GuidaTu Pro, il simulatore di guida professionale per autoscuole, permette di simulare anche la guida su strade extraurbane e la guida notturna. Ciò diventa fondamentale alla luce della recente normativa che regolamenta il conseguimento della patente di tipo B.

Una delle novità previste dal nuovo codice della strada per l’ammissione all’esame pratico di guida infatti riguarda le esercitazioni obbligatorie in autostrada, su strade extraurbane e in condizioni di visibilità notturna, da effettuarsi tramite autoscuola. La normativa – ­entrata in vigore il 2 maggio scorso ­­– prevede infatti l’obbligo di effettuare 6 ore totali di esercitazioni di guida così suddivise:

MODULO A: 2 ore di guida in condizioni di visione notturna (Circolare in strade urbane strette e larghe, con veicoli parcheggiati ai lati e non, affrontando incroci regolati da segnaletica verticale e da impianti semaforici).

MODULO B: 2 ore di guida su strade extraurbane (Circolare su strade di scorrimento, o su strade extraurbane secondarie, superando la velocità di 50 Km/h, inserire la quinta marcia e adeguare le marce alla velocità, utilizzando il veicolo ed il motore a regime di coppia massima consumando e inquinando il minimo possibile).

MODULO C: 2 ore di guida su autostrade o strade extraurbane (Circolare su autostrade o su strade extraurbane principali o su strade extraurbane secondarie, effettuare una immissione in corsia di accelerazione, un ingresso in autostrada o su strade extraurbane principali o su strade extraurbane secondarie, circolare in corsia di marcia, effettuare almeno un sorpasso in corsia di sorpasso, circolare in una corsia di decelerazione, uscire percorrendo la corsia di decelerazione).

Grazie al modulo meteo/luce, GuidaTu Pro permette di selezionare le condizioni meteo e di visibilità dell’esercitazione di guida simulata, tra cui appunto la guida in condizioni di visibilità notturna. Non solo: tra gli scenari di guida previsti c’è anche il percorso su strade extraurbane, che permette all’utente di prendere confidenza con quel tipo specifico di viabilità, di esercitarsi nei sorpassi e di superare la velocità di 50 km/h.

Non meno importante è il modulo Ecodrive di GuidaTu Pro, con il quale l’utente impara a guidare rispettando le regole della guida ecologica inquinando e consumando di meno, secondo quanto prevede il MODULO B del decreto ministeriale.

Fermo restando che la simulazione di guida non sostituisce le ore di guida pratica con l’istruttore (che, ricordiamo, sono obbligatorie), GuidaTu Pro si conferma comunque uno strumento di supporto fondamentale alla didattica nelle autoscuole, e propedeutico per la preparazione degli esaminandi alle esercitazioni pratiche.

Per maggiori info: www.guidatupro.it


Vediamo nel dettaglio che cosa prevede la prova pratica per il conseguimento del “patentino” per ciclomotori a due ruote.

La prima fase prevede una serie di manovre:

1. Prova di SLALOM da compiersi attorno a 5 coni posti a 4 metri l’uno dall’altro. Si viene penalizzati se:

- si abbattono dei coni;

- si salta un cono;

- ci si allontana eccessivamente dai coni;

- si mette un piede a terra;

- si impiega un tempo eccessivo;

- si guida in maniera scoordinata dimostrando scarsa abilità.

2. Prova di percorso a OTTO, attorno a due coni posti a 8 metri l’uno dall’altro (con altri 5 coni a fare da cornice esterna per ogni cono). Si viene penalizzati se:

- si abbattono dei coni;

- l’otto è di forma irregolare;

- si mette un piede a terra;

- si impiega un tempo eccessivo;

- si guida in maniera scoordinata dimostrando scarsa abilità.

3. Prova di passaggio in CORRIDOIO STRETTO formato da coni, lungo 6 metri e largo quanto la massima larghezza del ciclomotore all’altezza dei coni, più 30 cm. Il corridoio va percorso a bassa velocità. Si viene penalizzati se:

- si abbattono dei coni;

- si mette un piede a terra.

4. Prova di FRENATURA: al termine di un rettilineo di 25 metri è posto un quadrato formato da 4 coni, con lati di 1 metro. Percorrendo il rettilineo si deve iniziare a frenare in modo da fermarsi con la ruota anteriore all’interno del quadrato formato dai coni. Si viene penalizzati se:

- la ruota anteriore si ferma davanti alla prima linea di coni;

- la ruota anteriore si ferma oltre la seconda linea di coni;

- si guida in maniera scoordinata dimostrando scarsa abilità.

