Guarda il video di Safety Driving Simulator su youtube

GuidaTu aggiunge una nuova tessera al mosaico di prodotti pensati per l’educazione stradale: si chiama Safety Driving Simulator ed è un simulatore di guida per pc divertente e coinvolgente, che permette di esercitarsi alla guida in scenari urbani dettagliati e realistici.
Fratello minore di GuidaTuPro – il simulatore professionale usato con successo da scuole, autoscuole, enti pubblici e associazioni creato in collaborazione con l’Osservatorio per la Sicurezza e l’Educazione Stradale della Regione Emilia Romagna – Safety Driving Simulator è realizzato da TIconBLU appositamente per il mercato consumer dell’home entertainment.

Il simulatore permette di scegliere il mezzo da guidare, lo scenario di guida, le condizioni di luce e meteo, offre tracciati di guida sicura e lezioni di guida con istruttore virtuale, un manuale della patente completo e il software per simulare l’esame pratico.
Safety Driving Simulator permette anche di sperimentare gli effetti della guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto sostanze stupefacenti, per sensibilizzare il giocatore a una guida sicura e responsabile.


Disponibile nelle versioni AUTO e MOTO, Safety Driving Simulator è anche l’unico simulatore di guida completamente accessibile.


Dove acquistarlo:
- nei negozi Mediaworld o GameStop e presto nelle altre catene della grande distribuzione
- direttamente online su gamestop.it ai seguenti link:

Safety Driving Simulator Auto
Safety Driving Simulator Moto


Ecco in sintesi le caratteristiche di Safety Driving Simulator:
- Scegli tra utilitarie, berline e auto sportive
- Scenari cittadini, extraurbani e off-road
- Viabilità realistica: sensi unici, stop, precedenze, semafori…
- Veicoli intelligenti, con livelli di disciplina configurabili
- Infrazioni e patente a punti
- Condizioni climatiche differenti e guida notturna
- Lezioni di guida
- Simulazione di effetti di alcolici e stupefacenti
- Percorsi di guida sicura
- Simulazione degli incidenti e replay
- Guida “Ecodrive”, per imparare a risparmiare e consumare meno
- Simulazione quiz esame e manuale della patente


- Nota: non supporta l’uso della frizione e del cambio realistico con il G27, e non può essere utilizzato da autoscuole, enti e associazioni (e per qualsiasi altro uso pubblico). Queste rimangono caratteristiche esclusive di GuidaTuPro.

moto preferenzialePuò essere difficile, a volte, conciliare esigenze del traffico ed esigenze della sicurezza stradale.  Ma a nostro parere, quando ciò accade, dovrebbero prevalere le ragioni della sicurezza. Non sembra pensarla così il Comune di Roma, che dopo aver aperto, in via sperimentale per tre mesi, alcune corsie preferenziali della Capitale all’accesso di scooter e moto, starebbe pensando di fare altrettanto con le corsie d’emergenza del Grande Raccordo Anulare. Secondo il vicesindaco di Roma, Mario Cutrufo, ciò renderebbe più scorrevole la circolazione e migliorerebbe la sicurezza, evitando alle moto di esibirsi in pericolosi slalom tra i veicoli.

Tassisti, ciclisti e autisti di autobus sono già insorti ritenendo pericolosa la sperimentazione sulle preferenziali. Ma per le corsie di emergenza il rischio sarebbe ulteriore: ricordiamo infatti che, in base al Codice della Strada, esse sono destinate al transito delle Forze dell’Ordine, ambulanze e Vigili del Fuoco, e alla sosta momentanea di mezzi in avaria o di guidatori colpiti da malore. L’unica possibilità concessa dal Codice è quella che permette alle due ruote di occupare momentaneamente, e solo in caso di ingorgo, le corsie di emergenza per il breve tratto (500 m) precedente allo svincolo di uscita che si intende imboccare.

La proposta del Comune di Roma, quindi, sarebbe impraticabile, a meno che il parlamento non decida di rimettere mano al Codice della Strada. Ma al di là di questa ipotesi, poco realistica, l’idea ci sembra deleteria per la sicurezza stradale. Sono molti i campi in cui si può intervenire per prevenire incidenti stradali dentro e fuori le città, manutenzione delle strade e delle infrastrutture in primis, e puntando – non ci stancheremo mai di ripeterlo – sull’educazione a una guida sicura e responsabile da parte di tutti gli utenti della strada.

