simulazione patenteGuidaTuPatente è l’app definitiva per la simulazione dell’esame teorico per la PATENTE A e B aggiornato al 2011: QUIZ e MANUALE integrati in un’applicazione completa e facilissima da usare.

A differenza di altre applicazioni, GuidaTuPatente include la serie completa di tutti i quiz ministeriali, per una perfetta simulazione dell’esame teorico.
Ecco alcune delle caratteristiche che rendono GuidaTuPatente un prodotto unico:

- Tutti i 7.035 QUIZ ministeriali della prova di esame teorica, fedelmente riprodotti dal punto di vista grafico e contenutistico e aggiornati al 2011 (attenzione: l’ultimo aggiornamento del Codice della Strada ha soppresso i quiz nelle otto lingue: le app che li prevedono non sono aggiornate!)

- QUIZ divisi per ARGOMENTI: si possono selezionare i quiz relativi a determinati argomenti (es. le precedenze, o il comportamento alla guida), e generare prove d’esame solo sugli argomenti selezionati;

- MANUALE della patente aggiornato con le norme del Nuovo Codice della Strada: 340 pagine ipertestuali, divise per argomenti e linkate trasversalmente, con illustrazioni 3D;

- COLLEGAMENTO tra QUIZ e la SCHEDA del manuale che tratta l’argomento relativo;

- CRONOLOGIA delle varie prove d’esame sostenute, con la possibilità di ripetere i quiz precedentemente sbagliati;

- STATISTICHE sui quiz sostenuti, per valutare il proprio livello di preparazione;

- ZOOM delle immagini dei QUIZ;

- SIMULAZIONE del tempo d’esame e avanzamento automatico delle domande a risposta effettuata;

- UTILIZZO ERGONOMICO e immediato, grazie a una GRAFICA curata e al SONORO accattivante;

- NESSUNA CONNESSIONE A INTERNET NECESSARIA: l’app è completamente utilizzabile offline.



L’app è disponibile su Apple Store: versione Lite, versione completa, e versione iPad



e su Android Market: versione Lite e versione completa






guidatupro

il simulatore auto GuidaTuPro

Se non si inverte la tendenza, nel 2030 gli incidenti stradali saranno la quinta causa di morte nel mondo (oggi sono la nona). Ecco perché L‘ONU ha ufficialmente lanciato il Decennio di iniziative 2011-2020 per la sicurezza stradale, invitando i singoli Paesi a programmare un piano di interventi incentrato su 5 punti fondamentali:

1. Gestione della sicurezza stradale: qualsiasi intervento non può prescindere da un adeguato monitoraggio degli incidenti e delle loro cause, per elaborare strategie di prevenzione e sicurezza la cui efficacia deve essere ugualmente valutata.

2. Sicurezza delle strade: elaborare un piano di valutazione delle infrastrutture esistenti, per implementarne la sicurezza soprattutto nei confronti degli utenti deboli: pedoni, ciclisti, disabili.

3. Veicoli: incentivare l’acquisizione e l’adozione delle tecnologie di ultima generazione per la sicurezza attiva e passiva dei veicoli, favorendo anche l’istituzione di standard globali e programmi di incentivi.

4. Utenti della strada:
sensibilizzare maggiormente all’uso delle cinture di sicurezza (per le auto) e caschi (per le due ruote), al rispetto dei limiti di velocità e delle altre norme del codice della strada, educare sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti.

5. Post-incidente: Rendere più efficiente la rete di intervento post-incidente, per fornire sostegno tempestivo alle vittime della strada e adeguati programmi di riabilitazione.

In Italia l’iniziativa del’ONU è stato rilanciato e appoggiato dall’ACI. “Per ogni euro investito avremo un risparmio in costi sociali di 20 euro e significativi miglioramenti della qualità della mobilità“, ha sottolineato Enrico Gelpi, presidente dell’ACI. Un motivo in più per scommettere sulla prevenzione degli incidenti e sull’educazione stradale.

