Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 05/01/2009 in 1985, adventures, c64, commodore, nerd con Nessun commento


Il Commodore 64 era una macchina semplice ma molto completa nel video e nell’audio, utilizzabile immediatamente dato che aveva il basic integrato (all’accensione, appariva immediatamente lo schermo vuoto la scritta ‘READY’ e il cursore lampeggiante).
Con molta facilità era possibile muovere oggetti grafici sullo schermo, creare effetti sonori, scrivere una logica complessa e infine accedere al linguaggio macchina, il livello più basso necessario a raggiungere la velocità di esecuzione necessaria ai videogiochi ‘tosti’.
Intanto avevo iniziato a frequentare il liceo artistico (la mia assoluta passione per il disegno e disperata determinazione verso l’attività creativa obbligarono mia madre a iscrivermi in questa scuola alla fine della quale solo il 3% degli iscritti trovava lavoro), un mondo nuovo, nuovi amici, e comunque tanto tempo libero, che dedicavo a tantissime cose diverse (programmare, videogiocare, studiare le funzioni, ecc.) che comunque erano una cosa sola: il computer e i videogiochi.
Essendo un nerd e considerandomi tale, nonostante le influenze rock sempre più forti di mio fratello, avevo una vita sociale limitata a un paio di amici e un cugino, e quindi dedicavo tutto il mio tempo libero al computer. Non desideravo altro.

Mentre nelle sale apparivano videogiochi di un livello grafico decisamente alto, con i primi lasergames (Laser Belt, Dragon’s Lair, Space Ace) e con esperienze ormai variegatissime (lo sforzo fisico per giocare ad Hyper Olympics, le sfide a più giocatori, le integrazioni col flipper –ormai destinato da tempo al suo tramonto, il mondo infinito di Xevious, la velocità d’azione quasi psichedelica di Gyruss, la tenerezza dei maialini di Pooyan, il rompicapo tridimensionale di Qbert, solo per dirne alcuni) io programmavo le mie prime avventure complesse, “l’Anfora del Dio Stellare”, l’ennesima avventura fantasy stavolta supportata da una logica abbastanza complessa, e “Fuga da Kreon 3”, un’avventura grafica –dove la descrizione testuale era sostituita da un’immagine che visualizzava la scena).

COME PUBBLICARE IL MIO PRIMO ADVENTURE?
Quando terminai l’Anfora del Dio Stellare, ovviamente non sapevo bene cosa farci. I miei amici e parenti ormai la conoscevano a perfezione, li avevo costretti a giocarci qualche milione di volte. Perciò pensai che la soluzione migliore fosse di mandarla direttamente alla Commodore Italia. Duplicai la cassetta, scrissi la lettera di accompagnamento in cui proponevo il gioco, ficcai tutto in una busta imbottita e spedii. La Commodore Italia a quel tempo doveva essere poco più di un ufficio commerciale istituito per seguire la distribuzione dei relativi homecomputer negli sparuti canali esistenti. Ovviamente non ottenni risposta. Devo dire che non rimasi più di tanto deluso, dentro di me non avevo molte aspettative.
Fuga da Kreon 3 non provai nemmeno a invarlo a qualcuno che lo potesse valutare.
Era il 1985.

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!