La seconda fase si svolge invece nel normale traffico delle strade e prevede la verifica del comportamento di guida. Nel prossimo post vedremo nel dettaglio la prova pratica per ciclomotori a tre ruote e quadricicli leggeri (microcar).

Per scaricare la circolare ministeriale e i testi dei decreti, clicca qui.


Dal 1° aprile 2011 entra in vigore la nuova norma del Codice della Strada che istituisce la prova pratica di guida anche per ottenere il “patentino” per ciclomotori e quadricicli leggeri (le famigerate “minicar”). Non sarà quindi più sufficiente superare la prova teorica, come è stato finora. Attenzione però: per chi ha compiuto 18 anni entro il 20 settembre del 2005 resta valida la vecchia norma (un’eccezione discutibile, ma tant’è).

Una volta superata la prova teorica, in base alla nuova legge, verrà rilasciata un’autorizzazione (come il “foglio rosa” per la patente B) per esercitarsi alla guida di un ciclomotore. Ci si potrà esercitare soltanto in luoghi poco frequentati: i trasgressori rischieranno di incorrere in sanzioni. Per quanto riguarda la prova pratica, per poterla sostenere dovrà essere passato almeno un mese dalla prova teorica. In caso di mancato superamento della prova si potrà fare soltanto un secondo tentativo, sempre a un mese di distanza dal primo; dopodiché si dovrà sostenere di nuovo anche la prova teorica.

Per i ciclomotori la prova pratica consiste in prove di slalom e frenate, mentre per le minicar si dovranno svolgere manovre di retromarcia, frenata, parcheggio e guida nel traffico.

Fonte: repubblica.it

patenteA partire da ieri 9 febbraio sono scattate le nuove norme del Codice della Strada per neopatentati. D’ora in poi, chi conseguirà la patente dovrà fare attenzione alle limitazioni nella guida e nella velocità stabilite dall’articolo 117 del codice (tali norme non riguardano quindi chi ha conseguito la patente prima del 9 febbraio).

Limitazioni di velocità: per i primi tre anni dal conseguimento della patente B il limite massimo di velocità è di 90 km/h per le strade extraurbane principali e 100 km/h per le autostrade.

Limitazioni nella guida di mezzi potenti: per il primo anno dal rilascio della patente B non è consentita la guida di autoveicoli di potenza superiore a 55 kW/t (kiloWatt per tonnellata, ovvero potenza specifica riferita alla tara), corrispondente a 75 CV. In ogni caso, i veicoli non potranno superare la potenza massima di 70 kW, qualunque sia il loro peso (questa norma serve ad evitare che i neopatentati possano mettersi alla guida di mezzi potenti ma anche molto pesanti, che rientrino dunque sotto il limite di 55 kW/t). Queste limitazioni non si applicano alle auto dei disabili, purché il disabile sia a bordo. Per chi invece illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope la limitazione di potenza per la guida si estende a tre anni.

Il sito del Corriere della Sera ha stilato un elenco di auto che possono essere guidate da neopatentati: per scaricarlo clicca qui.

E le sanzioni? Per chi verrà beccato a violare le limitazioni di guida e di velocità la multa potrà andare da 148 euro a 594 euro, oltre alla sospensione della patente da 2 a 8 mesi.
Per scaricare il testo integrale del Nuovo Codice della Strada, clicca qui.

Nel 2010 sono diminuiti incidenti stradali e numero di vittime e feriti: il dato però si riferisce soltanto alle rilevazioni fatte da Polizia Stradale e Carabinieri che, come ricorda l’Asaps, costituiscono il 35% circa del totale. Il restante 65% degli incidenti viene infatti rilevato dalle Polizie locali, con dati che verranno resi noti dall’Istat soltanto a fine anno.

Fatta questa doverosa precisazione, il bilancio è abbastanza positivo, con un calo dell’incidentalità del 5,7% (104.437 sinistri): diminuiscono anche i feriti (75.463, il 6% in meno rispetto al 2009) e i morti (2.444, il 3,2% in meno).

Dando un’occhiata ai controlli effettuati, i conducenti sottoposti alla prova dell’etilometro sono stati 1.643.135 (il 3,3% in più rispetto al 2009): di questi, 40.271 sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza. Secondo l’Asaps (e anche secondo noi) si può fare di più: etilometri e narcotest dovrebbero comparire in tutti i controlli effettuati, aumentando in particolare l’impegno delle Polizie locali, visto che con il nuovo Codice della Strada le sanzioni per guida in stato di ebbrezza con valori alcolemici fino a 0,8 vengono incassate dalle amministrazioni locali. Anche il dato sui conducenti fermati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti risulta ancora esiguo: 4.244. Confidiamo in un aumento dei controlli con l’adozione dei nuovi narcotest.

