Bici è il simulatore della mobilità sulle due ruote, per imparare le regole della circolazione in bicicletta
Non si muore solo al Giro d’Italia. Nel corso del 2009 i ciclisti che hanno perso la vita sulle strade italiane sono stati 295 (dati ISTAT), e i feriti 14.804. Nonostante gli incidenti stradali relativi alle biciclette costituiscano soltanto il 3,9% del totale, la percentuale di ciclisti tra i morti sulle strade costituisce l’8,3%: un dato sottolineato dal fatto che l’indice di mortalità, per la bicicletta, è doppio rispetto alla media per categoria di veicolo (1,9% contro lo 0,9%).
Rispetto al 2008, i ciclisti deceduti sono aumentati del 2,4% (in quell’anno furono 288): dunque, ancora molto c’è da fare per tutelare questa particolare categoria di utenti deboli della strada.
Su tutto questo pesa, afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, il fattore di rischio legato al cicloturismo sportivo domenicale: “questo fenomeno è in forte espansione ormai da anni ed è caratterizzato da proprie peculiarità e caratteristiche, come ad esempio la circolazione in gruppo, e che ha come scenario principale le strade statali e provinciali, che, come è noto, rappresentano il luogo più letale in assoluto”.
Prudenza, dunque, quando si circola in bici. L’Asaps ricorda le regole della strada relative a chi si muove in bicicletta: vietato circolare in gruppo, non si possono trasportare bambini di età maggiore agli 8 anni, non si possono portare cani al guinzaglio ed è obbligatorio l’uso di giubbetti retroriflettenti nelle ore notturne, su strade fuori dai centri abitati e nelle gallerie.
Non sono bastati i controlli di Polizia Stradale e Carabinieri, che hanno impiegato ben 48.424 pattuglie e rilevato 21.720 violazioni al Codice della strada: il week-end di Pasqua ha visto la solita ecatombe sulle strade italiane. Ben 34 morti secondo i dati diffusi dalla Polizia, 12 in più rispetto allo scorso anno. Oltre la metà degli incidenti mortali (54%) è stata causata dalla perdita di controllo del veicolo da parte del conducente. Sette incidenti mortali si sono verificati nella fascia notturna, tra le 22 e le 6. Anche i centauri hanno pagato un pesante tributo di sangue: gli incidenti mortali che hanno coinvolto i veicoli a due ruote sono stati 11, un terzo del totale. “Il ponte di Pasqua coincide statisticamente con uno degli esodi più cruenti che si registrano sulle strade italiane”, ha affermato Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania. “Spesso la stanchezza, la distrazione e il mancato rispetto delle regole si traducono in comportamenti che mettono a rischio la vita di molti automobilisti e dei loro familiari”.
Le condizioni dell’asfalto possono fare la differenza sul fronte della sicurezza stradale. Soprattutto quando si parla di moto. Ecco perché l’Anas è stata condannata dal Tribunale Civile al pagamento di un milione e 49mila euro per risarcire i danni causati a un motociclista, rimasto sulla sedia a rotelle proprio in seguito a un’incidente avvenuto su una strada gestita dall’ente.
La strada in questione è la SS 309, la cosiddetta “Romea”, nota per le pessime condizioni del suo manto stradale. A farne le spese, nel 2003, fu un giovane trentenne, che percorrendo un tratto pericoloso perse il controllo della sua moto e finì disarcionato a causa di una buca di 6 cm di diametro.
In seguito all’incidente il ragazzo riportò gravissime lesioni rimanendo paraplegico in maniera irreversibile.
La mancata manutenzione di una strada è stata insomma riconosciuta dal tribunale una causa – anche se indiretta – dell’incidente. Speriamo che questa sentenza spinga gli enti gestori delle strade ad aumentare la tutela delle strade, ma è importante ricordare che il primo fattore della sicurezza è sempre la velocità moderata, e una guida prudente e accorta. Oltre naturalmente all’uso di tutti i dispositivi di sicurezza.
Vediamo nel dettaglio che cosa prevede la prova pratica per il conseguimento del “patentino” per ciclomotori a due ruote.