Fonte: repubblica.it

incidenti motoLe condizioni dell’asfalto possono fare la differenza sul fronte della sicurezza stradale. Soprattutto quando si parla di moto. Ecco perché l’Anas è stata condannata dal Tribunale Civile al pagamento di un milione e 49mila euro per risarcire i danni causati a un motociclista, rimasto sulla sedia a rotelle proprio in seguito a un’incidente avvenuto su una strada gestita dall’ente.
La strada in questione è la SS 309, la cosiddetta “Romea”, nota per le pessime condizioni del suo manto stradale. A farne le spese, nel 2003, fu un giovane trentenne, che percorrendo un tratto pericoloso perse il controllo della sua moto e finì disarcionato a causa di una buca di 6 cm di diametro.
In seguito all’incidente il ragazzo riportò gravissime lesioni rimanendo paraplegico in maniera irreversibile.

La mancata manutenzione di una strada è stata insomma riconosciuta dal tribunale una causa – anche se indiretta – dell’incidente. Speriamo che questa sentenza spinga gli enti gestori delle strade ad aumentare la tutela delle strade, ma è importante ricordare che il primo fattore della sicurezza è sempre la velocità moderata, e una guida prudente e accorta. Oltre naturalmente all’uso di tutti i dispositivi di sicurezza.

Fonte: www.sicurmoto.it

simulatore moto

Simulazione di incidente con GuidaTu Moto

Buone notizie dai dati sugli incidenti stradali relativi al primo trimestre 2011. I numeri forniti dalla Polizia Stradale (e relativi, è bene precisarlo, soltanto ai rilievi fatti da Polizia Stradale e Carabinieri) fanno registrare un calo di incidenti: dai 10.956 del 2010 ai 9.367 di quest’anno, con un -14,5%. Diminuisce anche il numero dei morti sulla strada (261, ovvero 28 in meno). Per quanto riguarda i più giovani, gli under 30 deceduti in incidenti stradali sono stati 95 (rispetto ai 110 del 2010). Altro dato molto incoraggiante è quello sulla mortalità notturna: nel 2010 persero la vita 104 persone, calate a 81 nel 2011: un calo del 22,1%.

Purtroppo c’è un dato negativo, ed è quello relativo alle due ruote: 54 sono stati gli incidenti mortali con moto e scooter. Rispetto ai 46 dello scorso anno sono 8 in più, con un incremento del 17,4%. Segno che ancora molto lavoro c’è da fare in termini di sicurezza stradale per gli utenti delle due ruote.

Fonte: asaps.it


Anche la Fondazione Ania lancia l’allarme: in Italia il numero di decessi su moto e scooter è il più alto d’Europa. Secondo i dati relativi al 2008 e presentati in uno studio della fondazione, infatti, sono morti 1380 centauri sulle strade italiane: il 29,2% del totale dei decessi. Si muore soprattutto sulle strade di città (oltre la metà, secondo i dati dell’Ania), mentre la fascia d’età più colpita è quella tra i 30 e i 44 anni (che d’altra parte è quella che più circola sulle due ruote) seguita dai giovani tra i 25 e i 29 anni (14%).

Le cause di questa ecatombe sono legate in parte alle infrastrutture (la pessima manutenzione della rete viaria italiana), ma fanno la loro parte anche l’uso scorretto del casco e degli equipaggiamenti e la scarsa attenzione dei motociclisti. Ecco perché Sandro Salvati, presidente della Fondazione, sottolinea la necessità di maggiore educazione e attenzione alle due ruote.

“È indispensabile convincere le persone a utilizzare in modo corretto il casco e ad indossare l’abbigliamento adeguato, ma anche lavorare nel miglioramento delle strade e delle infrastrutture tenendo in cosiderazione le necessità specifiche dei mezzi a due ruote” ha spiegato Salvati intervenendo all’Eicma, il Salone internazionale del ciclo e motociclo. Non solo: occorre lavorare sulla formazione dei conducenti e degli altri utenti della strada.

Fonte: corriere.it

Ecco perché Guidatu Moto, il simulatore di guida su due ruote di Koala Games, ha un menu dedicato ai dispositivi di sicurezza, in cui l’utente deve scegliere il tipo di casco, se allacciarlo o meno (con le ovvie conseguenze in caso di incidente), e quali altri equipaggiamenti e indumenti indossare prima di mettersi alla guida. Perché la sicurezza inizia prima della guida!

educazione stradale

L'immagine della campagna "Occhio alla moto!"

È una vera e propria campagna di “educazione stradale” quella lanciata da Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con “Occhio alla moto”, il sito che intende sensibilizzare gli automobilisti a una maggiore attenzione verso i centauri e promuovere tra questi ultimi comportamenti di guida più prudenti.

