video già linkato un milione di volte in primis da Indievault, della chiamata alle armi per il videogioco italiano di Paolo Pedercini di MolleIndustria. Sottoscrivo in pieno.

http://vimeo.com/19419746

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Carissimi appassionati e mestieranti del fare videogiochi in Italia,

segnatevi la data del 5 marzo 2011. Località: Bologna, Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna, v. Azzogardino 65/B, a due passi dalla stazione. Inizio: dalle 10:00. Fine: verso le 19:00.

DEVELOPARTY: la festa degli sviluppatori. L’idea di base di quest’appuntamento, a differenza degli altri tipo IVDC e i gli eventi para-istituzionali organizzati dall’AESVI (come il Games Forum di Roma e il FAR GAME a Bologna) non è quella di assistere agli interventi di relatori più o meno prestigiosi, o di vedere le anteprime dei giochi più fighi in uscita, eccetera, bensì, semplicemente, quella di FARE FIESTA!!! Cioè ritrovarsi tutti mestieranti e appassionati, per passare tempo insieme, e vedere e giocare e discutere e, amplissimamente, cazzeggiare, sui due seguenti argomenti:

- sviluppo videogiochi in Italia: saranno presenti vari sviluppatori di aziende ‘affermate’, ma anche, affiancati senza soluzione di continuità, da sviluppatori indipendenti. Organizzazione preventiva delle postazioni: nulla totale. Chi arriva si prende un pezzo di tavolo e un paio di spine.

- retrogaming: ci saranno i nostri amici del retrogaming, certamente del C64, quest’anno ci saranno però anche rappresentanti dell’altra parte della luna 8 bit, cioè i “sinclairisti”

Per entrambi i temi, le idee attuali sono queste: qualcuno di noi/voi approfitterà per raccontare un po’ di cose, fornire informazioni preziose, tutto basato su esperienze vissute. Per lo sviluppo di videogiochi parleremo in pratichese di cosa significa fare videogiochi di lavoro, partendo dal ‘basso’; per il retrogaming mostreremo un po’ di vecchi videogiochi contenenti idee sensazionali quanto semplici, canoni artistico/ludici pronti all’uso.

Il titolo clandestino ‘Simulmondo Reunion’ significa questo: dato che l’anno scorso io e gli altri ex-simulmondiani già facemmo un ‘remember pubblico’ degli anni di Simulmondo, direi che non ha senso tediare nuovamente la platea con tale evento. Certamente però noi ci ritroveremo, quindi la ex-Simulmondo sarà presente.

Fino a ora di pranzo ci sarà nel piazzale antistante il Mercato della Terra, dove è possibile farsi dei paninazzi mega con salumi eccezionali, primizie assolute. Vedremo al pome come organizzarci per avere qualche beveraggio disponibile.

Questo è quanto so per ora. Tutto è aperto a idee e proposte. Per ora segnatevi la data: sabato 5 marzo 2011

Saludos!

Allora, rieccoci qui!

Finalmente nel nuovo blog wordpress a scrivere post, dopo settimane di latitanza digitale.

Ricomincio parlando di Far Game, l’evento tenutosi a Bologna il fine settimana scorso all’Archivio Videoludico. E’ stato un evento abbastanza prestigioso, pregievoloso, anzi pregevolerrrimo, ma obiettivamente con meno pubblico di quanto pensassi. La nostra esperienza è stata comunque iperpositiva, sia per le attività che abbiamo svolto, sia per i risultati conseguiti, sia per le persone che abbiamo conosciuto. Insomma, utile y muy divertente.

C’era Federico ‘Wiz’ Croci, il re dei flipper, che ha allestito vetrinette con cimeli d’epoca pazzeschi, che so, il 45 giri di Pac Man Fever (non avete mai sentito Pac Man Fever? O siete troppo giovani, oppure vi manca un pezzo fondamentale di cultura generale! scaricatevelo da emule…) e altre primizie. Oltre a un flipper in legno dei primi del ’900. Credo.

