Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 12/04/2010 in 1994, casteldebole, colors, ufficio con 1 Comment


Primavera 1994. Nacque Colors Srl, con me come socio di maggioranza e quattro soci di minoranza, uno dei quali mio fratello, gli altri ex-collaboratori di Simulmondo, più un mio amico che si sarebbe occupato della parte ‘commerciale’. Poco tempo dopo, mi sembra l’anno non fosse ancora finito, nacque dagli stessi soci di minoranza un’ulteriore società, che si sarebbe specializzata in direzione molto più hardware e di servizi multimediali. Mio fratello quindi acquistò tutte le quote e Colors fu di piena proprietà dei fratelli Venturi.

Inizialmente, l’attività era partita da camera mia, e una parte di percorso iniziale continuò così. Ma Colors divenne subito, anche a causa della ‘diaspora’ simulmondiana, nonchè per la mia intensa attività di ricerca collaboratori (vecchi e nuovi), piuttosto frequentato, e camera mia cominciò a diventare stretta! E stretto cominciò anche il lavoro ‘a distanza’, ognuno a casa sua, in un’epoca in cui Internet non era ancora utilizzato (e non poteva essere utilizzato per grossi scambi di dati, quali grafica o sonoro). L’esigenza di avere un ufficio, un posto, divenne sempre più forte. Io mi maceravo nell’anima, ben sapendo che prendere l’ufficio avrebbe significato davvero iniziare un percorso dal quale non si tornava più indietro. Un percorso nel quale ci saremmo giocati tutto, e che sarebbe costato fior di quattrini di investimento. Fu mia madre, un giorno in cui ero andato a pranzo da lei, a dirmi ‘Cosa stai aspettando?’ e insistette per prestarmi i soldi che mi mancavano (oltre quelli che ero in grado di investire io). Stiamo parlando di svariate decine di milioni dell’epoca, per l’avvio dell’impresa. Mia madre fu altrettanto chiara nel dirmi che l’importante era che provassimo, e amen se non ci fossimo riusciti. Ci rimasi secco, commosso. Mia madre ci ha tirati su da sola e quelli erano i risparmi di tutta una vita di sacrifici.
Il libro che ho scritto l’ho dedicato a mio fratello e a mia madre. A mio fratello perchè mi ha dato la spinta iniziale e mi ha insegnato un sacco di cose. A mia madre perchè mi ha insegnato ad avere coraggio e mi ha dato i mezzi per usarlo, il coraggio.
Colors nacque quindi sotto l’insegna della determinazione più assoluta. Io avevo 24 anni, mio fratello 27, eravamo al massimo delle energie vitali.

Trovammo l’ufficio che faceva per noi (anche in questo caso, non è che cercammo granchè…) a Casteldebole, all’estremissima periferia di Bologna. Talmente estrema che appena dopo la stradina che scendeva verso la nostra sede, c’era il cartello ‘BOLOGNA’.
L’agente immobiliare che ci procurò la sede si chiamava Cristallo, e la sede la trovammo sopra un’autocarrozzeria che si chiamava Diamante. Un’inizio scintillante!
L’ufficio che prendemmo era di 150 metri quadrati circa, con una terrazza smisurata che si affacciava sulla campagna, alberi e, oltre, la tangenziale. Eravamo al primo piano sopra l’autocarrozzeria, dalla quale ogni tanto salivano miasmi letali, oltre al casino inverecondo delle lavorazioni e alle bestemmie dei vari soci. Ci trovammo bene subito.
Nel cortilone alla base dello stabile vi era un largo piazzale erboso, dove l’autocarrozzeria parcheggiava le macchine sfasciate da sistemare, e una serie di posti auto riservati a noi.

Tirammo su una parete di cartongesso per dividere uno degli ambienti, sistemammo le luci, e il grosso fu fatto. Il mio ufficio era 3×4 metri circa, poi c’era la sala disegnatori, 4×5 metri circa con annesso un bagno, poi la sala segreteria e servizi (dalla quale si entrava), 3,5×4 circa, poi la sala programmatori, 4×4 circa, poi un secondo bagno, poi l’ufficio di mio fratello, 3×3 metri circa, all’estremo opposto. Tutto bianco bianchissimo illibato. Mancavano i colori!

Decidemmo quindi di fare quindi il primo COLORS PARTY.

Saludos!

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One Response to VITA DI VIDEOGIOCHI/56: Colors, via Casteldebole, Casteldebole, Bologna

  1. Anonymous

    12/04/2010 - 10:11
    1

    'L'agente immobiliare che ci procurò la sede si chiamava Cristallo, e la sede la trovammo sopra un'autocarrozzeria che si chiamava Diamante. Un'inizio scintillante!'

    'Eravamo al primo piano sopra l'autocarrozzeria, dalla quale ogni tanto salivano miasmi letali, oltre al casino inverecondo delle lavorazioni e alle bestemmie dei vari soci. Ci trovammo bene subito.'

    Ahaha!
    Belle Ivan!
    I stay tuned!
    Roberto C.

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!