Buone notizie dai dati sugli incidenti stradali relativi al primo trimestre 2011. I numeri forniti dalla Polizia Stradale (e relativi, è bene precisarlo, soltanto ai rilievi fatti da Polizia Stradale e Carabinieri) fanno registrare un calo di incidenti: dai 10.956 del 2010 ai 9.367 di quest’anno, con un -14,5%. Diminuisce anche il numero dei morti sulla strada (261, ovvero 28 in meno). Per quanto riguarda i più giovani, gli under 30 deceduti in incidenti stradali sono stati 95 (rispetto ai 110 del 2010). Altro dato molto incoraggiante è quello sulla mortalità notturna: nel 2010 persero la vita 104 persone, calate a 81 nel 2011: un calo del 22,1%.
Purtroppo c’è un dato negativo, ed è quello relativo alle due ruote: 54 sono stati gli incidenti mortali con moto e scooter. Rispetto ai 46 dello scorso anno sono 8 in più, con un incremento del 17,4%. Segno che ancora molto lavoro c’è da fare in termini di sicurezza stradale per gli utenti delle due ruote.
Le cinture di sicurezza possono salvarci la vita. Ma quanti sono i passeggeri che le utilizzano nei sedili posteriori? Eppure ricordiamo che l’articolo 172 del Codice della Strada prevede l’obbligo di cinture per tutti gli occupanti di un auto, inclusi quelli seduti dietro.
Sensibilizzare sull’uso delle cinture di sicurezza è l’obiettivo della campagna europea “Seatbelt”, realizzata da Tispol, il network delle Polizie Stradali europee. La campagna prevede operazioni congiunte di controlli sulle strade e rilevazione delle violazioni, oltre a campagne tematiche che coinvolgeranno tutti i paesi europei. Dallo scorso 7 marzo e fino al 13 marzo, anche sul territorio italiano, le forze di polizia effettueranno controlli sull’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte di conducenti e passeggeri di tutti i veicoli. Il 18 marzo verranno quindi resi noti i risultati dei controlli. Nel 2010 sono state 140.818 le infrazioni di questo tipo rilevate da Polizia Stradale e Carabinieri.
Quali sono le sanzioni per chi non indossa cinture di sicurezza o non utilizza i dispositivi di sicurezza per i bambini? Una multa da 76 a 306 euro, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente. In caso la violazione venga rilevata per almeno due volte nell’arco di due anni, scatta anche la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Insomma: indossate la cintura e fatela indossare a tutti i passeggeri che salgono nella vostra auto: ne guadagnano le vostre tasche, ma, soprattutto, la vostra sicurezza!
Nel 2010 sono diminuiti incidenti stradali e numero di vittime e feriti: il dato però si riferisce soltanto alle rilevazioni fatte da Polizia Stradale e Carabinieri che, come ricorda l’Asaps, costituiscono il 35% circa del totale. Il restante 65% degli incidenti viene infatti rilevato dalle Polizie locali, con dati che verranno resi noti dall’Istat soltanto a fine anno.
Fatta questa doverosa precisazione, il bilancio è abbastanza positivo, con un calo dell’incidentalità del 5,7% (104.437 sinistri): diminuiscono anche i feriti (75.463, il 6% in meno rispetto al 2009) e i morti (2.444, il 3,2% in meno).
Dando un’occhiata ai controlli effettuati, i conducenti sottoposti alla prova dell’etilometro sono stati 1.643.135 (il 3,3% in più rispetto al 2009): di questi, 40.271 sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza. Secondo l’Asaps (e anche secondo noi) si può fare di più: etilometri e narcotest dovrebbero comparire in tutti i controlli effettuati, aumentando in particolare l’impegno delle Polizie locali, visto che con il nuovo Codice della Strada le sanzioni per guida in stato di ebbrezza con valori alcolemici fino a 0,8 vengono incassate dalle amministrazioni locali. Anche il dato sui conducenti fermati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti risulta ancora esiguo: 4.244. Confidiamo in un aumento dei controlli con l’adozione dei nuovi narcotest.
Infine, ecco i dati sui controlli del “sabato sera”: 321.781 le operazioni di rilevazione effettuate con etilometro. Il 7,6% è risultato positivo al test (nel 2009 era l’8,7%), con una netta prevalenza degli uomini (21.924) rispetto alle donne (2.669).
