GuidaTuPro simula anche la guida in stato di ebbrezza, a seconda di quanto e cosa si è bevuto

Come contrastare la piaga della guida in stato di ebbrezza? In Cina hanno deciso di andarci giù pesanti: il 22 aprile scorso, infatti, è stato varato dal Comitato permanente dell’Assemblea popolare nazionale un emendamento della legge sulla sicurezza stradale , che prevede la revoca a vita della patente per chi, messosi al volante dopo aver bevuto alcolici, causa gravi incidenti stradali. In sostanza, gli incidenti provocati da automobilisti ubriachi sono considerati veri e propri crimini, verso i quali il governo cinese ha deciso di mostrare “tolleranza zero”.

Completamente diverso l’approccio tedesco: in Germania si sta pensando a un progetto di legge per l’introduzione dell’ “Alkollock”, una sorta di etilometro montato all’interno dell’abitacolo nel quale bisogna soffiare prima di avviare il mezzo. Se il conducente ha superato il tasso alcolemico consentito, il congegno blocca l’avviamento dell’auto. A quanto pare, però, il sistema sarà operativo soltanto su base volontaria: il Ministero dei Trasporti tedesco sostiene infatti che non si può imporre a tutti di spendere circa mille euro per installare il dispositivo sulla propria auto. La Svezia, per ovviare a questo problema, ha stabilito che l’etilometro blocca-motore sarà di serie in tutte le auto nuove a partire dal 2012. Anche la Commissione Europea starebbe studiando un sistema per introdurre il congegno in tutti i Paesi dell’Ue. Resta un dubbio: come si fa ad assicurarsi che a soffiare nell’etilometro sia effettivamente il conducente? Insomma, sicuramente il sistema contribuirebbe a ridurre il fenomeno, ma resta il fatto che a monte non si può prescindere da una campagna di educazione e sensibilizzazione sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza.

Già il fatto che nel nostro Paese, attualmente, non esista nessun conteggio ufficiale degli incidenti e delle vittime causate dalla guida in stato di ebbrezza fa riflettere: come si fa ad attuare un’efficace strategia di contenimento di un fenomeno, se non se ne conosce neanche approssimativamente l’entità?

Fonti: sicurauto.it, asaps.it

simulatore stato di ebbrezza

GuidaTuAuto permette di simulare anche la guida in stato di ebbrezza, in base agli alcolici consumati

Il 21,5% dei giovani tra 20 e 24 anni ha guidato almeno una volta nella vita dopo aver bevuto, percentuale che sale al 25,2% per i 25-34enni e al 24% per i 45-54enni, mentre per i più giovani (16-19 anni) è dell’8%. È il dato che emerge dalla VI Indagine DOXA sugli Italiani e l’Alcool (Consumi, tendenze ed atteggiamenti in Italia), realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Permanente Giovani e Alcool. Il dato è ancora più preoccupante se si considera che nella maggior parte dei casi si tratta di un comportamento più o meno abituale e dunque reiterato più volte.

Altrettanto significativo è il fatto che solo il 38% dei guidatori intervistati ha saputo indicare il tasso alcolemico che non può essere superato quando si è alla guida (0,5%) Fra i guidatori a rischio, in particolare, con recenti esperienze di guida dopo consumi eccessivi, quasi  la metà (49%) ha considerato il limite attuale giusto o anche troppo alto, cioè troppo permissivo, ma quasi altrettanti (48%) hanno giudicato invece il limite di consumo attuale troppo basso, cioè troppo restrittivo.

Questi dati confermano il fatto che la guida in stato di ebbrezza è un comportamento diffuso, e che la prevenzione deve passare in primis attraverso una vasta campagna di informazione e iniziative di sensibilizzazione sia sulle norme vigenti in materia, che – soprattutto – sui rischi che si corrono. Campagna che, per essere efficace, deve coinvolgere istituzioni, forze dell’ordine e attori sociali (associazioni, enti, organizzazioni no profit) in una rete sempre più vasta e capillare: nelle scuole e nelle discoteche, nei locali e lungo le strade.

Per scaricare una sintesi dell’indagine, clicca qui.

Fonte: www.alcol.net

Nel 2010 sono diminuiti incidenti stradali e numero di vittime e feriti: il dato però si riferisce soltanto alle rilevazioni fatte da Polizia Stradale e Carabinieri che, come ricorda l’Asaps, costituiscono il 35% circa del totale. Il restante 65% degli incidenti viene infatti rilevato dalle Polizie locali, con dati che verranno resi noti dall’Istat soltanto a fine anno.

Fatta questa doverosa precisazione, il bilancio è abbastanza positivo, con un calo dell’incidentalità del 5,7% (104.437 sinistri): diminuiscono anche i feriti (75.463, il 6% in meno rispetto al 2009) e i morti (2.444, il 3,2% in meno).

Dando un’occhiata ai controlli effettuati, i conducenti sottoposti alla prova dell’etilometro sono stati 1.643.135 (il 3,3% in più rispetto al 2009): di questi, 40.271 sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza. Secondo l’Asaps (e anche secondo noi) si può fare di più: etilometri e narcotest dovrebbero comparire in tutti i controlli effettuati, aumentando in particolare l’impegno delle Polizie locali, visto che con il nuovo Codice della Strada le sanzioni per guida in stato di ebbrezza con valori alcolemici fino a 0,8 vengono incassate dalle amministrazioni locali. Anche il dato sui conducenti fermati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti risulta ancora esiguo: 4.244. Confidiamo in un aumento dei controlli con l’adozione dei nuovi narcotest.