C’erano gli EvilBoyz di Evil Studio, nostri carissimi amici et prezioserrimi collaboratori, coi quali abbiamo speso un bel po’ di tempo assieme. Allego di seguito poi un paio di link recuperati da Christian Xevian di Evil Studio, su argomenti che seguiranno.

simulatore di guida - far game
Una delle postazioni di GuidaTuPro al Far Game. Notate gli interessatissimi soggetti del pubblico. Notare infine la maglietta ‘Koala Games’ di Ivan Venturi, che è il tipo con le braccia conserte

Come Koala Games, eravamo presenti con 2 postazioni di GuidaTuPro, nonchè sfoggiando le magliette Koala Games freschissime di produzione. Nella foto qui accanto siamo all’entrata dell’Archivio Videoludico. Di fianco (non si vede nella foto) avevamo la postazione-test di Alan Wake per XBox 360. Il ragazzo alla guida del simulatore è infatti Damiano, che la gestiva, e insieme al quale abbiamo cazzeggiato per un numero imprecisato (ma alto) di minuti nell’arco della giornata.

Il ragazzuolo a SX è Alessio Falsetti di Imagimotion. Quello a destra in giacca nera in effetti è uno ‘del pubblico’.

Eravamo lì anche in rappresentanza della Regione Emilia Romagna e dell’educazione stradale, che come il sale di Cervia tendiamo a mettere ovunque.

Abbiamo incontrato Thalita Malagò e Ilaria dell’Aesvi, con le quali abbiamo fatto una bella e importante chiacchierata.

Abbiamo assistito alla presentazione di Oskari Hakkinen di Remedì, casa produttrice di Alan Wake, che, oserei dire, è una cosa pazzesca. Allego link al tech demo, vedete un po’ che roba.

La cosa altrettanto impressionante è la modestia e disponibilità del ragazzo finlandese, quando poi lo abbiamo salutato successivamente. Che bello incontrare gente tostissima che non se la mena affatto. Sembrava di non essere in Italia.

C ‘erano poi i due ragazzi, produttori e sviluppatori indipendenti, di Tale of Tales, che realizzano videogiochi a basso budget, ma originalissimi nel concept, nell’immagine e nella storia. Belgi.

Con Alessio di Imagimotion, gli EvilBoyz, con Gerardo (nostro collaboratore che sta sviluppando Invisible Hand, vedi www.theinvisiblehand.it), abbiamo parlato un sacco di Unity e del come ora è impensabile sviluppare un progetto massmarket senza concepirlo multipiattaforma.

Abbiamo assistito a uno strombazzante panegirico su un videogioco prodotto dalla Regione Toscana, descritto come se fosse l’unica cosa decente prodotta in ambito videoludico in Italia, da una specie di ricercatore o che so io che manco sapeva nulla della realtà produttiva italiana e sparava valutazioni obiettivamente fastidiose a destra e a manca. L’unico incontro durante il quale non ce l’ho fatta a non intervenire, era troppo alto il livello di assurdità che stavo sentendo, da parte del relatore e da parte di alcuni del pubblico. Troppi gli stereotipi triti e ritriti e assolutamente superati. Troppa gente che dà fiato alla bocca senza sapere niente. Comunque, allego il demo di questo videogioco costato due (2) anni di lavoro di un team di 15 persone.

Contenti loro… anzi, contenti i contribuenti toscani i quali hanno finanziato questo bel videogioco. Utilissimo, anche.

laboratorio di educazione stradale a Far Game by Koala Games e Osservatorio per l'Educazione Stradale e Sicurezza della Regione Emilia Romagna

I ragazzi durante il laboratorio videoludico di educazione stradale, mentre utilizzano Crea la Città di DRIVE - il videogioco dell'Educazione Stradale

Abbiamo tenuto, il sabato, un bel laboratorio con una classe di seconda superiore, alla quale abbiamo fatto costruire uno scenario 3D di educazione stradale e alla quale abbiamo dato la possibilità di provare in tempo reale il risultato dei loro sforzi. Oltre a fargli utilizzare l’altra postazione di GuidaTuPro.