Fonte: repubblica.it

simulatore bici

Bici è il simulatore della mobilità sulle due ruote, per imparare le regole della circolazione in bicicletta

Non si muore solo al Giro d’Italia. Nel corso del 2009 i ciclisti che hanno perso la vita sulle strade italiane sono stati 295 (dati ISTAT), e i feriti 14.804. Nonostante gli incidenti stradali relativi alle biciclette costituiscano soltanto il 3,9% del totale, la percentuale di ciclisti tra i morti sulle strade costituisce l’8,3%: un dato sottolineato dal fatto che l’indice di mortalità, per la bicicletta, è doppio rispetto alla media per categoria di veicolo (1,9% contro lo 0,9%).

Rispetto al 2008, i ciclisti deceduti sono aumentati del 2,4% (in quell’anno furono 288): dunque, ancora molto c’è da fare per tutelare questa particolare categoria di utenti deboli della strada.

Su tutto questo pesa, afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, il fattore di rischio legato al cicloturismo sportivo domenicale: “questo fenomeno è in forte espansione ormai da anni ed è caratterizzato da proprie peculiarità e caratteristiche, come ad esempio la circolazione in gruppo, e che ha come scenario principale le strade statali e provinciali, che, come è noto, rappresentano il luogo più letale in assoluto”.

Prudenza, dunque, quando si circola in bici. L’Asaps ricorda le regole della strada relative a chi si muove in bicicletta: vietato circolare in gruppo, non si possono trasportare bambini di età maggiore agli 8 anni, non si possono portare cani al guinzaglio ed è obbligatorio l’uso di giubbetti retroriflettenti nelle ore notturne, su strade fuori dai centri abitati e nelle gallerie.

Fonte: www.asaps.it

moto preferenzialePuò essere difficile, a volte, conciliare esigenze del traffico ed esigenze della sicurezza stradale.  Ma a nostro parere, quando ciò accade, dovrebbero prevalere le ragioni della sicurezza. Non sembra pensarla così il Comune di Roma, che dopo aver aperto, in via sperimentale per tre mesi, alcune corsie preferenziali della Capitale all’accesso di scooter e moto, starebbe pensando di fare altrettanto con le corsie d’emergenza del Grande Raccordo Anulare. Secondo il vicesindaco di Roma, Mario Cutrufo, ciò renderebbe più scorrevole la circolazione e migliorerebbe la sicurezza, evitando alle moto di esibirsi in pericolosi slalom tra i veicoli.

Tassisti, ciclisti e autisti di autobus sono già insorti ritenendo pericolosa la sperimentazione sulle preferenziali. Ma per le corsie di emergenza il rischio sarebbe ulteriore: ricordiamo infatti che, in base al Codice della Strada, esse sono destinate al transito delle Forze dell’Ordine, ambulanze e Vigili del Fuoco, e alla sosta momentanea di mezzi in avaria o di guidatori colpiti da malore. L’unica possibilità concessa dal Codice è quella che permette alle due ruote di occupare momentaneamente, e solo in caso di ingorgo, le corsie di emergenza per il breve tratto (500 m) precedente allo svincolo di uscita che si intende imboccare.

La proposta del Comune di Roma, quindi, sarebbe impraticabile, a meno che il parlamento non decida di rimettere mano al Codice della Strada. Ma al di là di questa ipotesi, poco realistica, l’idea ci sembra deleteria per la sicurezza stradale. Sono molti i campi in cui si può intervenire per prevenire incidenti stradali dentro e fuori le città, manutenzione delle strade e delle infrastrutture in primis, e puntando – non ci stancheremo mai di ripeterlo – sull’educazione a una guida sicura e responsabile da parte di tutti gli utenti della strada.

Fonte: repubblica.it

educazione stradaleI pneumatici sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e il manto stradale. La loro efficienza è dunque fondamentale per la sicurezza. Fino a metà giugno la polizia stradale sarà impegnata in controlli e attività di sensibilizzazione sullo stato delle gomme in Lazio, Liguria e Sicilia, nell’ambito dell’iniziativa “Vacanze Sicure 2011”. Gli agenti verificheranno la marcatura degli pneumatici e la loro corretta omologazione. In base ai controlli degli ultimi anni, infatti, l’8-10% degli automobilisti italiani circola con pneumatici lisci, e in alcuni casi con pneumatici non conformi alla carta di circolazione o non omologati (secondo l’ETRMA, l’associazione dei produttori europei di pneumatici, l’11% delle gomme europee è fuori norma!). Il Nuovo Codice della Strada – lo ricordiamo – stabilisce che chi circola con pneumatici non omologati rischia una multa da 80 a 318 euro, oltre al sequestro delle gomme o dell’intero veicolo.

