moto preferenzialePuò essere difficile, a volte, conciliare esigenze del traffico ed esigenze della sicurezza stradale.  Ma a nostro parere, quando ciò accade, dovrebbero prevalere le ragioni della sicurezza. Non sembra pensarla così il Comune di Roma, che dopo aver aperto, in via sperimentale per tre mesi, alcune corsie preferenziali della Capitale all’accesso di scooter e moto, starebbe pensando di fare altrettanto con le corsie d’emergenza del Grande Raccordo Anulare. Secondo il vicesindaco di Roma, Mario Cutrufo, ciò renderebbe più scorrevole la circolazione e migliorerebbe la sicurezza, evitando alle moto di esibirsi in pericolosi slalom tra i veicoli.

Tassisti, ciclisti e autisti di autobus sono già insorti ritenendo pericolosa la sperimentazione sulle preferenziali. Ma per le corsie di emergenza il rischio sarebbe ulteriore: ricordiamo infatti che, in base al Codice della Strada, esse sono destinate al transito delle Forze dell’Ordine, ambulanze e Vigili del Fuoco, e alla sosta momentanea di mezzi in avaria o di guidatori colpiti da malore. L’unica possibilità concessa dal Codice è quella che permette alle due ruote di occupare momentaneamente, e solo in caso di ingorgo, le corsie di emergenza per il breve tratto (500 m) precedente allo svincolo di uscita che si intende imboccare.

La proposta del Comune di Roma, quindi, sarebbe impraticabile, a meno che il parlamento non decida di rimettere mano al Codice della Strada. Ma al di là di questa ipotesi, poco realistica, l’idea ci sembra deleteria per la sicurezza stradale. Sono molti i campi in cui si può intervenire per prevenire incidenti stradali dentro e fuori le città, manutenzione delle strade e delle infrastrutture in primis, e puntando – non ci stancheremo mai di ripeterlo – sull’educazione a una guida sicura e responsabile da parte di tutti gli utenti della strada.

Fonte: repubblica.it

simulatore motoGuard-rail killer. Soprattutto per i motociclisti, per i quali in caso di incidente si trasforma in una vera e propria ghigliottina, se non adeguatamente posizionato o se “difettoso”. Ma c’è un’importante novità: l’Anas dovrà d’ora in poi risarcire i danni in caso di incidente stradale in cui il guard-rail si sia rivelato elemento pericoloso. A stabilirlo è stata la Suprema Corte della Cassazione, che prendendo in esame il caso di un automobilista morto perché catapultato contro un guard-rail mal posizionato, ha condannato l’Anas al risarcimento dei danni.

Una sentenza storica, che ora crea un precedente e sancisce di fatto la responsabilità dell’ente pubblico nei confronti degli strumenti di protezione collocati sulle strade. Recita infatti la sentenza che “Per un’anomalia relativa agli strumenti di protezione istallati, è comunque configurabile la responsabilità dell’ente pubblico custode, salvo che quest’ultimo non dimostri di non aver potuto far nulla per evitare il danno. La funzione del guard-rail è ontologicamente quella di evitare che qualsiasi condotta di guida non regolare possa portare l’autovettura a pericolose uscite fuori dalla sede stradale”. La sentenza ovviamente vale anche per tutti gli incidenti che d’ora in poi vedranno protagonisti i centauri.

L’Asaps e altre associazioni di tutela degli utenti della strada da tempo denunciano l’inadeguatezza e la scarsa efficacia delle “barriere di contenimento”: non è più ammissibile che strutture nate per la sicurezza stradale si trasformino in oggetti mortali, e la sentenza della Cassazione ha sancito di fatto questo principio.

Fonte: www.asaps.it


La moto è più di un mezzo di trasporto, è una passione. Ma in troppi casi si trasforma in una passione fatale: lo confermano i dati del Rapporto DEKRA 2010 sulla Sicurezza Stradale, presentato in questi giorni all’EICMA, il Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo in programma a Milano. Nel 2008 si sono verificati 5.126 incidenti mortali che hanno coinvolto i motociclisti, dato che equivale a circa il 14% del totale di 37.234 vittime della strada nei 27 Paesi dell’UE. A preoccupare, però, è il fatto che mentre in alcuni Paesi europei, dal 2001 al 2008, si è assistito a una diminuzione dei motociclisti morti sulla strada (-32% in Germania, -25% in Francia), in Italia è successo il contrario, con un aumento del 28%: da 848 a 1.086 morti. Quella dei motociclisti si conferma insomma la categoria di utenti della strada più a rischio di incidente, insieme a pedoni e ciclisti. “C’è necessità di una maggiore cultura del conducente, di profonda conoscenza del sistema veicolo oltre che di rispetto per le regole, sia quelle dettate dal Codice, che quelle del buon senso” ha detto Marco Mauri, amministratore e portavoce di Dekra per l’Italia.

