Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 15/06/2009 in 1990, heroes, soccmel, stories con 1 Comment


La sera del 5 ottobre 1990, ci trovammo quindi dopo la pizza, dopo che Francesco era tornato a casa, negli uffici della Simulmondo. Michele Sanguinetti e Ricky si erano conosciuti e io ne ero felicissimo, anche perchè, oltre agli ottimi risultati artistici della prima prova grafica di Sangue, era ben avvertibile una splendida atmosfera nel gruppo appena creatosi. Avete presente quando vi trovate in un gruppo di persone, di nuova composizione, e avvertite il giusto ‘feeling’, di avere un sacco di cose in comune, con la fantastica prospettiva di un lungo periodo lavorativo da condividere, e di poter fare un sacco di cose fantastiche assieme? Ecco, così.
Decidemmo di fare subito qualcosa per passare la serata. Cosa facciamo? Un video demenziale, naturalmente!
> La sceneggiatura fu composta a pezzi (nel senso che prima di ogni spezzone, tra una ghignata e un’altra, tiravamo fuori qualche quintale di idee in mezzo minuto e poi si premeva REC).
> L’attrezzatura era composta dall’Amiga di Ricky + telecamera fissa in bianco e nero dell’Amiga di Ricky + il videoregistratore collegato ai suddetti.
> Gli attori eravamo io, Ricky, Sangue, e per la prima ripresa Mario Bruscella e Claudio Zani (programmatore di F1 3D amiga). Dopo la prima ripresa ci trovammo solo noi tre. E fu in quel momento che scattò il carpe diem, il momento magico che ci portò a registrare 10 minuti e 7-8 scene completamente slegate tra loro.
> la scenografia era composta dalla parete bianca dell’ufficio che era stato mio, e che ora ospitava Ricky e me appena tornato dal milite. Ogni tanto faceva l’ingresso nell’inquadratura il battiscopa della stanza, oppure una riga a T appoggiata in un angolo, o lo spigolo della stanza. Insomma decisamente una scenografia minimal.
> la colonna sonora: lo stereo portatile collegato alla meglio col videoregistratore. Quando c’era la musica non c’era il parlato e viceversa. Musica dei SexPistols, King Crimson, Led Zeppelin.
> la trama della prima scena: una ripresa di noi cinque fermi o quasi, dove in quel quasi c’era una grossa vena, diciamo un’arteria gigante, una mega-aorta, di demenzialità esplosiva. Piano piano (durata della scena meno di un minuto) i vari componenti del gruppo si cacciavano fuori l’un l’altro, chi spinto, chi morto, chi chicchiricchiccì. Rimasero nell’inquadratura alla fine solo Mario e Claudio. Ultima loro apparizione nei video della premiata ditta Simulmondo Soccmel Underground.
> la trama della seconda scena: Sangue, che come già detto aveva (ha) delle doti espressive facciali impressionanti, impersonava Igor (pronuncia: Aigor) di Frankenstein Junior (avete presente? Marty Feldman, quello con gli occhi strabici fuori dalla testa?), con il cappuccio composto dalla felpa tirata fin sopra la testa. Effetti di luce stroboscopici fatti da me e Ricky grazie al movimento sincopato dell’abat-jour. Fantasticamente mostruoso.
> la trama della seconda scena: io che impersono un pusher, prima inquadratura sul diavolaccio (Il signore delle Tenebre interpretato da Tim Curry in Legend di Ridley Scott) che mi ero dipinto sulla schiena del giubbotto. Occhiale da sole rettangolare fricchettone di Michele, musica Anarchy in the Uk dei Sex Pistols. Arriva un tossico (Sangue) che chiede la dose e io gliela dò. Il tossico si fa in vena (con una biro bic) e poi collassa. Trama degna di Cannes!
> la trama della terza scena: Ricky marzialissimo in veste di Kung-Fu-man, che si esibisce per quasi un minuto in figure kung-fu di difficilissima realizzazione ed equilibrio, nonchè geniali perchè contenevano elementi di demenzialità assoluta, che però una persona normale (non kung-fu esperta) non avrebbe mai potuto rifare. Occhi cerchiati di nero, muscoli tesi. When the levee brakes dei Lez Zeppelin come colonna sonora. Poi l’ingresso in scena di due sconvolti (io e Michele) e danza deficiente finale. Il maestro di kung-fu rivela infine la propria sverzura latente.
> poi la scena: SONO FELICE, con Michele che, dopo il ciak, spiega al pubblico perchè è felice. Con tutte le facce che una persona felice potrebbe mai avere, soprattutto se ha i neuroni che creano falsi contatti.
> di seguito la scena: SONO TRISTE, con me costretto a non ridere e a spiegare tra le lacrime la mia infelicità. Con quei traditori di Ricky e Michele che non mi aiutavano di certo rotolandosi dal ridere.
> poi la scena: APPAGAMENTO SESSUALE: primo piano di Ricky che evoca un ricordo caloroso e che si dipinge in viso di un’espressione lungamente soddisfatta.
> poi… boh, forse me ne sfugge qualcuna.
Sigla finale in computer graphic fatta al volo con i nostri tre faccioni che a ritmo di musica si stravolgono.
10 minuti di video storici realizzati in meno di tre ore… da guinness dei primati.

La settimana successiva, stesso giorno stessa ora, facemmo SoccMell Stories. Ancora più demenziale, scene davvero non raccontabili per non compromettere quel po’ di serietà che ancora cerchiamo di dipingerci addosso. 20 minuti di gaudio video con le nostre faccette da ventenni.

Insomma uno spasso. E così fu l’avventura Soccmel (che in bolognese significa una cosa non proprio elegante, e che è usato come esclamazione).

Saludos!

ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI

  1. VITA DI VIDEOGIOCHI/34: l'avvento di Sangue
  2. VITA DI VIDEOGIOCHI/33: il ritorno
  3. VITA DI VIDEOGIOCHI/22: Simulmondofoto…

One Response to VITA DI VIDEOGIOCHI/35: Soccmel Stories + Heroes

  1. Claire Garcia

    06/12/2011 - 21:39
    1

    Hah , Italia Rally manifestanti contro Berlusconi

Leave a Reply

No trackbacks yet.

Posts with similar tags

No post with similar tags yet.

Posts in similar categories

Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!