Anche la pressione delle gomme è fondamentale per garantire l’aderenza al suolo, una frenata efficiente e il controllo del mezzo. Non solo: pneumatici adeguatamente gonfi permettono di ridurre i consumi di carburante, e quindi le emissioni inquinanti. La metà degli automobilisti italiani invece circola con pneumatici sgonfi, secondo i dati forniti dalle Forze dell’Ordine.

“Da parte della Polstrada il dovere è la verifica, ovviamente, ma è necessario fare cultura perché il problema è nell’uomo. Non nell’automobile” spiega Roberto Sgalla, Direttore del Servizio Polizia Stradale. “Nel 2009 sono state elevate quasi 30.000 contravvenzioni per i pneumatici non in regola. Ma occorre far crescere la consapevolezza di quanto sia importante la gomma in ordine. La speranza è che la campagna possa far cambiare l’atteggiamento dell’utenza. Non si tratta solo di evitare qualche sanzione pecuniaria che il codice prevede: in gioco vi è un interesse certamente superiore: la nostra e l’altrui sicurezza”.

Fonte: ansa.it

siamo tutti pedoni“Pedone è anche chi guida, perché prima o poi tornerà con i piedi per terra”. È questo il messaggio della campagna “Siamo tutti pedoni”, che intende promuovere comportamenti rispettosi della sicurezza stradale, ma anche uno stile di vita più salutare ed ecologico, che prediliga il muoversi a piedi al prendere sempre e comunque la macchina.

La campagna si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ed è stata promossa da numerose istituzioni e associazioni, tra cui il Centro Studi Antartide di Bologna e l’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna.

Vale la pena ricordare un’importante novità introdotta dal nuovo Codice della Strada, che in linea con gli altri Paesi europei stabilisce che “i conducenti devono dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare sugli attraversamenti pedonali, quindi non solo a coloro che stanno già attraversando la strada, ma anche a quelli che attendono di farlo”.

L’abitudine tutta italiana di non lasciar passare i pedoni aveva infatti fino ad oggi anche una copertura legislativa. L’articolo 191 del vecchio codice della strada recitava infatti che “i conducenti devono dare la precedenza […] ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali”. Dunque la precedenza era dovuta solo a chi era già sulle strisce e stava già attraversando.

Vale la pena comunque ricordare non soltanto i diritti, ma anche i doveri dei pedoni, che sono tenuti a prestare particolare attenzione ai loro comportamenti in strada. Sono sempre validi i consigli contenuti nel “Decalogo del pedone”, realizzato qualche anno fa dall’Osservatorio Nazionale Ambiente e Traumi: camminare in strada tenendo la sinistra, fare attenzione a dove si mettono i piedi, non attraversare la strada usando il cellulare, fare maggiore attenzione di sera e di notte, e altri suggerimenti di buon senso. Per scaricare il decalogo, clicca qui.

simulatore di guida praticaIntransigenti con gli altri, autoindulgenti con se stessi. È l’immagine degli italiani che esce dall’indagine Ispo “Gli italiani e il rispetto delle regole”, promossa dalla Fondazione Ania. Se il 91% degli intervistati condanna il mancato rispetto delle regole di convivenza civile, quando si parla di rispetto del codice stradale il 70% ammette di commettere infrazioni.

Guidare in condizioni psicofisiche alterate, passare con il rosso e superare la velocità consentita sono le infrazioni considerate più gravi rispettivamente dal 76%, dal 60% e dal 52% degli italiani.
La maggioranza ammette tranquillamente di rispettare di più le regole della strada quando è all’estero (il 76,6% al Sud, il 70% al Centro e il 73% al Nord).

Che dire? L’educazione stradale è solo un corollario dell’educazione al senso civico e al rispetto delle regole che nel nostro Paese, purtroppo, sembra ancora poco diffuso. Finché la sicurezza stradale non verrà percepita come una priorità che dipende dal nostro comportamento, prima che da quello degli altri, non si faranno molti passi in avanti.

Fonte: asca.it

simulazione guidaA 7 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, continuano ad emergere problemi e criticità. Stavolta la denuncia è di Assosegnaletica, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di segnaletica stradale, che rileva come alcuni articoli del Codice, in mancanza dei necessari decreti attuativi, restano per il momento lettera morta.

