La velocità in strada è causa di incidenti stradali e di maggiori emissioni inquinanti (oltre che di maggiori consumi, naturalmente). Obbligare anche i veicoli commerciali leggeri ad adottare i limitatori di velocità (“speed limiters”), già previsti per camion e autocarri, permetterebbe di ridurre significativamente le emissioni di CO2 e aumentare la sicurezza stradale. Ne sono convinti anche 9 italiani su 10, che secondo un sondaggio della Doxa commissionato dalle associazioni Amici della Terra, Legambiente e Terra!, sono favorevoli a questa ipotesi. Il 33% del campione propone che la velocità massima consentita dai dispositivi sia 90 km/h, mentre il 48% si spinge a 110 km/h.
Secondo i dati ACI/Istat relativi al 2009, i veicoli destinati al trasporto merci (tra cui quelli commerciali leggeri) causano il 30% degli incidenti stradali. Il rapporto “Speed limiters for vans in Europe: Environmental and safety impacts” di Transport & Environment afferma che limitare la velocità a 100 km/h porterebbe a una riduzione delle emissioni di CO2 del 7%, e un calo degli incidenti del 46%.
“L’unione Europea ha già ceduto lo scorso febbraio alle richieste delle lobby automobilistiche approvando obiettivi blandi per gli standard di emissioni per i veicoli commerciali, 147 grammi di CO2 per chilometro entro il 2020 rispetto ai 135 previsti inizialmente”, affermano le associazioni promotrici del sondaggio. “Ora è necessario cambiare rotta e proseguire nella strategia di riduzione delle emissioni da parte dei trasporti, uno dei settori maggiormente responsabile dei cambiamenti climatici, anche attraverso la modifica degli stili di guida e delle regole della circolazione stradale a beneficio, oltre che dell’ambiente, anche della sicurezza dei cittadini”.
Fonte: repubblica.it


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