Infine, ecco i dati sui controlli del “sabato sera”: 321.781 le operazioni di rilevazione effettuate con etilometro. Il 7,6% è risultato positivo al test (nel 2009 era l’8,7%), con una netta prevalenza degli uomini (21.924) rispetto alle donne (2.669).

Fonte: asaps.it

simulatore guida stato di ebbrezza

GuidaTuPro permette di simulare la guida in stato di ebbrezza

I danni sociali provocati dall’abuso di alcolici sono maggiori di quelli derivanti da eroina, cocaina e altre sostanze stupefacenti. Lo afferma il prof. David Nutt, in uno studio pubblicato su Lancet insieme al farmacologo Leslie King e all’economista Lawrence Philips. Calcolando il solo danno individuale, l’alcol si trova al quarto posto rispetto ad altre sostanze che provocano dipendenza; ma considerando il danno sociale (cioè le conseguenze sulla comunità, dai conflitti familiari ai costi economici) si trova al primo posto, risultando tre volte più dannoso della cocaina e del tabacco e cinque volte più del mefedrone.

Lo studioso chiede che vengano prese misure per contrastare gli effetti dell’alcolismo “passivo”, così come è stato fatto per il “fumo passivo”. Come ben sappiamo, tra i costi sociali dell’abuso di alcol rientrano anche gli incidenti stradali, spesso provocati da automobilisti che guidano in stato di ebbrezza.

È bene ricordare che il nuovo codice della strada prevede il tasso alcolemico zero per neopatentati e autisti di professione. Resta il fatto che i controlli sono ancora insufficienti, visto che nel 2009 soltanto l’11% dei fermati dalle forze dell’ordine è stato sottoposto all’etilotest (dati dell’Istituto Superiore di Sanità).  Aldilà di norme e controlli, si tratta di lavorare sulla prevenzione, diffondendo tra giovani e adulti la consapevolezza sui rischi e le conseguenze derivanti dal mettersi al volante dopo aver bevuto alcolici.

Fonte: repubblica.it

In autostrada il pericolo arriva dai mezzi pesanti. Soprattutto se sono guidati dai cosiddetti camionisti-schiavi, costretti dalla committenza a fare turni di guida massacranti, al di fuori di qualsiasi regolamento o tutela: secondo una stima citata da Repubblica, sarebbero il 30% del totale, che per non incappare nei controlli guidano soprattutto la notte, tenendosi svegli a forza di caffè o, peggio, di amfetamine. Sempre sul filo del colpo di sonno, mettono a serio repentaglio la loro vita e quella degli altri, caricando i mezzi ben oltre il limite consentito. Ogni giorno sulle strade e autostrade italiane circola un milione di mezzi pesanti, guidati da autisti di tutte le nazionalità. Nel 2008 i tir sono stati coinvolti in 13.836 incidenti che hanno causato ben 274 morti e 10.483 feriti. Nel 37% degli incidenti avvenuti in autostrada c’era di mezzo un tir. Nel 60% dei casi si è trattato di tamponamenti, provocati soprattutto da colpi di sonno, distrazione, alta velocità e mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Le ultime novità del codice stradale hanno introdotto norme importanti come il tasso alcolemico nullo per gli autisti di professione e la corresponsabilizzazione dei committenti nella condotta di guida dei dipendenti, ma non basta. Occorre infatti intervenire a monte del problema, aumentando i controlli nelle aziende di autotrasporti. Queste sempre più si muovono nell’illegalità, praticando il subappalto selvaggio. Un fenomeno causato anche dalla sempre maggiore infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo dell’autotrasporto. Si tratta di un problema che le istituzioni devono farsi carico di affrontare, perché mette in pericolo la sicurezza di tutti: degli autisti di questi mezzi come degli altri utenti della strada.

Fonte: repubblica.it

simulatore guida scuole

Il simulatore di guida 3D GuidaTuPro

Si avvicina l’approvazione del nuovo Codice della Strada: la settimana prossima il testo dovrebbe arrivare in Senato, per l’approvazione definitiva.
Per quanto riguarda gli ultimi emendamenti approvati alla Camera, spicca il ritiro a vita della patente per i pirati della strada responsabili per due volte del reato di omicidio colposo, il “tasso zero” di alcol imposto a professionisti della guida e a neopatentati, mentre è stata ritirata la proposta del casco obbligatorio per i ciclisti e del seggiolino per i bambini trasportati in bici.
Altra novità importante sarà l’obbligo per i Comuni a destinare davvero il 50% delle sanzioni incassate con le multe a interventi per il miglioramento della sicurezza stradale: dalla manutenzione delle strade e della segnaletica, alle iniziative di prevenzione, come l’educazione stradale nelle scuole. I Comuni inadempienti dovranno pagare sanzioni fino al 30% sul 50% delle multe incassate dalle amministrazioni locali.
Il disegno di legge potrebbe diventare operativo già a partire da questa estate, ma prima occorre aspettare il passaggio del provvedimento al Senato, che sarà il quarto e, probabilmente, l’ultimo.

Fonte: www.repubblica.it

 
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