Cresce sulle strade italiane in maniera preoccupante il numero di aggressioni ai danni delle forze dell’ordine incaricate di far rispettare il codice della strada. Nel primo trimestre 2010, secondo la segnalazione dell’ASAPS, gli episodi di violenza, resistenza, danni e lesioni alle divise sono stati 526: 93 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 21,5%. Un fenomeno spesso legato all’abuso di alcol e stupefacenti: il 36,3% degli aggressori infatti ha agito in stato di alterazione psicofisica, e in un caso su 4 allo stato di ebbrezza si accompagna l’assunzione di stupefacenti.
In cima alla lista di aggressioni ci sono i Carabinieri, presi di mira nel 50,2% dei casi; segue la Polizia di Stato, con il 37,1% dei casi; infine, pubblici ufficiali non necessariamente appartenenti ai corpi di polizia, come Vigili del Fuoco e operatori sanitari. Rilevante il numero di stranieri (non solo extracomunitari) che, colti in flagranza di reato, in stato di ubriachezza o sotto effetto di stupefacenti, hanno aggredito gli agenti: sono il 39,7% dei casi. Infine, resta stabile (21,7%) il ricorso alle armi genericamente intese (dall’auto in corsa lanciata contro l’agente al collo di bottiglia rotto). Episodi gravi, che testimoniano la mancanza di un’educazione stradale che sia innanzitutto civica: basata cioè non solo sul rispetto delle norme, ma anche delle divise e delle istituzioni.
Fonte: www.asaps.it


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