Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 15/04/2009 in 500 cc motomanager, militare, savona, tauriano con Nessun commento


SI PARTEEEEEE… a settembre
Mentre lavoravo a F1 Manager (1989) ricevetti la famosa ‘cartolina’. Un foglietto di cartoncino azzurro diviso in quadratini che servivano da biglietto del treno. C’era scritto sopra ’27 settembre 1989 – Caserma Bligny Savona – presentarsi altrimenti ti spediamo i carabinieri a casa a prenderti e ti sbattiamo pure in galera, se ci va’. Insomma: sarei partito militare.
Me l’aspettavo, quindi non fu un grosso trauma. Almeno non lo fu il ricevere la cartolina.

LA CHIUSURA DI F1 MANAGER, LA DUPLICAZIONE e LA LEGGE DI MURPHY
Da quel momento ebbi una data non valicabile per la chiusura totale di F1 Manager. Dovevo necessariamente chiuderlo prima, senza ritardi di nessun tipo. E chiuderlo totalmente significava fare il master, collaudarlo completamente, ma anche portarlo a Milano e avviarne la duplicazione.
Tale delicata fase fu affidata a una ditta che poi sbagliò il vero e proprio lavoro di duplicazione e lasciò al ‘giro’ 27 -del contagiri- della cassetta, lato A, un bel buco magnetico. Cioè il caricamento si bloccava regolarmente in quel punto. Questo lo scoprimmo più avanti. Alla mia prima licenza, passai da Simulmondo, e c’era Carlà disperato per tutte queste audiocassette -6000, l’intera prima tiratura- che tornavano indietro causa malfunzionamento. Un incubo… mai dare per scontato niente nei processi produttivi. Diffidare sempre di ogni fornitore finchè non lo si conosce a menadito. Controllare ogni passaggio. Credere ciecamente nella Legge di Murphy. Se qualcosa può andare male, andrà male. Tutto tende al caos. Murphy aveva assolutamente ragione. Anzi, a volte era pure ottimista.
Fortunatamente la versione floppy disk andava bene…

CB3D (mi sembra)
Prima di partire, mi ero segnato tutta una serie di cose che avrei potuto migliorare in F1 Manager, per una eventuale nuova versione. Ricordo che c’era un problemino alla routine all’indirizzo CB3D (mi pare di ricordare), nel modulo della guida in soggettiva del warm up (mi sembra). Beh, mi segnai tutto diligentemente, per essere sicuro di ritrovare ‘la mia memoria’ della situazione di F1 Manager al mio ritorno dal militare. Beh, non ce ne fu bisogno. Quando tornai e rimisi le mani nel codice, mi ricordavo tutto perfettamente, indirizzo per indirizzo, routine per routine. Non l’avrei mai detto. Come quando si impara ad andare in bicicletta. Ancora oggi penso che potrei rimettermi a programmare il MOS in un minuto.

SI PARTE… ci siamo
Partii dalla stazione di Bologna il 27 settembre, testa rasata, postumi della serataccia della sera prima con gli amici, apparato genitale all’altezza del ginocchio. Voglia di fare il militare tanta quanta era la voglia di appendermi un gatto all’apparato che dicevo prima. Insomma parto.
Vi evito la cronaca della vita militaresca a Savona, dove facevo il Car. Lì il computer me lo scordai proprio, tutto preso a cominciare a sognare in ‘verde’. Perchè sì, qualcuno di voi lo ricorderà. Il trauma maggiore era al risveglio nel primo periodo. Uno sogna ancora tutto in versione ‘civile’. Si sveglia ed è militare! Un gran brutto trip, per dirla in gergo.

Dopo Savona, mi assegnarono a Tauriano di Spilimbergo, in Friuli. Mai sentito nominare prima. Caserma persa nel nulla. Attorno ad essa aleggiava una specie di brutta leggenda, cioè che le guardie erano particolarmente dure, perchè nei primi anni ’80 c’era un tenente che rubava armi e munizioni. Imparai anni dopo che quel tenente era nientedimeno di Giusva Fioravanti, il terrorista nero dei NAR, accusato di una miriade di omicidi (commessi dal primo all’ultimo) e della Strage di Bologna (qui invece ci sono un po’ di dubbi. Ma questa è un’altra storia, come direbbe Lucarelli).