Si chiama “Brindo con Prudenza” ed è la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale promossa dalla Fondazione Ania per la Sicurezza Stradalee dalla Polizia Stradale, giunta alla quinta edizione. Nei locali che aderiscono, durrante i fine dettimana delle festività natalizie, ai ragazzi viene consegnato materiale informativo sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza; ad alcuni di loro viene quindi applicato un braccialetto con la scritta “I’m Bob”: i “Bob” si prendono l’impegno di non bere e restare sobri, per riaccompagnare a casa i loro amici. Al termine della serata il loro stato viene verificato con l’etilometro, e se avranno mantenuto l’impegno, riceveranno dei gadget in omaggio per sé e per i loro amici. “Brindo con Prudenza” coinvolgerà i locali di Varese, Brescia, Trento e Rimini; parallelamente, la Polizia rafforzerà i controlli sulle principali direttive della “movida” notturna: ai ragazzi che risulteranno sobri verrà consegnato dagli agenti un ingresso gratuito in discoteca per il weekend successivo.
Il progetto coinvolge anche circa 60 scuole medie superiori di Varese, Brescia, Trento, Rimini e Riccione: ai ragazzi verranno distribuite schede didattiche e materiale informativo sulla guida sicura.
Un’iniziativa importante ma che andrebbe estesa all’intero territorio nazionale, considerando che gli incidenti stradali continuano ad essere la prima causa di morte tra i giovani: nel 2009 sono morti 950 ragazzi tra i 18 e i 29 anni, e il 42,9% è avvenuto tra le 22 e le 6 del mattino.
Una brutta notizia per la difficile battaglia della sicurezza stradale: si inverte la tendenza positiva degli ultimi anni, che aveva visto diminuire costantemente i morti sulle autostrade italiane. I dati forniti dall’Associazione vittime della strada e dall’Asaps, basati a loro volta su quelli del ministero dell’Interno, della Polizia stradale e dei Carabinieri, parlano di 246 morti nei primi nove mesi del 2010: ben 31 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+14,4%). Incidenti leggermente meno numerosi (-1,3%) ma, evidentemente, più gravi, considerando che tra i deceduti ci sono anche sette bambini.
Appare comunque difficile capire le ragioni di questa inversione di tendenza. L’Asaps si chiede quanto pesano possano avere avuto fattori come l’abuso di alcol, droghe o i colpi di sonno, visto che in molti casi si tratta di incidenti causati da uscite di strada improvvise o da tamponamenti. Ma, continua l’Asaps, anche il dibattito sull’innalzamento del limite sulle autostrade a 150 km/h potrebbe aver favorito un calo di attenzione sui pericoli della velocità. È comunque un fatto che se si vuole tornare ad avere i risultati incoraggianti degli anni scorsi occorre scoprire al più presto le cause di questo improvviso aumento dell’incidentalità, rendendo più efficace il lavoro di prevenzione e di educazione alla sicurezza stradale.
Fonte: repubblica.it
Sotto, un esempio di guida in stato di ebbrezza con il simulatore GuidaTuPro di Koala Games:
Attraversare la carreggiata dell’autostrada, tra le auto in corsa, e filmare l’ “impresa” per caricarla su YouTube. È questa la bravata che ha visto un gruppo di tredici adolescenti rischiare stupidamente la vita su un tratto ligure dell’A7 Milano-Genova, in un rettilineo tra Bolzaneto e Rivarolo. I ragazzi, tutti di età compresa tra i 14 e i 16 anni, sono stati bloccati dalla Polizia stradale. Con gli agenti si sono giustificati dicendo: “Non abbiamo fatto niente di male”. La Polizia ha trovato sui videofonini dei giovani le immagini del loro gioco mortale, già pronte a finire sul web. Ancora più grave e sconcertante è stata però la reazione di alcuni genitori dei ragazzi: non solo hanno preso la loro difesa, ma hanno anche accusato gli agenti di esagerare, quando questi hanno reso noto che avrebbero avvertito il Tribunale dei minori.
Ancora una volta emerge la grave responsabilità degli adulti come cattivi modelli di comportamento per i propri figli. Ennesima dimostrazione del fatto che una cultura del rispetto delle regole della strada (e non solo…) per essere efficace deve coinvolgere anche i genitori e le famiglie nel loro insieme.