Come denuncia Paolo Mazzoni, consigliere dell’associazione, restano inattuati gli articoli 47 e 25 per i quali una quota dei proventi raccolti dalle multe dovrebbero essere destinati alla manutenzione stradale. Il termine di sessanta giorni entro i quali dovevano essere emanati i decreti attuativi è scaduto il 12 ottobre scorso: “Qccorre sollecitare nuovamente il ministero delle Infrastrutture e Trasporti al fine di velocizzarne una emanazione urgente”, afferma Paolo Mazzoni.

Insomma, siamo alle solite: provvedimenti che sulla carta rappresentano importanti passi in avanti per la sicurezza stradale vengono vanificati da rallentamenti burocratici o dalla mancanza di una volontà politica che vada al di là delle dichiarazioni di rito.

La sicurezza stradale passa anche dalla corretta manutenzione di strade e segnaletica; ma se non si fanno arrivare i fondi necessari, in che modo può essere garantita?

Fonte: repubblica.it

sicurezza auto bimbiLe cinture di sicurezza possono salvarci la vita. Ma quanti sono i passeggeri che le utilizzano nei sedili posteriori? Eppure ricordiamo che l’articolo 172 del Codice della Strada prevede l’obbligo di cinture per tutti gli occupanti di un auto, inclusi quelli seduti dietro.

Sensibilizzare sull’uso delle cinture di sicurezza è l’obiettivo della campagna europea “Seatbelt”, realizzata da Tispol, il network delle Polizie Stradali europee. La campagna prevede operazioni congiunte di controlli sulle strade e rilevazione delle violazioni, oltre a campagne tematiche che coinvolgeranno tutti i paesi europei. Dallo scorso 7 marzo e fino al 13 marzo, anche sul territorio italiano, le forze di polizia effettueranno controlli sull’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte di conducenti e passeggeri di tutti i veicoli. Il 18 marzo verranno quindi resi noti i risultati dei controlli. Nel 2010 sono state 140.818 le infrazioni di questo tipo rilevate da Polizia Stradale e Carabinieri.

Quali sono le sanzioni per chi non indossa cinture di sicurezza o non utilizza i dispositivi di sicurezza per i bambini? Una multa da 76 a 306 euro, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente. In caso la violazione venga rilevata per almeno due volte nell’arco di due anni, scatta anche la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Insomma: indossate la cintura e fatela indossare a tutti i passeggeri che salgono nella vostra auto: ne guadagnano le vostre tasche, ma, soprattutto, la vostra sicurezza!

Fonte: asaps.it

luci diurne ledQuanti di voi si ricordano di accendere le luci di posizione o anabbaglianti anche di giorno, quando vi trovate a circolare su strade extraurbane o autostrade? Eppure, come stabilisce il codice della strada, è obbligatorio farlo (e consigliabile anche nelle strade urbane). Anche se c’è chi storce la bocca perché ciò implica un maggiore consumo di energia –­ e far sostituire le lampadine quando si bruciano, si sa, costa non poco.

Ci ha pensato la Commissione europea a tagliare la testa al toro: è infatti entrata in vigore la nuova normativa Ue che stabilisce che tutte le auto immatricolate a partire dal 7 febbraio scorso dovranno obbligatoriamente essere dotate del nuovo sistema di luci diurne: si tratta di luci led (Led DayLight) che si accenderanno automaticamente ogni volta che si gira la chiavetta e si avvia il motore. Il vantaggio? Innanzitutto la sicurezza stradale: le luci diurne servono infatti a farsi vedere da pedoni, motocicli, ciclisti e altri veicoli. Ma c’è anche il dato, importante, del risparmio energetico. Infatti le luci a led consumano molta meno energia (fino al 90% in meno) e durano molto più a lungo delle tradizionali lampade alogene usate per luci di posizione, abbaglianti e anabbaglianti.

Se volete già risparmiare energia senza dover comprare un’auto nuova, potete comunque procurarvi le Led DayLight per la vostra automobile: molti modelli sono facilmente montabili in qualsiasi tipo di vettura, senza il bisogno di rivolgersi a personale professionista.

Fonte: www.sicurauto.it

 
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