moto preferenzialePuò essere difficile, a volte, conciliare esigenze del traffico ed esigenze della sicurezza stradale.  Ma a nostro parere, quando ciò accade, dovrebbero prevalere le ragioni della sicurezza. Non sembra pensarla così il Comune di Roma, che dopo aver aperto, in via sperimentale per tre mesi, alcune corsie preferenziali della Capitale all’accesso di scooter e moto, starebbe pensando di fare altrettanto con le corsie d’emergenza del Grande Raccordo Anulare. Secondo il vicesindaco di Roma, Mario Cutrufo, ciò renderebbe più scorrevole la circolazione e migliorerebbe la sicurezza, evitando alle moto di esibirsi in pericolosi slalom tra i veicoli.

Tassisti, ciclisti e autisti di autobus sono già insorti ritenendo pericolosa la sperimentazione sulle preferenziali. Ma per le corsie di emergenza il rischio sarebbe ulteriore: ricordiamo infatti che, in base al Codice della Strada, esse sono destinate al transito delle Forze dell’Ordine, ambulanze e Vigili del Fuoco, e alla sosta momentanea di mezzi in avaria o di guidatori colpiti da malore. L’unica possibilità concessa dal Codice è quella che permette alle due ruote di occupare momentaneamente, e solo in caso di ingorgo, le corsie di emergenza per il breve tratto (500 m) precedente allo svincolo di uscita che si intende imboccare.

La proposta del Comune di Roma, quindi, sarebbe impraticabile, a meno che il parlamento non decida di rimettere mano al Codice della Strada. Ma al di là di questa ipotesi, poco realistica, l’idea ci sembra deleteria per la sicurezza stradale. Sono molti i campi in cui si può intervenire per prevenire incidenti stradali dentro e fuori le città, manutenzione delle strade e delle infrastrutture in primis, e puntando – non ci stancheremo mai di ripeterlo – sull’educazione a una guida sicura e responsabile da parte di tutti gli utenti della strada.

Fonte: repubblica.it

Nelle grandi città italiane sono diminuiti gli incidenti stradali. Secondo i dati inediti dei Comandi di Polizia municipale presentati dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Upi (Unione delle Province d’Italia) nel 2010, nei grandi centri urbani, le morti in seguito ad incidente stradale sono calate del 22% rispetto al 2007 (da 449 a 348 morti). C’è poi un altro dato interessante: le cosiddette “stragi del sabato sera” avvengono soprattutto su strade extraurbane e autostrade: nelle città metropolitane infatti la gran parte degli incidenti mortali (71%) avviene durante la settimana, tra lunedì e venerdì.

Ridurre gli incidenti mortali nelle città è dunque possibile. Ne sono convinte Anci e Upi, che nella conferenza di presentazione delle attività per il 2011 dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza stradale hanno fatto un appello al governo: adottare le direttive europee sulla sicurezza stradale entro almeno il 2015, e non il 2021, come previsto dal decreto recentemente varato.
La direttiva europea è importante perché suggerisce una serie di azioni importanti per l’incremento della sicurezza delle strade della rete pubblica transeuropea, e che per “buona prassi” andrebbero estese anche a tutte le altre strade nazionali costruite con i finanziamenti europei. Essa prevede valutazioni d’impatto e audit per controllare e valutare il livello di sicurezza delle strade, ispezioni indipendenti, e una serie di misure come il miglioramento di segnaletica e manto stradale, la costruzione di corsie di emergenza e aree di sosta.
“I dati dimostrano che ridurre gli incidenti mortali, nonché le conseguenze nefaste che questi portano anche in termini di costi sociali, si può e si deve fare” ha detto Sergio Chiamparino, presidente dell’Anci. “È un tema che ci sta profondamente a cuore, un tema rispetto al quale siamo convinti che le ragioni delle comunità debbano prevalere su tutte le altre”.
Speriamo che alle parole seguano i fatti, e che il governo accolga la richiesta di Anci e Upi.

Fonte: anci.it

simulatore di guida

GuidaTuPro permette di simulare la guida in stato di ebbrezza, per sensibilizzare giovani e adulti sui rischi

L’incidentalità sulle strade è legata al mancato rispetto delle norme stradali, associato a un basso livello di attenzione e a una scarsa percezione di quelli che sono i comportamenti pericolosi. Lo confermano anche i dati relativi ai minori coinvolti negli incidenti stradali resi noti dall’Aci: nel 2009 i giovani infortunati sono stati 27.864: di questi 192 sono deceduti (100 viaggiavano sulle due ruote). Le ore più rischiose risultano quelle corrispondenti all’ingresso e all’uscita di scuola, e agli spostamenti del pomeriggio per svolgere attività sportive o di altro tipo. Nelle ore notturne invece il picco si ha ­– com’era prevedibile ­– nel weekend, tra la mezzanotte e le quattro del mattino.

