Non sono bastati i controlli di Polizia Stradale e Carabinieri, che hanno impiegato ben 48.424 pattuglie e rilevato 21.720 violazioni al Codice della strada: il week-end di Pasqua ha visto la solita ecatombe sulle strade italiane. Ben 34 morti secondo i dati diffusi dalla Polizia, 12 in più rispetto allo scorso anno. Oltre la metà degli incidenti mortali (54%) è stata causata dalla perdita di controllo del veicolo da parte del conducente. Sette incidenti mortali si sono verificati nella fascia notturna, tra le 22 e le 6. Anche i centauri hanno pagato un pesante tributo di sangue: gli incidenti mortali che hanno coinvolto i veicoli a due ruote sono stati 11, un terzo del totale. “Il ponte di Pasqua coincide statisticamente con uno degli esodi più cruenti che si registrano sulle strade italiane”, ha affermato Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania. “Spesso la stanchezza, la distrazione e il mancato rispetto delle regole si traducono in comportamenti che mettono a rischio la vita di molti automobilisti e dei loro familiari”.
Fonte: casellario.inail.it
Guard-rail killer. Soprattutto per i motociclisti, per i quali in caso di incidente si trasforma in una vera e propria ghigliottina, se non adeguatamente posizionato o se “difettoso”. Ma c’è un’importante novità: l’Anas dovrà d’ora in poi risarcire i danni in caso di incidente stradale in cui il guard-rail si sia rivelato elemento pericoloso. A stabilirlo è stata la Suprema Corte della Cassazione, che prendendo in esame il caso di un automobilista morto perché catapultato contro un guard-rail mal posizionato, ha condannato l’Anas al risarcimento dei danni.
Una sentenza storica, che ora crea un precedente e sancisce di fatto la responsabilità dell’ente pubblico nei confronti degli strumenti di protezione collocati sulle strade. Recita infatti la sentenza che “Per un’anomalia relativa agli strumenti di protezione istallati, è comunque configurabile la responsabilità dell’ente pubblico custode, salvo che quest’ultimo non dimostri di non aver potuto far nulla per evitare il danno. La funzione del guard-rail è ontologicamente quella di evitare che qualsiasi condotta di guida non regolare possa portare l’autovettura a pericolose uscite fuori dalla sede stradale”. La sentenza ovviamente vale anche per tutti gli incidenti che d’ora in poi vedranno protagonisti i centauri.
L’Asaps e altre associazioni di tutela degli utenti della strada da tempo denunciano l’inadeguatezza e la scarsa efficacia delle “barriere di contenimento”: non è più ammissibile che strutture nate per la sicurezza stradale si trasformino in oggetti mortali, e la sentenza della Cassazione ha sancito di fatto questo principio.
Fonte: www.asaps.it

L'immagine della campagna "Occhio alla moto!"
È una vera e propria campagna di “educazione stradale” quella lanciata da Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con “Occhio alla moto”, il sito che intende sensibilizzare gli automobilisti a una maggiore attenzione verso i centauri e promuovere tra questi ultimi comportamenti di guida più prudenti.
Vale la pena ricordare che nel 2008 sono morti 1.461 motociclisti sulle strade italiane, cioè il 30% del totale delle vittime (dati Istat). Ma a far riflettere è il fatto che, quando la causa dell’incidente è l’errore umano dell’automobilista, nel 70% dei casi si tratta della mancata percezione del veicolo a due ruote. Tant’è vero che i conducenti d’auto con esperienza di guida anche sulle moto hanno meno difficoltà a percepire la presenza sulla strada dei motociclisti rispetto a quelli che non hanno mai guidato una moto (-20% errori di percezione – fonte MAIDS – Motorcycle Accidents In-Depth Study).
Da qui l’idea del sito, che invita il motociclista a “non dare per scontato che ti vedano”, a usare sempre le frecce e a non sorpassare mai a destra; mentre all’automobilista si consiglia di guardare sempre anche lo specchietto di destra, e naturalmente di usare sempre le frecce.
Il sito raccoglie anche i consigli degli utenti, siano essi automobilisti o centauri. L’obiettivo è promuovere atteggiamenti di guida più rispettosi della sicurezza stradale: negli ultimi otto anni, fa notare l’Ancma, gli incidenti con le moto hanno visto aumentare le vittime del 40%, anche a causa della crescita del parco circolante (+73%). Un dato che bisogna invertire al più presto.