Bello spasso. Il laboratorio doveva durare un’ora e invece ne e durate quasi due. I ragazzi hanno prodotti bellissimi materiali e non mollavano le postazioni. Considerate che dopo sarebbero andati a giocare le ultime novità per Wii, Xbox 360 ecc. Nonostante questo rimanevano lì. Grande divertimento per loro. Grande soddisfazione per noi.

Per concludere, alla sera abbiamo partecipato alla serata Eat&Play, durante la quale si spizzicavano vari piattini microscopici, con un mostruoso spreco di confezioni piattini posatine di plastica. I vari relatori e collaboratori c’erano tutti.

Ho rivisto dopo più o meno vent’anni Helena Velena, pioniera del cybersex e della sessualità tecnologica (personaggio fantastico) che quando l’ho conosciuta/o io era uomo e veniva intervistata/o da Carlà per un servizio dell’Espresso sul Cyberpunk. Mi ha raccontato aneddoti incredibili su noti personaggi bolognesi, che non posso citare altrimenti qualcuno di essi mi farebbe certamente causa.

Insomma: bell’esperienza. Peccato un po’ per il poco pubblico e per alcuni incontri un po’ troppo accademici e un po’ troppo pieni di parole. Miracolosa comunque l’organizzazione da parte di Andrea e Matteo dell’Archivio, che sono riusciti a mettere in piedi un evento comunque di portata internazionale. L’archivio videoludico sta diventando davvero il centro di un sacco di cose del nostro settore, in una splendida cornice, grazie all’attività di questi due ragazzuoli che si sono praticamente inventati il tutto e sono riusciti, nonostante le difficoltà organizzative, burocratiche, amministrative, a creare dal nulla qualcosa di davvero importante.

Ci rivedremo l’anno prossimo.

Saludos!

Scritto daadmin il 14/04/2010 in 2011, indie, indiegames, simulmondo reunion con 6 Commenti


Relativamente al prossimo incontro ‘REUNION’ (non so se l’anno prossimo sarà ancora Simulmondo Reunion o Italian Videogames Reunion o che altro), al quale inizieremo a pensare da fine anno (già… ci sto ragionando con un bel po’ di anticipo), pensavo quanto segue:
1) ancora più dell’edizione 2010, intendo coinvolgere più possibile la scena Indie italiana che, più ci guardo e più mi stupisco, è fitta di gente in gamba, piena di idee e di entusiasmo (vedere www.indievault.it). E che potrebbe beneficare certamente, come è avvenuto nell’edizione 2010, dell’incontro ‘informale’ con realtà già affermate.
2) il retrogaming sarà certamente presente, e magari non solo per ciò che sono stati i videogiochi italiani. Penso che i vecchi videogiochi 8 e 16 bit (sopratutto gli 8), siano particolarmente interessanti per quanto riguarda l’aspetto dell’originalità, della concezione di gioco, delle meccaniche eccetera. Per il fatto che la maggior parte di essi era sviluppata da una sola persona (one-man-team), quasi facilitata dai limiti imposti dalla macchina, la creatività scaturiva con molta più facilità.
Quindi penso che:
- sarebbe interessantissimo tenere una parte, magari a cura dei retrogamers che conoscono migliaia anzi milioni anzi MIGLIARDI anzi TRIGLIARDI di vecchi videogiochi, in cui si presentano 10-15 videogiochi ‘vecchi’ scelti in base alla loro originalità. Con un fine estremamente pratico: per vederli, brevemente, tutti assieme, nei loro punti originali forti, per arricchire la nostra cultura videoludica in modo molto pratico.
Far sì che tutte queste idee non si perdano, anzi che tutti noi si possa riutilizzarle nei nostri gamedesign presenti e futuri.

Quando progetto un videogioco, per i temi più disparati, consciamente o inconsciamente pesco e ripesco continuamente nel mio background videoludico. Per quanto mi riguarda, sarebbe una cosa utilissima, oltre che interessante.

Che ne pensate?

Saludos!

