Nelle grandi città italiane sono diminuiti gli incidenti stradali. Secondo i dati inediti dei Comandi di Polizia municipale presentati dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Upi (Unione delle Province d’Italia) nel 2010, nei grandi centri urbani, le morti in seguito ad incidente stradale sono calate del 22% rispetto al 2007 (da 449 a 348 morti). C’è poi un altro dato interessante: le cosiddette “stragi del sabato sera” avvengono soprattutto su strade extraurbane e autostrade: nelle città metropolitane infatti la gran parte degli incidenti mortali (71%) avviene durante la settimana, tra lunedì e venerdì.
Ridurre gli incidenti mortali nelle città è dunque possibile. Ne sono convinte Anci e Upi, che nella conferenza di presentazione delle attività per il 2011 dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza stradale hanno fatto un appello al governo: adottare le direttive europee sulla sicurezza stradale entro almeno il 2015, e non il 2021, come previsto dal decreto recentemente varato.
La direttiva europea è importante perché suggerisce una serie di azioni importanti per l’incremento della sicurezza delle strade della rete pubblica transeuropea, e che per “buona prassi” andrebbero estese anche a tutte le altre strade nazionali costruite con i finanziamenti europei. Essa prevede valutazioni d’impatto e audit per controllare e valutare il livello di sicurezza delle strade, ispezioni indipendenti, e una serie di misure come il miglioramento di segnaletica e manto stradale, la costruzione di corsie di emergenza e aree di sosta.
“I dati dimostrano che ridurre gli incidenti mortali, nonché le conseguenze nefaste che questi portano anche in termini di costi sociali, si può e si deve fare” ha detto Sergio Chiamparino, presidente dell’Anci. “È un tema che ci sta profondamente a cuore, un tema rispetto al quale siamo convinti che le ragioni delle comunità debbano prevalere su tutte le altre”.
Speriamo che alle parole seguano i fatti, e che il governo accolga la richiesta di Anci e Upi.
Fonte: anci.it


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