simulazione guida

In GuidaTuPro, quando ci si trova in coda allo stop, le auto più indisciplinate dietro di noi suonano il clacson...

Che rumore vorreste che avesse il traffico del futuro, immaginando di dire addio al vecchio motore a scoppio? Un ronzio profondo o acuto? Un suono da astronave stile fantascienza anni Cinquanta? Un fruscio costante, come quello di un pezzo di carta tra i raggi di una bicicletta? O un rumore da videogioco? Non è una domanda oziosa: l’Unione Europea dovrà dare una risposta entro la fine dell’anno.

Tutto nasce dalle automobili elettriche o a idrogeno, che come si sa sono estremamente silenziose. Anche troppo: il rischio infatti è che pedoni, ciclisti e altri utenti della strada non sentendo alcun rumore non si accorgano del loro arrivo. Così, quello che potrebbe essere un pregio, rischia di trasformarsi in fonte di pericolo. Ecco perché l’univesità britannica di Warwick sta sperimentando varie soluzioni “sonore” da abbinare alle vetture di nuova generazione (una scelta che, di fatto, influirà sul paesaggio acustico delle città del futuro). Impresa non facile: infatti il suono prescelto deve in qualche modo essere istintivamente associato ai mezzi di trasporto da parte degli utenti della strada.

I risultati della ricerca verranno quindi inviati all’Unione Europea, che dovrà emanare una legge che obbligherà le case automobilistiche a rendere rumorose le loro vetture elettriche o a idrogeno. La speranza è che si trovi un compromesso tra il bisogno di limitare l’inquinamento acustico dei centri urbani e le esigenze di sicurezza stradale.

Fonte: repubblica.it

GuidaTuPro simula anche la guida in stato di ebbrezza, a seconda di quanto e cosa si è bevuto

Come contrastare la piaga della guida in stato di ebbrezza? In Cina hanno deciso di andarci giù pesanti: il 22 aprile scorso, infatti, è stato varato dal Comitato permanente dell’Assemblea popolare nazionale un emendamento della legge sulla sicurezza stradale , che prevede la revoca a vita della patente per chi, messosi al volante dopo aver bevuto alcolici, causa gravi incidenti stradali. In sostanza, gli incidenti provocati da automobilisti ubriachi sono considerati veri e propri crimini, verso i quali il governo cinese ha deciso di mostrare “tolleranza zero”.

Completamente diverso l’approccio tedesco: in Germania si sta pensando a un progetto di legge per l’introduzione dell’ “Alkollock”, una sorta di etilometro montato all’interno dell’abitacolo nel quale bisogna soffiare prima di avviare il mezzo. Se il conducente ha superato il tasso alcolemico consentito, il congegno blocca l’avviamento dell’auto. A quanto pare, però, il sistema sarà operativo soltanto su base volontaria: il Ministero dei Trasporti tedesco sostiene infatti che non si può imporre a tutti di spendere circa mille euro per installare il dispositivo sulla propria auto. La Svezia, per ovviare a questo problema, ha stabilito che l’etilometro blocca-motore sarà di serie in tutte le auto nuove a partire dal 2012. Anche la Commissione Europea starebbe studiando un sistema per introdurre il congegno in tutti i Paesi dell’Ue. Resta un dubbio: come si fa ad assicurarsi che a soffiare nell’etilometro sia effettivamente il conducente? Insomma, sicuramente il sistema contribuirebbe a ridurre il fenomeno, ma resta il fatto che a monte non si può prescindere da una campagna di educazione e sensibilizzazione sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza.

Già il fatto che nel nostro Paese, attualmente, non esista nessun conteggio ufficiale degli incidenti e delle vittime causate dalla guida in stato di ebbrezza fa riflettere: come si fa ad attuare un’efficace strategia di contenimento di un fenomeno, se non se ne conosce neanche approssimativamente l’entità?

Fonti: sicurauto.it, asaps.it

quadricicli

Con il simulatore GuidaTuPro si possono scegliere vari veicoli, tra cui le minicar

E se smettessimo di chiamarle “minicar” o “microcar”?
A conti fatti, i “quadricicli” non sono delle automobili in versione ridotta, come il soprannome con cui vengono chiamate lascerebbe supporre. Non si tratta infatti solo di dimensioni, ma anche di peso, che per legge non può superare i 350 kg. Già questa “leggerezza” le rende molto meno sicure di una vera automobile; insomma ci sono evidenti limiti (di sicurezza in primis) per cui bisognerebbe sfatare il luogo comune che spinge molti genitori a comprare quadricicli ai propri figli nella convinzione che questi mezzi siano sostanzialmente simili alle vetture.

Purtroppo ci si è messa anche l’Unione Europea, che nella nuova bozza di direttiva sull’omologazione dei motocicli li definisce, appunto, “minicar”. Contribuendo così a confondere le idee ai consumatori europei, che credono di comprare mini automobili e invece si ritrovano con “ciclomotori carrozzati”. Con tutti i rischi (soprattutto legati alla percezione di sicurezza) che questo comporta.

Fonte: mauriziocaprino.blog.ilsole24.com

 
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