La prima fase prevede una serie di manovre:
1. Prova di SLALOM da compiersi attorno a 5 coni posti a 4 metri l’uno dall’altro. Si viene penalizzati se:
- si abbattono dei coni;
- si salta un cono;
- ci si allontana eccessivamente dai coni;
- si mette un piede a terra;
- si impiega un tempo eccessivo;
- si guida in maniera scoordinata dimostrando scarsa abilità.
2. Prova di percorso a OTTO, attorno a due coni posti a 8 metri l’uno dall’altro (con altri 5 coni a fare da cornice esterna per ogni cono). Si viene penalizzati se:
- si abbattono dei coni;
- l’otto è di forma irregolare;
- si mette un piede a terra;
- si impiega un tempo eccessivo;
- si guida in maniera scoordinata dimostrando scarsa abilità.
3. Prova di passaggio in CORRIDOIO STRETTO formato da coni, lungo 6 metri e largo quanto la massima larghezza del ciclomotore all’altezza dei coni, più 30 cm. Il corridoio va percorso a bassa velocità. Si viene penalizzati se:
- si abbattono dei coni;
- si mette un piede a terra.
4. Prova di FRENATURA: al termine di un rettilineo di 25 metri è posto un quadrato formato da 4 coni, con lati di 1 metro. Percorrendo il rettilineo si deve iniziare a frenare in modo da fermarsi con la ruota anteriore all’interno del quadrato formato dai coni. Si viene penalizzati se:
- la ruota anteriore si ferma davanti alla prima linea di coni;
- la ruota anteriore si ferma oltre la seconda linea di coni;
- si guida in maniera scoordinata dimostrando scarsa abilità.
La seconda fase si svolge invece nel normale traffico delle strade e prevede la verifica del comportamento di guida. Nel prossimo post vedremo nel dettaglio la prova pratica per ciclomotori a tre ruote e quadricicli leggeri (microcar).
Per scaricare la circolare ministeriale e i testi dei decreti, clicca qui.
Buone notizie dai dati sugli incidenti stradali relativi al primo trimestre 2011. I numeri forniti dalla Polizia Stradale (e relativi, è bene precisarlo, soltanto ai rilievi fatti da Polizia Stradale e Carabinieri) fanno registrare un calo di incidenti: dai 10.956 del 2010 ai 9.367 di quest’anno, con un -14,5%. Diminuisce anche il numero dei morti sulla strada (261, ovvero 28 in meno). Per quanto riguarda i più giovani, gli under 30 deceduti in incidenti stradali sono stati 95 (rispetto ai 110 del 2010). Altro dato molto incoraggiante è quello sulla mortalità notturna: nel 2010 persero la vita 104 persone, calate a 81 nel 2011: un calo del 22,1%.
Purtroppo c’è un dato negativo, ed è quello relativo alle due ruote: 54 sono stati gli incidenti mortali con moto e scooter. Rispetto ai 46 dello scorso anno sono 8 in più, con un incremento del 17,4%. Segno che ancora molto lavoro c’è da fare in termini di sicurezza stradale per gli utenti delle due ruote.
GuidaTuMoto è l’innovativo simulatore di guida 3d per le due ruote che al realismo della simulazione unisce la godibilità del videogioco. Il risultato è uno strumento ideale per apprendere – divertendosi – i fondamenti della guida sicura di ciclomotori, scooter e motocicli, e le basi dell’educazione stradale. Oltre alle prove di guida su strada o su pista, il dvd-rom contiene anche lezioni di guida, per prendere confidenza con molte delle manovre previste anche nell’esame pratico per la patente A, e la simulazione dell’esame teorico, sia per patente A che CIG (il cosiddetto “patentino”). Per sensibilizzare il giocatore a una guida sicura e responsabile, il videogioco può simulare anche le infrazioni al codice della strada (con relativa decurtazione di punti patente) e gli incidenti stradali, con resoconto finale su danni al veicolo e al conducente.
GuidaTuMoto è realizzato da Koala Games in collaborazione con l’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna.
Dal menu iniziale è possibile scegliere tra:
– Simulazione di esame patente Oltre 7000 quiz relativi alla prova d’esame ministeriale per la patente A-B, e oltre 2000 quiz per la prova teorica di CIG (Certificato Idoneità alla Guida).