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Scritto daadmin il 01/04/2009 in dinorun, indiegames, midtown madness, myth, osmos con Nessun commento


Come già detto, non sono un gran videogiocatore, da sempre ho preferito farli che giocarli (anche perchè sono una tale schiappa che è meglio che io eviti. Sono riuscito a perdere pure ai giochi fatti da me).
Però ci sono alcune cose che posso indicare.

’90: MITH
Per gli anni ’90 metto MYTH, splendido platform MYTHologico che giocavo in cartuccia su C64. La versione su cartuccia era un po’ più facile rispetto a quella su formato magnetico. Mi sembra di ricordare che Carlà me la diede (probabilmente l’aveva ricevuta per una recensione) oppure la presi io dalla ampia libreria videoludica che vi era in Simulmondo (sempre grazie a Playworld e all’attività di Carlà giornalista). Insomma: era più facile e anche un impedito come me riusciva a giocare con soddisfazione e ad arrivare molto avanti. Fu un raro episodio in cui, a pausa pranzo, perdevo una mezz’ora, a volte più, a giocare a questo stupendo videogioco.
Fondo nero e di grotte oscure. Sprites di mostri e protagonista stupendi. Animazioni spettacolari. Gameplay inebriante. Interattività fluida. Supermega.

’00: MIDTOWN MADNESS
Questo gioco della Microsoft, in cui si facevano queste lunghe gare, coi mezzi più disparati, in mezzo alla città di Chicago interamente ricostruita (riconoscevo delle inquadrature dei Blues Brothers!), mi piacque molto e lo giocai molto. Forse è da allora che ho il pallino di ricostruire intere città in 3D, cosa che infatti insieme al mio socio e ai ns collaboratori facciamo a Koala Games nei simulatori di guida. Nei giochi di guida ho sempre amato l’ampio respiro, la possibilità di esplorare e girovagare liberamente, uscendo (anche col veicolo!) dagli schemi del percorso e dalla forma mentis della predeterminazione degli eventi. Un mondo ricostruito e ci giro dentro. Magari in macchina. Magari in corriera. Magari in tangenziale in controsenso ai 180 all’ora. Supersfizioso.

Ma arrivo al dunque… se ci sono dei giochi che ogni tanto mi rubano delle mezz’ore di tempo libero (o di lavoro) sono gli Indie Games. Sarà che per la loro natura si avvicinano molto ai vecchi giochi per 8 bit, concepiti da one-man-team. Fatto sta che negli indie-games si trovano dei gameplay pazzeschi, dei concept assolutamente originali. E puoi star tranquillo di vedere quanto basta perdendoci qualche ora, non intere settimane. Anche se avessi la passione di giocatore: io lavoro, ho moglie, una figlia e un altro pargolo in arrivo: chi ce le ha una o due settimane da dedicare a un videogioco? Con gli Indiegames sto tranquillo, da questo punto di vista.

Inoltre, mi piace come concetto. Pochi sviluppatori “indies”, cioè indipendenti. Liberi dal controllo e dalle inibizioni derivanti dal meccanismo commerciale. Ah dimenticavo! Gli indiegames sono perlopiù gratis.
Ragazzi, il massimo.

Ne cito due, vincitori dell’ultima e della penultima edizione del festival degli indiegames.
- DINO-RUN: spettacolare gioco arcade, grafica 8 bit, in cui si comanda un raptor che deve scappare dalla fine del mondo. Da sinistra a destra please. Correre a manetta e raccogliere qualche ovetto, possibilmente.
- OSMOS: incredibile gioco, di una meccanica talmente semplice da rivelare risvolti infiniti, su una cellula grande che, osmoticamente, ingoia una cellula più piccola. La lotta della vita. La guerra tra astri. Atomi in calore. Entusiasmante.

Allego i link, compreso uno di Punto Informatico su Osmos:
http://www.pixeljam.com/dinorun/
http://punto-informatico.it/s_2579619/Download/News/osmos.aspx
http://www.hemispheregames.com/osmos/

Ecco ragazzi. Questi sì che sono videogiochi fattibili. Non solo da giocare. Anche da fare.

W GLI INDIEGAMES

Saludos!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!