
GuidaTuPro simula gli incidenti stradali e le conseguenze della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti
Buone notizie sul fronte “omicidio stradale”: si aggiunge un altro tassello importante verso l’istituzione di questo nuovo tipo di reato, come chiesto da molte associazioni come l’Asaps e Lorenzo Guarnieri Onlus. La Commissione Trasporti della Camera, infatti, sta lavorando a un testo per introdurre l’omicidio stradale nel Codice penale: “Nelle prossime settimane – ha detto Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti – presenteremo un provvedimento per introdurre nel Codice penale l’omicidio stradale come nuova fattispecie di reato. È l’unica ipotesi percorribile per uscire dall’attuale previsione del Codice penale. Ora uno può ammazzare 2-3 persone e stare in galera 4-5 anni e magari neanche questi. Io ritengo”, ha aggiunto, “che nel momento in cui una persona ubriaca si mette al volante, conosce l’alto rischio a cui va incontro”.
In base a questo principio, quindi, l’omicidio stradale verrebbe in qualche modo equiparato all’omicidio volontario, con un netto inasprimento delle pene. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa importante iniziativa, che è innanzitutto una battaglia di civiltà e di responsabilità verso una maggiore tutela della sicurezza stradale.
Fonte: ilmessaggero.it
Torniamo a parlare di omicidio volontario e incidenti stradali: è proprio questo il reato contestato a Cristian Alessandrini, il trentenne che nella notte di sabato 5 marzo, a Bologna, ha travolto con la sua auto due ragazze diciottenni che stavano attraversando sulle strisce, uccidendone una e ferendo l’altra. Un incidente reso grave dal fatto che l’uomo stava guidando in città a una velocità di circa 120 km/h, aveva assunto cocaina e non ha rallentato nonostante altre due macchine si fossero fermate davanti alle strisce dove stavano attrraversando le due ragazze. Per questi motivi, il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha scelto la via del rigore, chiedendo che Alessandrini venga processato per omicidio volontario con dolo eventuale (con una pena che può arrivare a 20 anni di carcere), Invece che per omicidio colposo, come si fa di solito in caso di incidente stradale.
Non si può che essere d’accordo con la decisione della procura: mettersi alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti significa, di per sé, accettare il rischio che si possa mettere in serio pericolo la vita altrui (oltre alla propria). Come tale, l’introduzione di un reato come l’ “omicidio volontario” per chi provoca incidenti stradali mortali in casi come quello citato, ci sembra giusto e auspicabile. Naturalmente, non basta inasprire le pene: occorre intensificare il lavoro di educazione, prevenzione e controllo della sicurezza stradale.
Fonte: corriere.it

Da sinistra: Stefania e Stefano Guarnieri, Matteo Renzi
Firenze punta a diventare, nei prossimi dieci anni, un laboratorio permanente sulla sicurezza delle strade cittadine. È stato infatti lanciato oggi il nuovo Piano strategico per la sicurezza stradale, promosso dall’associazione Lorenzo Guarnieri Onlus e fatto proprio dal Comune, che offrirà supporto logistico e politico al progetto. Un progetto ambizioso, al quale non a caso è stato dato il nome di DAVID, come la statua simbolo della città, e acronimo di “Dati e analisi; Aderenza alle regole; Vita ed educazione; Ingegneria; Dopo la violenza”. Attraverso un approccio scientifico e integrato (il progetto è stato realizzato da McKinsey,una delle principali società di consulenza al mondo) verranno raccolti i dati dell’incidentalità sul territorio comunale (numero, tipologia e cause degli incidenti, qualità e quantità dei controlli, monitoraggio dei corsi di sensibilizzazione e prevenzione svolti nelle scuole, qualità delle strade e delle infrastrutture, sostegno alle famiglie delle vittime). A giugno saranno già disponibili i primi dati per stilare la “road map” degli incidenti e per varare un piano finalizzato a dimezzare il numero delle vittime di incidenti stradali da qui al 2020. Negli ultimi 5 anni la media di incidenti mortali a Firenze è stata di 21 decessi e dimezzando questo trend si salverebbe la vita, da oggi al 2020, a 58 persone.
Al progetto lavoreranno professionisti dell’associazione e di McKinsey, tecnici del Comune e della facoltà di ingegneria dell’Università di Firenze. Il Comune pagherà solo le spese vive, mentre tutti gli altri costi saranno sostenuti dall’associazione. A David danno inoltre il loro contributo altre associazioni che operano sul territorio fiorentino, come l’associazione Gabriele Borgogni e l’associazione Generazione Contatti.
“Non dobbiamo occuparci degli incidenti stradali solo sull’onda del dolore e della commozione – ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – ma dobbiamo capire che sono una vera e propria emergenza sociale ed economica che deve essere tra le prime preoccupazioni di un’amministrazione”. Il Comune intende anche promuovere la proposta di legge di iniziativa popolare sull’omocidio stradale, di cui abbiamo già parlato qualche mese fa. L’obiettivo è inasprire le pene per chi, mettendosi alla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti, causa un incidente mortale.
Continueremo a monitorare l’importante iniziativa del Comune di Firenze, e a tenervi aggiornati sulla proposta di legge.
Far riconoscere come “omicidio volontario” l’incidente stradale mortale provocato dalla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti: è l’idea alla base dell’iniziativa di legge popolare che il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha lanciato in occasione della presentazione dell’associazione “Lorenzo Guarnieri Onlus”, dal nome del giovane fiorentino che nel giugno scorso, mentre era in sella al suo scooter, è stato travolto e ucciso da un altro scooter guidato da un uomo poi risultato positivo all’alcol test.
“Noi – ha detto il sindaco di Firenze – non possiamo cambiare il codice penale, il Comune non ha questa possibilità, ma insieme ai cittadini può fare una iniziativa di legge popolare: sono disponibile a mettere la prima o l’ultima firma per farla perché si cambi il codice e l’omicidio colposo passi a omicidio volontario. Sarebbe bello se Palazzo Vecchio fosse la sede dove venire a firmare per una modifica della legge’”.
La proposta è stata giudicata “interessante” dall’Asaps (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale), che da tempo propone l’introduzione di una quarta forma di omicidio, dopo il volontario, il preterintenzionale e il colposo: l’omicidio “stradale”.
“Bisogna che l’ebbrezza sia la causa d’omicidio o perché connessa alla violazione del codice della strada (tipo imboccare un’arteria contromano o sfrecciare a velocità temeraria o travolgere un pedone sulle strisce in condizioni ottimali per una persona sobria), oppure un rallentamento delle manovre di emergenza – laddove possibili – tali che non riesca ad evitare il sinistro”, scrive l’Asaps. “L’evento morte, dunque, deve essere causato oltre che da un nesso di causalità tra la perdita di vita e il sinistro, anche tra lo stato di ebbrezza e il sinistro stesso”.
Koala Games e GuidaTu condividono e appoggiano la proposta: si tratterebbe infatti di un provvedimento che potrebbe diventare un forte deterrente contro una vera e propria calamità. Secondo i dati dell’OMS e dell’ISS infatti, alcol e droga incidono nel 30% circa degli incidenti stradali gravi. Non a caso, in GuidaTuPro, nella simulazione di guida in stato di ebbrezza, chi investe un pedone ha il ritiro della patente e finisce in prigione!
Nella speranza che alle parole seguano i fatti, vi terremo informati sugli sviluppi relativi all’eventuale iniziativa di legge popolare.
Fonti:
asaps.it
lanazione.it