Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 15/07/2009 in c64, millemiglia, pietro, pietro pieno, pino, simulmondo con Nessun commento


Torniamo alla cronaca storica dei primi anni simulmondiani. Parliamo di Pietro Pino, programmatore C64, che vedete nella foto qui sopra, nel mio ufficio, davanti al poster del mitico Jim. Noto il portacenere sulla mia scrivania. Evidentemente fumavo abbastanza in quel periodo.
Pietro era un ragazzo di Milano, se non ricordo male. Entrò in contatto con Carlà mentre io ero militare, direi. Io cominciai ad averci a che fare mi sembra nel 1991. Non ricordo se iniziò la collaborazione con Simulmondo con qualche altro progetto.
Quello che ricordo io era MilleMiglia versione C64.
In quel periodo io ero passato dal mio ruolo di lead programmer C64, grafico di tutte le produzioni C64, direttore di produzione di tutta la produzione C64, a direttore di produzione vero e proprio. Una sera, mentre me ne stavo uscendo, vidi Carlà esausto che aveva appena attaccato il telefono con un programmatore amiga che gli giustificava l’ennesimo ritardo. A Francesco, essendo amministratore di Simulmondo, diciamo che le cose da fare non mancavano. E gestire tutto il (grande) gruppo di programmatori, grafici, storyboarder, musicisti esterni, che spesso erano ragazzini ognuno con le proprie peculiarità (talvolta assurde) o ragazzi che comunque lavoravano principalmente per passione, gli rubava un sacco di tempo e di energie.
Insomma, quella sera, uscii dal mio ed entrai nel suo ufficio per salutarlo, io casco in mano e già ingiubbottato (era primavera o autunno, ricordo che avevo il giubbotto di jeans), e lo vidi davvero un po’ esausto. Gli dissi ‘vuoi che ci pensi io a star dietro ai collaboratori esterni?’
Lui rispose ‘Magari’. In quel momento diventai praticamente direttore di produzione di Simulmondo.
Ma torniamo al nostro Pietro Pino.
Pietro era un ragazzo che aveva suppergiù la mia età, con un modo di presentarsi un po’ affilato che inizialmente non mi risultò immediatamente simpatico. Molto milanese, con tutto il rispetto per gli amici meneghini.
Quando c’era un progetto da portare avanti o un problema da risolvere, io telefonavo al collaboratore, mi mettevo d’accordo per vederci un giorno a Bologna nella nostra sede, e quel giorno ci si vedeva, dedicando poi al progetto normalmente tutta la giornata, fino al treno che avrebbe riportato a casa il collaboratore nel tardo pomeriggio.
Il primo incontro con Pietro mi sembra fu organizzato da Carlà (boh! in realtà non me lo ricordo assolutamente). In seguito ci sentimmo sempre direttamente e sviluppammo una certa buona collaborazione. Almeno, io mi trovavo abbastanza bene. Non so lui.
Pietro era un bravo programmatore e affrontò un progetto piuttosto complesso come Millemiglia, che presentava diverse difficoltà. La versione Amiga era affidata al bravissimo ragazzo friulano Mario Savoia, che era davvero il massimo come collaboratore. Mario era bravissimo come programmatore, sapeva disegnare (e quindi molte cose di grafica le faceva da solo), inoltre era simpaticissimo ed era un’ottima persona, piena di buon senso, che ti faceva una domanda solamente essendo certo di non poter trovare lui stesso la risposta.
Pietro non era proprio così, era un po’ più ‘creatore di problemi’, pur rimanendo un ottimo collaboratore. Ricordo però che la gestione del progetto MilleMiglia per C64 era un po’ più complessa, c’era sempre una specie di rapporto cliente-fornitore, nel quale a volte sembrava che l’uno stesse facendo un favore all’altro, piuttosto che un rapporto in cui entrambi erano allo stesso modo coinvolti nella miglior riuscita del progetto. Millemiglia per C64 in qualche modo ne ha risentito. La giocabilità era decisamente meno ‘fresca’, si respirava meno creatività, meno lusinghe audiovideo (termine coniato da Carlà che mi porto dietro da più di vent’anni).
Con Pietro comunque diventammo amici. Ricordo due aneddoti.
Il primo. In quel periodo vi era in interno già Michele Sanguinetti, come già detto grande persona e tra le altre cose grandissimo conoscitore di musica. A vent’anni già aveva una cultura rock vastissima e già era approdato al jazz (al quale io in verità non sono ancora mai approdato, a parte qualche ‘sosta’ ogni tanto). Io e Pietro eravamo per qualche motivo nell’ufficio in fondo, quello di Michele e di Ricky (che però forse in quel periodo lavorava dall’esterno). Lo stereo diffondeva la musica dei Led Zeppelin. Pietro se ne uscì con una sua breve disquisizione (plausibilissima) sulla musica rock e sui chitarristi, che terminò asserendo che Slash, il chitarrista dei Gun’s'Roses, era il più grande chitarrista della storia. Meglio di Jimmy Page, di cui stavamo sentendo in quel momento la stupefacente Cashmere.
Pietro non seppe mai quanto andò vicino alla morte per strangolamento, quel giorno. Infatti, Michele Sanguinetti si girò, gli chiese conferma ‘Secondo te (qualla caccola di) Slash è migliore di (quel dio in terra con chitarra che è) Jimmy Page dei Led Zeppelin?’
Tornai rapidamente con Pietro nel mio ufficio, salvandolo da morte sicura.
Il secondo aneddoto, altrettanto breve, è la fotografia di un momento. Anzi, è di qualche minuto prima o dopo la foto che vedete in cima al post.
Pietro era appena arrivato, appena entrato nel mio ufficio, e mi disse: ‘Beh, allora siamo in guerra…’ con un tono un po’ esterefatto.
Era vero. Eravamo in guerra, e io ero un po’ spaesato quanto lui. Era scaduto l’ultimatum e le forze della Nato, principalmente rappresentate dagli USA ma comprendenti anche l’Italia, avevano attaccato l’IRAQ di Saddam Hussein. Prima guerra del golfo. Bush padre. Bombardamenti ‘chirurgici’. Prima guerra televisiva della storia, con telecamere montate su aerei e missili e film (Top Gun con Tom Cruise) creati apposta per elevare il consenso.
Saddam Hussein cercava di accendere nei paesi arabi la scintilla della guerra santa contro l’Occidente. Non ci riuscì, fortunatamente.
Insomma, quel giorno io e Pietro facemmo la nostra riunione con questa strana sensazione, di vivere una guerra di fine XX secolo, da occidentali. Facemmo tutto quello che potemmo in merito.
Ci occupammo della grafica di Mille Miglia per C64.
Saludos!
ps: come al solito il post sarà pieno di imprecisioni e altro. Se rilevate qualcosa di scorretto o integrativo fatemelo sapere. Il massimo sarebbe se Pietro stesso potesse aggiungere il suo, di ricordo. Ma tant’è. Inshallà.

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!