simulatore guida

GuidaTu simula anche la guida libera nel traffico cittadino o in scenari extraurbani

Guidare imbottigliati nel traffico causa stress. Sarebbe quasi una non-notizia, se non fosse che a confermarlo ora è una ricerca inglese realizzata dall’istituto ICM Research, che ci fornisce qualche dato interessante tratto da un campione di 9.865 automobilisti di 11 Paesi europei, di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Intanto è emerso che a soffrire maggiormente di stress da guida in coda sono gli uomini rispetto alle donne, in una percentuale sette volte maggiore: gli automobilisti maschi infatti sarebbero vittima di un atteggiamento “attacca o fuggi” che non sono in grado di controllare, e che sul loro organismo finisce per provocare effetti dannosi. In generale, stress e aggressività nell’abitacolo si scatenano dopo appena 20 minuti di guida nel traffico intenso. Gli effetti? Alla lunga, stress, ansia e rabbia provocherebbero riduzione delle difese immunitarie, aumento della pressione sanguigna e del tasso glicemico. Non solo: un effetto collaterale preoccupante di questo “disturbo da traffico” è il calo dell’attenzione per chi è alla guida.
Insomma, una guida tranquilla e rilassata è alla base anche della sicurezza propria e altrui: si sa che quando si è nervosi, ansiosi e irritati si rischia di compiere manovre azzardate o di commettere infrazioni.
In questi casi è meglio fare una sosta, o tentare di rilassarsi accendendo la radio e ascoltando musica rilassante.
Anche in questi casi un simulatore di guida può aiutare: ad esempio, esercitarsi nelle missioni di guida libera con GuidaTu può allenare il cervello a gestire e fronteggiare le situazioni di stress derivanti da traffico intenso e ingorghi… e ci guadagna anche la salute!

Fonte: www.asaps.it

punti patente

GuidaTu è il simulatore auto che simula anche le infrazioni e la decurtazione di punti patente

Sono quasi 68 milioni i punti patente persi dagli italiani dal 2003 (anno di introduzione della patente a punti) alla fine del 2010. Per la precisione, spiega l’Asaps, sono 67.849.472, ovvero una media di 1,887 punti per ogni patentato. Decisamente pochi: soprattutto quando li si confronta con quelli “guadagnati”: sono stati infatti 205 milioni i punti ottenuti in “omaggio”, e a questi se ne aggiungeranno altri 70 milioni a luglio. Ricordiamo infatti che dal 2003, ogni 2 anni, si guadagnano 2 punti omaggio; e se sono stati decurtati dei punti, basta non commettere altre infrazioni per due anni, e si ritorna automaticamente a 20 punti! Risultato: in tutti questi anni hanno visto i loro punti azzerati appena 138.932 automobilisti, corrispondenti alllo 0,38% dei quasi 36 milioni di patentati.

Senza contare poi quelli che scaricano su parenti, amici e conoscenti i punti persi, sostenendo che erano questi ultimi alla guida al momento dell’infrazione. Insomma, la patente a punti è un ottimo strumento, ma bisognerebbe renderla più efficace, se non se ne vuole vanificare la funzione.

Fonte: asaps.it

simulatore bici

Bici è il simulatore della mobilità sulle due ruote, per imparare le regole della circolazione in bicicletta

Non si muore solo al Giro d’Italia. Nel corso del 2009 i ciclisti che hanno perso la vita sulle strade italiane sono stati 295 (dati ISTAT), e i feriti 14.804. Nonostante gli incidenti stradali relativi alle biciclette costituiscano soltanto il 3,9% del totale, la percentuale di ciclisti tra i morti sulle strade costituisce l’8,3%: un dato sottolineato dal fatto che l’indice di mortalità, per la bicicletta, è doppio rispetto alla media per categoria di veicolo (1,9% contro lo 0,9%).

Rispetto al 2008, i ciclisti deceduti sono aumentati del 2,4% (in quell’anno furono 288): dunque, ancora molto c’è da fare per tutelare questa particolare categoria di utenti deboli della strada.

Su tutto questo pesa, afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, il fattore di rischio legato al cicloturismo sportivo domenicale: “questo fenomeno è in forte espansione ormai da anni ed è caratterizzato da proprie peculiarità e caratteristiche, come ad esempio la circolazione in gruppo, e che ha come scenario principale le strade statali e provinciali, che, come è noto, rappresentano il luogo più letale in assoluto”.