– GuidaTuMoto Qui l’utente può scegliere tra “Lezioni di guida” e “Inizia la guida”.
– Lezioni di guida 11 lezioni per imparare a guidare la moto, dall’abc alle manovre più complesse e ai consigli per una guida sicura, con le indicazioni passo-passo dell’ “istruttore virtuale”.
Lezioni su:
– sterzo
– prove di slalom
– freno
– sorpassi
– percorso esame patente
– guida in montagna
– surriscaldamento freni
– segnaletica stradale di base
– segnaletica stradale avanzata
– incroci e semafori
– rotonde
– Inizia la guida Da qui si accede al menu per la scelta di veicoli, scenari, condizioni psicofisiche e missioni per la simulazione di guida.
– Scegli il veicolo
Il giocatore può scegliere tra 9 veicoli diversi (ciclomotore 50 cc, scooter e moto di varie cilindrate, moto da cross, enduro, ecc.)
– Dispositivi di sicurezza Il giocatore sceglie il tipo di casco (integrale, “scodella”, ecc.), se allacciarlo oppure no (con ovvie conseguenze in caso di incidente), e gli indumenti da indossare prima di salire in sella (giacca con tartaruga protettiva, giacca in cordura, guanti, tipo di pantaloni, scarpe con o senza lacci, ecc.). Ovviamente la scelta degli indumenti può fare la differenza dal punto di vista sia della prevenzione che della protezione in caso di incidente.
– Scegli missione Varie tipologie di “gioco”: percorso guidato in città (bisogna raccogliere le frecce lungo il percorso), missione di destinazione (raggiungere un indirizzo prestabilito), guida libera in città piccola o media (con differenti condizioni di traffico e viabilità), percorso guidato su bagnato o su ghiaccio (su pista), guida acrobatica (su pista).
– Condizioni psicofisiche Possibilità di simulare la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti. In questo modo il giocatore viene sensibilizzato sui rischi legati al salire in sella in condizioni psicofisiche alterate.
Grazie al software di “Backoffice” è inoltre possibile “customizzare” il videogioco, modificando la simulazione delle condizioni psicofisiche e il tipo e gli effetti delle sostanze o alcolici ingeriti.
Anche la Fondazione Ania lancia l’allarme: in Italia il numero di decessi su moto e scooter è il più alto d’Europa. Secondo i dati relativi al 2008 e presentati in uno studio della fondazione, infatti, sono morti 1380 centauri sulle strade italiane: il 29,2% del totale dei decessi. Si muore soprattutto sulle strade di città (oltre la metà, secondo i dati dell’Ania), mentre la fascia d’età più colpita è quella tra i 30 e i 44 anni (che d’altra parte è quella che più circola sulle due ruote) seguita dai giovani tra i 25 e i 29 anni (14%).
Le cause di questa ecatombe sono legate in parte alle infrastrutture (la pessima manutenzione della rete viaria italiana), ma fanno la loro parte anche l’uso scorretto del casco e degli equipaggiamenti e la scarsa attenzione dei motociclisti. Ecco perché Sandro Salvati, presidente della Fondazione, sottolinea la necessità di maggiore educazione e attenzione alle due ruote.
“È indispensabile convincere le persone a utilizzare in modo corretto il casco e ad indossare l’abbigliamento adeguato, ma anche lavorare nel miglioramento delle strade e delle infrastrutture tenendo in cosiderazione le necessità specifiche dei mezzi a due ruote” ha spiegato Salvati intervenendo all’Eicma, il Salone internazionale del ciclo e motociclo. Non solo: occorre lavorare sulla formazione dei conducenti e degli altri utenti della strada.
Ecco perché Guidatu Moto, il simulatore di guida su due ruote di Koala Games, ha un menu dedicato ai dispositivi di sicurezza, in cui l’utente deve scegliere il tipo di casco, se allacciarlo o meno (con le ovvie conseguenze in caso di incidente), e quali altri equipaggiamenti e indumenti indossare prima di mettersi alla guida. Perché la sicurezza inizia prima della guida!