Appunti e memorie di Ivan Venturi

Fare Videogiochi

 
 

Scritto da admin il 27/11/2009 in 1541, c64, datasette, expert, floppy disk con Nessun commento


Rieccoci qui sui vecchi tempi!
Parliamo un po’ di hardware… senza entrare troppo in tecnicismi (perlomeno nel post… nei commenti, invece, liberi tutti!).

Quando iniziai a programmare la mia prima avventura su Commodore 64, “l’anfora del Dio Stellare” (ma il titolo lo decisi solo verso la fine), usavo l’hardware di base. Quindi:
- commodore 64
- televisione
- datasette, cioè il registratore a cassette della Commodore, che mi obbligò a diventare un esperto della regolazione dell’azimuth… (ma ti pare che uno che ha appena iniziato il liceo deve sbattersi così tanto? Col cacciavitino infilato nel buchino del registratorino, con mezzo giro in più o in meno ci si rendeva la vita sessantaquattriana un paradiso oppure un inferno)

Insomma: hardware di base. Salvavo una volta o due al giorno, e ci impiegavo 15-20 minuti. Sempre di più, man mano che il programma si allungava. E poi a volte succedeva qualche imprevisto: saltava la luce, si staccava una spina… la cassetta sulla quale salvavo e risalvavo, cancellando la precedente versione (che genio) si logorava… (tragedia! mi è successo una volta! Un’altra volta invece andò via la luce mentre stavo salvando. Persi qualcosa come dieci giorni di lavoro, ebbi la mia prima depressione da danno tecnologico!).

Imparai poi a usare i due lati della cassetta, un salvataggio da una parte, poi un salvataggio dall’altra, e a cambiarla abbastanza spesso.
Ma rimaneva l’attesa enorme!

Arrivò il turbo tape, che salvava e caricava a un decimo della velocità. Lo usai per un po’, ma poi mi resi conto che tutta quella velocità rendeva molto meno sicuro il salvataggio. Bastava molto meno logorio (o sfiga, in generale) perchè l’ultima versione del programma se ne andasse e non tornasse mai più.

Poi riuscii a comprare il DRIVE 1541, con quei bei flopponi disconi che facevano quel suono sboing sboig quando li comprimevi (non era una cosa bella, lo so). Un sacco di spazio, un sacco di velocità!
Il poter vedere il proprio programma che aumentava le proprie dimensioni in BLOCCHI!!!!
Davvero supermagico. Anche perchè cominciai ad avere accesso alle collection di giochi degli amici di mio fratello. Finita la dipendenza dall’elemosina piratesca altrui! Finita di chiedere a mio fratello ‘Quand’è che Stefan ci fa un’altra cassetta?’ (Stefan poi ce ne faceva, per fortuna. Anche perchè altrimenti sarei andato a dormire sotto casa sua in attesa…).
Per esempio, una volta tale Moreno ci presto la sua scatola di floppy disck e mi copiai qualche centinaio di giochi. Una meraviglia! Spendere i pomeriggi a giocare a nuovi videogiochi, vecchi e nuovi, mai brutti (altrimenti Moreno li avrebbe cancellati), a volte assurdi (chi si ricorda Stroker? geniale… una mortadella di peluche a chi indovina per primo!), selezionando quelli da copiarmi, passando una mezz’ora, un’ora a giocarne qualcuno particolarmente pazzesco. Davvero una sensazione magnifica. Penso che se dieci ragazze nude mi avessero ballato davanti, non mi sarei mosso. E’ una balla. Mi sarei LANCIATO. Ma non c’erano, quindi stavo deliziosamente come ipnotizzato da tutto quel bendidio tecnologico che avevo sotto mano. Quei pomeriggi scoprii, tanto per intenderci, SPACE TAXY, i primi giochi di Crowther… ah, nostalgia!
Insomma, il floppy disk fu un salto iperspaziale in avanti!

Le fasi di evoluzione successive furono sempre più ‘hacker’ e sempre più lontane dalla disponibilità del sessantaquattrista medio.

A un certo punto arrivò lo Speedos, quindi un collegamento parallelo tra il drive 1541 e il C64. Insomma, il caricamento e salvataggio da floppy, che ormai vedevo come lentissimo (avevo ormai rimosso i tempi di caricamento delle cassette…), diventò speedosissimo!
Se 3 fantastik! (perdonatemi il francesismo)

[ma che toni da deficiente che sto tenendo in questo post... dico io, ma mi ricordo oppure no che l'anno prossimo faccio quarant'anni?]

Dopo lo Speedos, poi vennero le cartucce con i ‘monitor’ per il linguaggio macchina. Ne usai un paio (sempre grazie alla longa manus di Stefan, che non potrò mai finire di ringraziare), finchè giunsi alla EXPERT. La svolta. Una nuova vita.
In qualsiasi momento, con qualsiasi situazione, anche col peggior crash in corso, TA-TA-TA’, si poteva ‘frizzare’ la situazione (congelarla) e vedere bella bella tutta la memoria, anche quella fantasma. Una figata! E poi, muovendo la levettina, tutto tornava esattamente come prima. Sempre che in stato di ‘freeze’ non si fossero effettuate modifiche.
Da quel momento, posso dire che iniziai a programmare in maniera davvero professionale.

Poi, cominciai ad accumulare C64 sulla mia scrivania. Con uno scrivevo il codice, con uno compilavo le parti in basic (blitz basic), con uno o due collaudavo. Il resto è storia.
Saludos!

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Nel 1987 ho fatto il primo videogioco della Simulmondo, prima software house italiana. Da allora ne ho fatti altre migliaia.
Dalla fine del millennio scorso faccio videogiochi educativi ed ora anche simulatori di guida e avventure di inquisitori medievali.
Poi nel 2003 ho fondato Koala Games, ora diventatata TIconBLU. E mi occupo di un bel po' di altre cose videoludiche varie.
E...VIVA I VIDEOGIOCHI ITALIANI!