Da segnalare anche il fatto che il tasso di mortalità per chi è a bordo del mezzo è più alto per le minicar rispetto ai ciclomotori: una conferma della pericolosità delle microvetture. Distrazione, mancato rispetto della segnaletica stradale e della distanza di sicurezza restano le cause più diffuse di incidenti che vedono i giovani alla guida.

Anche i dati di un’indagine condotta da SWG per il Moige – movimento genitori sono interessanti e rivelano una questione troppo spesso ignorata: lo scarso livello di attenzione e di consapevolezza dei genitori nei confronti dei comportamenti di guida adottati dai figli minorenni. Solo 5 genitori su 10 (57%) parlano di sicurezza stradale e regole di condotta alla guida con i figli, mentre il 51% permette a minori di 12 anni di sedere sul sedile anteriore. Un genitore su 3 (33%) inoltre non fa indossare sempre le cinture di sicurezza e solo nel 22% dei casi viene utilizzato il seggiolino.

Per quanto riguarda le cause degli incidenti, è sintomatico che solo il 12% ritiene che tra le principali vi sia l’alterazione di condizioni fisiche e mentali (sonno, ubriachezza, abuso di sostanze), mentre il mancato rispetto delle norme di sicurezza è indicato solo dal 20% dei genitori. È evidente che c’è ancora molto da fare sul fronte dell’educazione alla sicurezza e alla prevenzione degli incidenti, sia nei confronti dei giovani che degli adulti, i quali dovrebbero essere i primi a fornire ai loro figli le basi per un corretto comportamento sulla strada.

È proprio questo uno degli obiettivi della campagna “Corri il rischio: vivi sicuro!” promossa dal Moige con il contributo del Ministro della Gioventù e con i patrocini di Aci, Polizia Stradale, Fondazione Ania per la Sicurezza stradale e Soc.i.tra.s. – Società italiana di Traumatologia della Strada, rivolta a studenti e  genitori di 8 regioni italiane, con open day informativi, test di simulazione e quiz interattivi. Per maggiori informazioni clicca qui.

Fonte: vita.it

GuidaTuPro può simulare il colpo di sonno durante la guida

Dal colpo di sonno alla guida sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti, dalla distanza di sicurezza all’uso delle cinture di sicurezza, dalla guida con maltempo alla sicurezza dei bimbi in auto: sono alcuni dei temi su cui Autostrade per l’Italia ha scelto di sensibilizzare gli automobilisti italiani nel corso del 2011.

“I 12 mesi della sicurezza stradale” è il nome dell’iniziativa, che vede la partecipazione di Polizia Stradale, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, Asaps, Quattroruote, CCISS e RTL 102.5. Ogni mese verrà dedicato a un tema su cui fare prevenzione, sfatando i luoghi comuni e suggerendo i corretti comportamenti di guida per viaggiare in sicurezza e prevenire gli incidenti. Gennaio vede come “protagonista” il colpo di sonno, che secondo i dati di Autostrade per l’Italia costituisce la causa di 1 incidente su 5. Va inoltre sottolineato che di notte il tasso di mortalità è 5 volte superiore rispetto al resto della giornata. Nonostante questo, 1 conducente su 2 non ha problemi a mettersi alla guida anche con un deficit di sonno.

GuidaTuPro, il simulatore di guida di Koala Games, tra le varie opzioni permette anche di simulare in maniera realistica il colpo di sonno, con un restringimento progressivo e a volte repentino del campo visivo. In questo modo l’utente ha la possibilità di sperimentare in prima persona le conseguenze gravi del mettersi alla guida in condizioni di sonno arretrato, o anche dopo un pasto pesante (altra causa potenziale di colpi di sonno).

Vale la pena ricordare che, aldilà dei luoghi comuni, il colpo di sonno è improvviso e non lascia il tempo per accorgersi che sta arrivando. Ecco perché il consiglio è di programmare gli spostamenti e mettersi al volante in piena forma. “Anche se si è riposati è importante fare delle frequenti pause, dai 10 ai 20 minuti ciascuna almeno ogni due ore. Alla prima avvisaglia di stanchezza fermatevi in un’area di servizio se non volete correre pericoli”, ricorda Lorenzo Lo Presti, condirettore generale di Autostrade –. “Inoltre, ricordo che, al fine di sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza di fermarsi in area di servizio per una pausa, Autostrade per l’Italia, insieme ai partner della ristorazione, offre il “caffè gratis”, dalle 00.00 alle 05.00, nelle aree di servizio aderenti all’iniziativa.”

Cliccando qui potete scaricare il Calendario 2011 della Sicurezza Stradale realizzato da Austrade per l’Italia, con illustrazioni di giovani autori e utili consigli sulla guida sicura e responsabile.

 
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