simulazione guidaA 7 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, continuano ad emergere problemi e criticità. Stavolta la denuncia è di Assosegnaletica, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di segnaletica stradale, che rileva come alcuni articoli del Codice, in mancanza dei necessari decreti attuativi, restano per il momento lettera morta.

Come denuncia Paolo Mazzoni, consigliere dell’associazione, restano inattuati gli articoli 47 e 25 per i quali una quota dei proventi raccolti dalle multe dovrebbero essere destinati alla manutenzione stradale. Il termine di sessanta giorni entro i quali dovevano essere emanati i decreti attuativi è scaduto il 12 ottobre scorso: “Qccorre sollecitare nuovamente il ministero delle Infrastrutture e Trasporti al fine di velocizzarne una emanazione urgente”, afferma Paolo Mazzoni.

Insomma, siamo alle solite: provvedimenti che sulla carta rappresentano importanti passi in avanti per la sicurezza stradale vengono vanificati da rallentamenti burocratici o dalla mancanza di una volontà politica che vada al di là delle dichiarazioni di rito.

La sicurezza stradale passa anche dalla corretta manutenzione di strade e segnaletica; ma se non si fanno arrivare i fondi necessari, in che modo può essere garantita?

Fonte: repubblica.it

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Uno degli scenari di guida del simulatore GuidaTuPro

Non solo mancato rispetto del codice della strada: in molti casi la causa di incidenti stradali è costituita dalle cattive condizioni del manto stradale. Il cosiddetto “ammaloramento delle strutture” infatti provoca il 20% degli incidenti (anche mortali) che si verificano sulle strade italiane. Insomma: buche, crepe e quant’altro sono dei veri e propri killer per automobilisti, mociclisti e ciclisti. Eppure, ogni anno lo stato investe 5 miliardi di euro nella manutenzione della viabilità: questa voce infatti occupa il primo posto nella classifica degli appalti pubblici, di cui costituisce il 30,6% per quantità di interventi e il 34% per ammontare economico.

Il problema delle strade piene di buche riguarda piccoli centri come grandi città, ma è Roma ad essere in testa a questa triste classifica: la Capitale spende infatti 100 milioni di euro all’anno per la manutenzione delle strade, che però peggiorano di anno in anno: nel 2009 i tratti stradali con buche segnalati erano 215, e a marzo 2010 sono saliti a 243. Dove finiscono allora tutti i soldi spesi?

Il fatto, come denuncia “Repubblica”, è che spesso le ditte appaltatrici si accaparrano i lavori con ribassi fino al 40%, salvo poi risparmiare su materiali, manodopera e tempo. Colpa anche dei controlli, che gli enti appaltatori (comuni in primis) fanno di rado. Così, via via che i lavori di rifacimento del manto stradale procedono lo strato d’asfalto si assottiglia. E, come sempre, ci rimettono gli utenti della strada: a Roma, nel 2008, ci sono stati oltre 18mila incidenti, con 180 morti e 24mila feriti: un’ecatombe.

Fonte: Repubblica.it

 
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