Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 01/04/2010 in 1994, agenzie comunicazione, banche, colors, fitness, intercom con 4 Commenti


Nella prima fase, dove l’ufficio era in camera mia (una camera bella spaziosa!), si abbozzò il progetto di Neverworld, soprattutto tecnicamente, poco (ma al tempo non me ne rendevo conto) imprenditorialmente. Avevo la mia partita Iva, e con essa iniziai ad acquistare lavoro (grafica, effetti sonori, ecc per Neverworld).
Insieme ad altri ex-collaboratori Simulmondo (Michele, Francesco ‘Rambo’ Rambaldi, Stefano Coccurello) e a nuovi producemmo anche un prototipo di strumento di comunicazione interattiva, ‘Intercom’, praticamente un depliant interattivo di tutto ciò che si poteva fare tramite le tecniche del videogioco per la comunicazione ‘normale’, direzione che (Carlà docet) mi interessava moltissimo. Infatti, fin da subito, mi accorsi che usare le tecnologie e i modus operandi del ‘fare videogiochi’, per qualcosa che coi videogiochi aveva poco a che fare, aveva grosse potenzialità. Inizia ad avere vari colloqui con diverse agenzie di comunicazione, di grafica, per presentare il nostro lavoro, e per rendermi conto di com’era fatto quel mondo che avevo sempre visto attraverso gli occhi e i racconti di Francesco.

Ricordo anche delle figuracce storiche: una volta io e mio fratello (che avevo convinto della bonà dell’idea, e soprattutto dell’estrema facilità!) prendemmo appuntamento con una rinomata palestra di Bologna, per offrire al titolare (palestratissimo) un ‘totem’ che facesse usare videogiochi (per farla breve) mentre il soggetto si allenava. L’idea alla base poteva avere anche un senso (molto lontanamente). Non ne aveva tutto il resto! Quando il tizio palestrato capì cosa eravamo andati a proporgli, ci guardò interdetto e ci spiegò, con calma (evidentemente non capiva se “c’eravamo o ci facevamo”), che lui non poteva certo finanziare un coso del genere (noi eravamo andati lì praticamente per offrirgli il software do questo totem che però avrebbe dovuto produrre e progettare qualcun altro… insomma un progetto imprenditoriale degno di Totò), che ne di affari simili aveva già visti alla fiera del fitness, insomma che avevamo sbagliato da tutti i fronti.
Ne ricordo un’altra: insieme a un mio collaboratore ‘marketing’ siamo andati a un colloquio di presentazione presso una grossa agenzia pubblicitaria. Ciò che presentammo ebbe sicuramente effetto, però ci furono due nei nella presentazione. Il primo fu che la sera prima, giovedì sera, io avevo fatto le 5 di mattina al Candilejas, stupefacente disco alternativa di Bologna in quegli anni, sesso droga e rock’n roll insomma, e all’uscita mi ero pure preso una piadina salsiccia e cipolla. Poi ero andato a casa, avevo dormito una o due ore, poi mi ero preparato per l’incontro. Vi lascio immaginare in che condizioni fossi…
L’altro neo fu che usavamo un PC portatile con touchscreen, dove si poteva, tramite una pennina, scrivere o disegnare direttamente su schermo. Quando ci avevamo messo le mani sopra per la prima volta, per collaudarlo ci avevamo disegnato sopra un bell’uccellone (fallico) di quelli che tempestavano le pagine dei diari di scuola.
Poi quell’immagine, che pensavamo non fosse stata salvata, non l’avevamo più rivista. Beh, indovinate quando è saltata fuori? Proprio davanti agli occhi della tipa dell’agenzia, quando gli stavamo mostrando l’utilizzo del touch screen.
Che figura pessimerrrrrima!

Insomma, nella ‘prima fase’ di Colors, che era solo un marchio appiccitato alla mia partita Iva e a una serie di collaborazioni informali, mi preparai, guardai in giro, portai avanti il progetto Neverworld e individuai quelle che potevano essere le direzioni da percorrere, i clienti verso i quali cercare di muovermi.
Soldi da parte ne avevo, ne investii un po’ nelle prime collaborazioni, oltre a (come già detto) nell’acquisto di hardware, cancelleria varia eccetera, insomma il kit di sopravvivenza del libero professionista.

Scelsi come commercialista una tipa, tale Grazia (sorvolo sul cognome), che svolgeva tale servizio per un mio amico. Feci in questa scelta un errore gigantesco perchè, come scoprimmo in seguito sulla nostra pelle, questa tizia era davvero inetta nella gestione di un’azienda. Per un libero professionista poteva anche andare (si parla di un’amministrazione semplicissima). Per una Srl, che è un bel po’ più complicata, invece no.

‘Vincemmo’ anche un finanziamento per il progetto imprenditoriale, attraverso la Provincia di Bologna e una banca, sempre di Bologna. A pieni voti, anceh. Peccato che quando si trattò di avere questo finanziamento, nella fase conclusiva del processo, l’omino della banca ci chiese una ‘firmetta’, cioè se avevamo una casa o altro da poter usare come garanzia al prestito a tasso agevolatissimo. Ovviamente no, gli dicemmo. Dopodichè il finanziamento se ne andò a farsi benedire. Noi ci rimanemmo molto male (banche pescicani!) e in Provincia anche, dato che questa cosa delle necessità di fidejussione non era scritta da nessuna parte, neanche negli accordi con la provincia. Tant’è. BANCHE PESCICANI!
Capii dove avrei speso tutto quello che avevo messo da parte in tutti i precedenti anni di lavoro!

Poi, nella primavera del 1994, io e mio fratello e i futuri soci di minoranza decidemmo che era il momento di prendere un ufficio e spiccare il volo. Verso dove non si sa.

Saludos!

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4 Responses to VITA DI VIDEOGIOCHI/55: Colors: dalla camera all'ufficio

  1. Wopr

    01/04/2010 - 15:15
    1

    E' bello vedere come in fondo anche voi "geni" del computer siate persone normali che fanno gaffe normali come tutti!

    Ma gia' conoscendoti di persona avevo avuto la certezza della tua "umanita'" e umilta'!

    Grande Ivan!

  2. Anonymous

    02/04/2010 - 00:15
    2

    Ehehe caro Wopr mi sà che proprio i 'geni del computer' possono essere i più propensi a prendere cantonate! ;)
    Il problema era che erano inesperti su tutti i fronti che non fossero quello di smanettare su un home/ personal computer. Che ne dici Ivan?
    Mi sà che qua va a finire che fra una spesa e l'altra ti sei divorato un bel pò di soldini con l'esperienza Colors.
    L'aneddoto del Totem del tipo della palestra poi..ehehe..beh dai poteva andare anche peggio..!
    I stay tuned!
    Ciao Ivan!
    Roberto C.

  3. Ivan Venturi

    02/04/2010 - 16:15
    3

    …'geni' intendi nel senso cromosomico del termine, direi.

    …umanità und umiltà: impressione errata! Sono assolutamente convinto di essere il miglior direttore d'orchestra del mondo. Ma non lo dico, dato che non ho mai diretto un'orchestra in vita mia.

    …divorato un bel po' di soldini? no… divorato tutti I soldini!

    il tipo palestrato: si, poteva andare peggio… poteva menarci!

    ziao!

  4. Wopr

    02/04/2010 - 17:28
    4

    Ve dai almeno quando la dirigerai saprai gia' di essere il migliore senza che te lo debba dire nessuno….

    :) )

    Sono un po' contorto oggi….

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!