Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Ieri sera (15 ottobre) presso l’Archivio Videoludico di Bologna (nato grazie agli sforzi di Andrea Dresseno), presso la cineteca comunale, uno spazio di grande importanza a Bologna, i ragazzi di Adventure’s Planet hanno offerto al pubblico un ottimo esempio di come i videogiochi possano diventare cultura con la ‘K’ maiuscola!

Per chi non lo sapesse, Adventure’s Planet (www.adventuresplanet.it) è una società composta da sei ragazzi in gambissima, sparsi per tutto il territorio italiano, che hanno anni fa realizzato un sito sulle avventure grafiche, di recensioni, soluzioni ecc. Questo sito è diventato un punto di riferimento per tutti gli adventuregamers d’Italia, ed ha praticamente fatto resuscitare il genere degli adventures, da molti già decretati come morti e sepolti. Ebbene, non è così. Piacciono ancora, eccome.
Insomma, questi ragazzi hanno iniziato quasi per gioco come tanti altri, ma dedicandosi all’attività commerciale invece che a quella di sviluppo.
Risultato: ora è una società avviata, che funziona sempre meglio e sempre di più, e che da anni importa e produce adventures col proprio marchio in Italia.
Davvero gente seria.

I relatori erano Federico Cinelli (il bolognese del gruppo) e Adriano Bizzocco, direttore marketing. Era presente però anche la ‘pietra angolare’ di AP, cioè Carlo De Caesaris, di Pescara.
Hanno presentato, seppur sinteticamente, un quadro piuttosto completo di ‘cosa sono gli adventure’ e delle reciproche influenze con le altre arti, specialmente libri e cinema.
Federico ha presentato un quadro preciso dei loro utenti e della fascia d’età media: sono rimasto colpito da questi dati. Che sono:
- la maggior parte dei loro utenti è nella fascia 35-45 anni.
- i tre loro clienti principali (cioè che hanno comprato più prodotti) sono donne.
- quasi metà dei clienti sono ragazze e donne
- c’è un loro cliente affezionatissimo che compra tutte le avventure e ha più di 80 anni!!!! Fantastico.

Erano inoltre presenti anche due componenti della Mad Orange, neo-neo-neonata software house che sta finendo di sviluppare un adventure ambientato in America negli anni ’30, “FACENOIR”. Quello che ho visto ora mi sembra ben fatto e loro mi paiono ragazzi con la testa sulle spalle.

Insomma, signore e signori, C’E’ SPERANZA IN ITALIA!!!!

Questo blog si chiama FARE VIDEOGIOCHI, e oltre a parlare della vecchia storia di Simulmondo (che, lo so, è ciò che akkiappa di più!), dedicherò ampio spazio e supporto a chi in Italia fa videogiochi, sperando nel mio piccolo di incentivare quanto più è possibile il sorgere o il consolidarsi di realtà, nuove o già esistenti.

W I VIDEOGIOCHI ITALIANI, porcogiuda!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!