Infine, ecco i dati sui controlli del “sabato sera”: 321.781 le operazioni di rilevazione effettuate con etilometro. Il 7,6% è risultato positivo al test (nel 2009 era l’8,7%), con una netta prevalenza degli uomini (21.924) rispetto alle donne (2.669).

Fonte: asaps.it

simulazione guidaTra le novità introdotte dalle modifiche di luglio al Codice della Strada, c’è quella che prevede la possibilità di conversione della pena per chi viene  fermato mentre guida in stato di ebbrezza. Il soggetto, purché non abbia causato un incidente, ha la possibilità di vedere la pena detentiva e pecunaria trasformata in prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività. Ed è esattamente quanto è capitato a un giovane di Ciriè, in provincia di Torino, che un anno fa, dopo essere stato fermato dai carabinieri, è risultato positivo al test dell’etilometro. Erano quindi seguiti la sospensione della patente, il blocco e la confisca della macchina e la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Successivamente la condanna (tre mesi di carcere e 2400 euro di multa) è stata trasformata in 29 giorni di impiego a paga zero come stradino-giardiniere-addetto al cimitero per il comune di Giaveno.

Una prassi, quella della pena da scontare in attività gratuite a favore della società, che in altri Stati è attiva già da tempo, e che potenzialmente può avere funzioni maggiormente rieducative rispetto alle pene tradizionali. Unico appunto: secondo quanto stabilisce la legge, l’attività di pubblica utilità andrebbe in questo caso svolta in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale, altrimenti il suo valore “educativo” rischia di perdersi. L’incarico di netturbino non ci sembra esattamente in linea con queste disposizioni: speriamo che in futuro si arrivi a un’applicazione più consona della legge.

Fonte: repubblica.it

Il casco a scodella

Addio casco a scodella: il nuovo Codice della Strada ha infatti stabilito che da oggi 12 ottobre 2010 il DGM (questa la sigla di omologazione che lo identifica) è fuorilegge, e chiunque lo indossi in sella al suo ciclomotore va incontro a una multa da 79 a 299 euro, oltre al fermo amministrativo del mezzo.

Si tratta di un passo in avanti verso una maggiore sicurezza, visto che la “scodella” è decisamente meno protettivo rispetto agli altri caschi. Tant’è vero che fino a ieri poteva essere indossato soltanto a bordo di mezzi poco veloci, ovvero scooter e motorini di 50cc. Una concessione, quest’ultima, richiesta al tempo dai produttori di due ruote per scongiurare il temuto crollo delle vendite di fronte all’estensione dell’obbligo del casco anche per i centauri maggiorenni. D’altra parte, la vendita dei DMG era ormai vietata dal settembre 2001, e da oggi diventa illegale anche indossarli.

D’ora in poi, gli unici caschi che potranno essere regolarmente indossati all’interno della Comunità Europea sono quelli con la sigla Ece/Onu 22. Quindi: occhio al casco!

Fonte: corriere.it

La schermata del simulatore GuidaTuMoto dove è possibile selezionare il tipo di casco, tra cui la scodella

codice della strada

Guida pratica con il simulatore GuidaTuPro

Il nuovo Codice della Strada è realtà: il Senato ha approvato definitivamente il pacchetto di modifica che rivoluziona un terzo degli articoli del vecchio codice, con 145 voti favorevoli, 122 astenuti e nessuno contrario. Il testo è già in vigore per questo esodo estivo. Bocciata la proposta di elevare in alcuni tratti autostradali il limite a 150 km/h, che quindi resta invariato a 130.

Tra le novità confermate dal testo definitivo c’è il tasso alcolemico zero per i neopatentati e per gli autisti di professione, sanzioni più pesanti per chi guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti,  punti in meno per chi non rispetta i pedoni che attraversano la strada, l’obbligo di cinture anche a bordo delle microcar, la visita specialistica biennale per il rinnovo della patente se si hanno più di 80 anni.

Tra le novità più discutibili, invece, c’è la maggiore indulgenza in termini di punti sottratti verso chi supera i limiti di velocità (aumentano solo le sanzioni), e la possibilità, per chi ha la patente sospesa, di chiedere al prefetto una deroga per tre ore al giorno, se si usa l’auto per andare al lavoro.

Fonte: repubblica.it

Per conoscere nel dettaglio le novità più importanti, scarica il pdf con la tabella.

 
  |