
L'infopoint con il simulatore di guida
“Un’esperienza positiva” quella della ULSS di Bussolengo, che ha inserito l’uso del simulatore 3D GuidaTuPro in alcune attività di sensibilizzazione di giovani e adulti sui rischi della guida sotto effetto di alcolici e/o sostanze stupefacenti. Ne abbiamo parlato con Andrea Saccani e Ilario Ceschi, rispettivamente Educatore Professionale e Psicologo dell’Unità di Prevenzione Dipendenze Ser.T di Bussolengo, che ci hanno raccontato il progetto.
Come è nata la vostra iniziativa e qual era il suo obiettivo?
“L’iniziativa è nata un anno fa con l’acquisto attraverso un progetto regionale del programma del simulatore GuidaTuPro creato dalla Koala Games per la guida con autoveicoli; tale programma, economicamente più accessibile nella versione ‘desktop’ (mentre invece la versione completa sarebbe un po’ troppo cara per una piccola realtà locale) è stato acquistato nel kit ridotto “programma più comandi” e poi integrato col sedile di guida acquistato su Internet attraverso siti dedicati e poi assemblato dagli operatori. Il simulatore è stato acquistato per essere usato nell’ambito di sagre e feste della birra, dove come ULSS siamo presenti con un infopoint sul bere consapevole, ed è stato utilizzato per la sua capacità di attrazione”.
Quali sono state le fasi del progetto?
“Dopo una prima fase di apprendimento dell’uso dello strumento da parte degli operatori, c’è stata la sperimentazione e l’approccio da parte di ragazzi e adulti, che è stata assolutamente positiva. Il simulatore viene usato all’interno dei due progetti “Tutor” e “Prevenzione incidenti a scuola”, lasciando provare ai ragazzi una guida virtuale sotto l’effetto di alcolici e/o stupefacenti, mentre nel caso dell’infopoint abbiamo limitato l’uso del simulatore solo ai patentati, per tagliare fuori dall’esperimento l’orda di ragazzini attratti dal gioco”.
Com’è strutturato esattamente l’infopoint?
“L’uso del simulatore è affiancato a prove alcolimetriche e informazioni sul bere consapevole. Si utilizza il simulatore al’esterno dell’infopoint proiettando l’immagine su un maxischermo o un televisore in modo molto appariscente e attrattivo, facendo provare una “guida alterata” e invitando poi il fruitore a raccontare come percepiva i suoi riflessi e la sua esperienza di guida. L’obiettivo primario (l’unico accettabile in un contesto di questo tipo) è quello di salvaguardare la patente evitandone il ritiro; successivamente, però, attraverso le tecniche del colloquio motivazionale, gli operatori spingono i fruitori a riflettere sul senso del bere, e sui danni e le conseguenze che questo comporta”.
E per quanto riguarda l’esperienza con le scuole?
“In questo caso si tratta di un approccio diverso. Qui il simulatore di guida funge da momento sì attrattivo, ma soprattutto di stimolo alla discussione: in tale contesto infatti è possibile far provare e vedere le differenze della guida nelle diverse situazioni e partire da queste per un confronto ed una discussione con i ragazzi”.

Il simulatore GuidaTuPro viene usato per testare la guida sotto effetto di alcolici in feste e sagre
Avete potuto trarre conclusioni dalle sessioni di guida simulata fatte? Com’erano in generale i comportamenti di guida simulata?
“I comportamenti alla guida dipendono molto dal contesto e dal pubblico che c’è intorno ai ragazzi; ci sono quelli che prendono la cosa seriamente (si percepisce una riflessione sull’attività), mentre altri si mettono alla guida tanto per fare. L’ideale sarebbe far fare loro una doppia guida, una da lucidi e una in stato psicofisico virtuale “alterato”, per poter verificare il reale impatto sulla guida dovuto all’abuso di sostanze alcoliche, piuttosto che porre l’attenzione sulle inevitabili differenze tra un’auto vera e un simulatore”.
Eventuali progetti per il futuro?
“Sicuramente un’implementazione dell’attività, stando però attenti a non “svendere” e a non inflazionare il simulatore per non renderlo troppo accessibile: in alcuni casi, per esempio, l’utilizzo è stato “regalato” come premio per la compilazione di questionari. Un’altra ipotesi di utilizzo potrebbe essere quella di realizzare un contesto “più protetto” in cui elaborare un percorso preciso: una specie di scuola guida virtuale con più postazioni dove far provare le diverse modalità di guida a un gruppo limitato di ragazzi, passando da condizioni di “sballo” (guida simulata sotto effetto di alcol o stupefacenti) a condizioni di lucidità. Interessante potrebbe essere anche l’utilizzo del “GuidaTu Moto” per i ragazzi senza patente”.
Quale bilancio complessivo potete fare di questa esperienza?
“Diremmo positiva, accattivante, di richiamo: i fruitori si sono mostrati curiosi e interessati. Soprattutto, questo strumento offre un modo di comunicare con i ragazzi attraverso un linguaggio – come quello dei videogiochi – a loro molto consono”.