TAURIANO
A Tauriano, dopo un primo periodo di ambientamento, non si stava male. C’era pure il laghetto coi cigni. Unico problemino era che dopo un po’ non uscivi più. Andare in libera uscita significava farsi portare, anzi scaricare, dal camion militare nel centro del paese vicino (Spilimbergo) insieme a tutti gli altri militari in libera uscita. Dopo un po’ perdevi la voglia… Fatto sta che iniziai, come tanti altri, a non uscire più molto. Disegnavo davvero moltissimo (in quell’anno avrò fatto qualche migliaio di disegni, compresi tanti ritratti delle ragazze – in foto – dei miei commilitoni) e, sapendo usare il computer e soprattutto cavandomela bene col disegno ed essendo diplomato- mi sistemai in ‘brigata’, cioè al comando generale, dove si stava più che bene. Riscaldamento, bouvette dove si facevano colazioni degne di Gambrinus, un ambiente abbastanza civile, quasi totale assenza delle regole di anzianità. Non facevo neanche l’alzabandiera.

Dopo un po’, essendo sempre ben in contatto con Francesco Carlà (che nel frattempo si era sposato) e con gli altri simulmondiani che sentivo ogni tanto dalla cabina telefonica della caserma (non c’erano cellulari o email…), pensai di cercare di portarmi il Commodore 64 in caserma. Ormai, lavorando in ‘brigata’, ero ‘imbazzato’ con vari ufficiali, dovevo solo trovare qualcuno che mi facesse accedere al suo ufficio fuori dall’orario di lavoro. Attraverso un mio amico che lavorava in un altro ufficio in brigata, entrai in contatto con il capitano De Vito, comandante del 3^ battaglione carristi della Brigata Mameli, noto per essere uno dei più duri della caserma. Bene, pensai io, sono a posto, proprio nella tana del lupo!
Allo stesso modo, sfoderando tutta la diplomazia possibile, portande come documentazione le riviste varie con articoli su Simulmondo e alcune scatole di nostri giochi, mi diede le chiavi del suo ufficio.
E’ incredibile cosa si può arrivare a ottenere semplicemente chiedendo educatamente!

Fatto sta che mi piazzai nel suo ufficio e, dopo le 18 e fino all’ora di cena, che spesso saltavo per poi farmi la pasta coi miei commilitoni in camerata (mettevamo un fornellino sotto una rete del materasso, sopra la pentola con l’acqua, e ci facevamo dei signori piatti… altro che mensa! C’era chi portava il vino pugliese, il formaggio… supermega!). Quindi riuscii a lavorare abbastanza.
Non riuscii a programmare granchè, a parte alcune migliorie ai miei già citati editor. Però ero rimasto sempre in stretto contatto con Stefano Balzani, che aveva concluso GP Tennis Manager per C64, e col quale avevamo iniziato 500cc Motomanager. Risultato: tutta la grafica di 500cc Motomanager C64, sezione menu manageriale (della quale ero piuttosto fiero) e varie altre.

Durante la vita militare mi mancava la vita civile, la famiglia, gli amici. Ma tutto sommato, considerando che avevo 19 anni e a quell’età tutto è un’esperienza, me la spassai alla grande.

Ma davvero, non vedevo l’ora di rimettermi al lavoro!
27 settembre 1990. Fine del militare.
Quando finii il militare e tornai a Simulmondo, trovai Riccardo Cangini e Mario Bruscella che lavoravano ‘fissi’ in sede, alla produzione di I Play
3D Soccer. Ritrovai anche mio cugino Andrea, che poi diventò il tester n. 1 di Simulmondo (davvero incredibile il talento che aveva a scoprire i bug!).
(e grazie a Ready64.org dal quale ho tratto le immagini di 500cc Motomanager)
Continua nei prossimi post…

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!