Vale la pena ricordare che nel 2008 sono morti 1.461 motociclisti sulle strade italiane, cioè il 30% del totale delle vittime (dati Istat). Ma a far riflettere è il fatto che, quando la causa dell’incidente è l’errore umano dell’automobilista, nel 70% dei casi si tratta della mancata percezione del veicolo a due ruote. Tant’è vero che i conducenti d’auto con esperienza di guida anche sulle moto hanno meno difficoltà a percepire la presenza sulla strada dei motociclisti rispetto a quelli che non hanno mai guidato una moto (-20% errori di percezione – fonte MAIDS – Motorcycle Accidents In-Depth Study).

Da qui l’idea del sito, che invita il motociclista a “non dare per scontato che ti vedano”, a usare sempre le frecce e a non sorpassare mai a destra; mentre all’automobilista si consiglia di guardare sempre anche lo specchietto di destra, e naturalmente di usare sempre le frecce.

Il sito raccoglie anche i consigli degli utenti, siano essi automobilisti o centauri. L’obiettivo è promuovere atteggiamenti di guida più rispettosi della sicurezza stradale: negli ultimi otto anni, fa notare l’Ancma, gli incidenti con le moto hanno visto aumentare le vittime del 40%, anche a causa della crescita del parco circolante (+73%). Un dato che bisogna invertire al più presto.

guidatu

Uno degli scenari di guida del simulatore GuidaTuPro

Non solo mancato rispetto del codice della strada: in molti casi la causa di incidenti stradali è costituita dalle cattive condizioni del manto stradale. Il cosiddetto “ammaloramento delle strutture” infatti provoca il 20% degli incidenti (anche mortali) che si verificano sulle strade italiane. Insomma: buche, crepe e quant’altro sono dei veri e propri killer per automobilisti, mociclisti e ciclisti. Eppure, ogni anno lo stato investe 5 miliardi di euro nella manutenzione della viabilità: questa voce infatti occupa il primo posto nella classifica degli appalti pubblici, di cui costituisce il 30,6% per quantità di interventi e il 34% per ammontare economico.

Il problema delle strade piene di buche riguarda piccoli centri come grandi città, ma è Roma ad essere in testa a questa triste classifica: la Capitale spende infatti 100 milioni di euro all’anno per la manutenzione delle strade, che però peggiorano di anno in anno: nel 2009 i tratti stradali con buche segnalati erano 215, e a marzo 2010 sono saliti a 243. Dove finiscono allora tutti i soldi spesi?

Il fatto, come denuncia “Repubblica”, è che spesso le ditte appaltatrici si accaparrano i lavori con ribassi fino al 40%, salvo poi risparmiare su materiali, manodopera e tempo. Colpa anche dei controlli, che gli enti appaltatori (comuni in primis) fanno di rado. Così, via via che i lavori di rifacimento del manto stradale procedono lo strato d’asfalto si assottiglia. E, come sempre, ci rimettono gli utenti della strada: a Roma, nel 2008, ci sono stati oltre 18mila incidenti, con 180 morti e 24mila feriti: un’ecatombe.

Fonte: Repubblica.it

sicurezza moto

Uno dei giubbotti testati da Altroconsumo

Sono l’ultima novità in fatto di protezione per i motociclisti: i cosiddetti “airbag da moto” sono giubbotti dotati di un dispositivo di gonfiaggio d’emergenza, per la protezione delle parti più vulnerabili in caso di caduta, come la cervicale. Il problema, spiega Altroconsumo, è che non esiste ancora una normativaeuropea di riferimento: per questa ragione, manca al momento un’omologazione CE per gli airbag da moto. Il che spiega forse come mai siano ancora pochi i modelli disponibili sul mercato: in Italia, per esempio, nei negozi se ne trovano soltanto due tipi, mentre gli altri devono essere acquistati online.

Altroconsumo ha sottoposto i due modelli a un test di sicurezza: il primo tipo è specifico contro il colpo di frusta ed è una specie di collarino gonfiabile che protegge soltanto la zona del collo, e quindi va integrato con gli altri sistemi di protezione rigidi per spalle e gomiti; l’altro invece protegge tutta la colonna vertebrale, e si è rivelato particolarmente efficace.

In ogni caso, è bene ricordare che questi giubbotti non sostituiscono le altre protezioni indispensabili, tra cui ovviamente il casco.

Fonte: www.altroconsumo.it

 
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