Il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e trasporti, Giuseppe Reina, ha affermato che il Ministero ha attivato alcuni protocolli di intesa per la realizzazione di corsi di guida sicura avanzata, mentre i ministri Matteoli e Gelmini hanno sottoscritto un provvedimento che istituisce un Comitato scientifico per la creazione di iniziative di educazione stradale da portare nelle scuole.

Su tutto questo è apparsa come una stonatura la sparata di Marco Lucchinelli, ex pilota e campione mondiale, che in chiusura della presentazione del Rapporto ha dichiarato: “Ok la sicurezza, va bene casco, protezioni, abs e via dicendo, ma… il divieto di 50 km/h aveva senso 50 anni fa! A 50 orari, oggi, si va nella corsia box di casa!”. Visto che proprio Lucchinelli figura tra gli istruttori dei corsi specialistici per bikers istituiti dalla Dekra, forse sarebbe opportuno, quando si parla di educazione alla sicurezza stradale, scegliere meglio testimonial e insegnanti di guida sicura.

Aggiornamento

Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le redazione,
tengo a precisare, relativamente a quanto da voi scritto sulla citazione del campione Lucchinelli, nostro istruttore di sicurezza stradale, che la frase detta in occasione della presentazione del report in fiera voleva essere solo una “battuta” per sdrammatizzare quanto evidenziato nel report e che di sicuro non entusiasma i colleghi centauri. Lo stesso Lucchinelli si è mostrato, da buon istruttore, sensibile a tutte le iniziative “per la sicurezza”. Mi rammarica apprendere che, come di consueto, quanto asserito in tono “scherzoso” possa essere travisato e storpiato nel significato. Altre testate e altri colleghi giornalisti hanno avuto modo di partecipare all’evento riuscendo a comprendere fino in fondo quanto indicato dagli interventi dei relatori.
Resto comunque a vostra disposizione per ulteriori dettagli pregandovi di pubblicare quanto appena descritto per giusta informazione dei lettori.
Grazie della collaborazione, i migliori saluti,
Ferdinando Cavaleri

La dichiarazione di Lucchinelli, virgolettata, è apparsa su varie news pubblicate online, tra cui www.moto.it. Non mettiamo in discussione l’impegno e la serietà di Lucchinelli come istruttore, né la validità dell’iniziativa. Prendiamo atto del fatto che la sua fosse una battuta, ma ci sembra comunque una battuta infelice.

La redazione

educazione stradale

L'immagine della campagna "Occhio alla moto!"

È una vera e propria campagna di “educazione stradale” quella lanciata da Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con “Occhio alla moto”, il sito che intende sensibilizzare gli automobilisti a una maggiore attenzione verso i centauri e promuovere tra questi ultimi comportamenti di guida più prudenti.

Vale la pena ricordare che nel 2008 sono morti 1.461 motociclisti sulle strade italiane, cioè il 30% del totale delle vittime (dati Istat). Ma a far riflettere è il fatto che, quando la causa dell’incidente è l’errore umano dell’automobilista, nel 70% dei casi si tratta della mancata percezione del veicolo a due ruote. Tant’è vero che i conducenti d’auto con esperienza di guida anche sulle moto hanno meno difficoltà a percepire la presenza sulla strada dei motociclisti rispetto a quelli che non hanno mai guidato una moto (-20% errori di percezione – fonte MAIDS – Motorcycle Accidents In-Depth Study).

Da qui l’idea del sito, che invita il motociclista a “non dare per scontato che ti vedano”, a usare sempre le frecce e a non sorpassare mai a destra; mentre all’automobilista si consiglia di guardare sempre anche lo specchietto di destra, e naturalmente di usare sempre le frecce.

Il sito raccoglie anche i consigli degli utenti, siano essi automobilisti o centauri. L’obiettivo è promuovere atteggiamenti di guida più rispettosi della sicurezza stradale: negli ultimi otto anni, fa notare l’Ancma, gli incidenti con le moto hanno visto aumentare le vittime del 40%, anche a causa della crescita del parco circolante (+73%). Un dato che bisogna invertire al più presto.

 
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