Prudenza, dunque, quando si circola in bici. L’Asaps ricorda le regole della strada relative a chi si muove in bicicletta: vietato circolare in gruppo, non si possono trasportare bambini di età maggiore agli 8 anni, non si possono portare cani al guinzaglio ed è obbligatorio l’uso di giubbetti retroriflettenti nelle ore notturne, su strade fuori dai centri abitati e nelle gallerie.

Fonte: www.asaps.it

simulatore motoAumentano purtroppo i pirati della strada: nel primo trimestre del 2011, rileva l’Asaps, sono stati 130 gli episodi di omissione di soccorso sulle strade italiane, 15 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un aumento del 13% dunque, ma un dato positivo c’è: la diminuzione del numero di morti, passati da 21 a 19.

Sono cresciuti invece del 18,9% i feriti (da 149 a 159).

Diminuisce l’incidenza della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti legata agli atti di pirateria: in entrambi i casi il calo è del 28,6%.

E le vittime? Tra morti e feriti sono state 178. Il 9,6% di esse sono stranieri, il 13,4% sono minori e il 9,6% anziani. 52 i casi in cui sono rimasti coinvolti pedoni, 9 quelli che hanno colpito i ciclisti: e 13 gli investimenti subiti da under 14: una conferma del fatto che gli atti di pirateria colpiscono soprattutto le categorie più deboli.

Fonte: asaps.it

simulatore moto

Simulazione di incidente con GuidaTu Moto

Buone notizie dai dati sugli incidenti stradali relativi al primo trimestre 2011. I numeri forniti dalla Polizia Stradale (e relativi, è bene precisarlo, soltanto ai rilievi fatti da Polizia Stradale e Carabinieri) fanno registrare un calo di incidenti: dai 10.956 del 2010 ai 9.367 di quest’anno, con un -14,5%. Diminuisce anche il numero dei morti sulla strada (261, ovvero 28 in meno). Per quanto riguarda i più giovani, gli under 30 deceduti in incidenti stradali sono stati 95 (rispetto ai 110 del 2010). Altro dato molto incoraggiante è quello sulla mortalità notturna: nel 2010 persero la vita 104 persone, calate a 81 nel 2011: un calo del 22,1%.

Purtroppo c’è un dato negativo, ed è quello relativo alle due ruote: 54 sono stati gli incidenti mortali con moto e scooter. Rispetto ai 46 dello scorso anno sono 8 in più, con un incremento del 17,4%. Segno che ancora molto lavoro c’è da fare in termini di sicurezza stradale per gli utenti delle due ruote.

Fonte: asaps.it

simulatore motoGuard-rail killer. Soprattutto per i motociclisti, per i quali in caso di incidente si trasforma in una vera e propria ghigliottina, se non adeguatamente posizionato o se “difettoso”. Ma c’è un’importante novità: l’Anas dovrà d’ora in poi risarcire i danni in caso di incidente stradale in cui il guard-rail si sia rivelato elemento pericoloso. A stabilirlo è stata la Suprema Corte della Cassazione, che prendendo in esame il caso di un automobilista morto perché catapultato contro un guard-rail mal posizionato, ha condannato l’Anas al risarcimento dei danni.

Una sentenza storica, che ora crea un precedente e sancisce di fatto la responsabilità dell’ente pubblico nei confronti degli strumenti di protezione collocati sulle strade. Recita infatti la sentenza che “Per un’anomalia relativa agli strumenti di protezione istallati, è comunque configurabile la responsabilità dell’ente pubblico custode, salvo che quest’ultimo non dimostri di non aver potuto far nulla per evitare il danno. La funzione del guard-rail è ontologicamente quella di evitare che qualsiasi condotta di guida non regolare possa portare l’autovettura a pericolose uscite fuori dalla sede stradale”. La sentenza ovviamente vale anche per tutti gli incidenti che d’ora in poi vedranno protagonisti i centauri.

L’Asaps e altre associazioni di tutela degli utenti della strada da tempo denunciano l’inadeguatezza e la scarsa efficacia delle “barriere di contenimento”: non è più ammissibile che strutture nate per la sicurezza stradale si trasformino in oggetti mortali, e la sentenza della Cassazione ha sancito di fatto questo principio.

Fonte: www.asaps.it

simulatore di guida

GuidaTuPro simula gli incidenti stradali e le conseguenze della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti

Buone notizie sul fronte “omicidio stradale”: si aggiunge un altro tassello importante verso l’istituzione di questo nuovo tipo di reato, come chiesto da molte associazioni come l’Asaps e Lorenzo Guarnieri Onlus. La Commissione Trasporti della Camera, infatti, sta lavorando a un testo per introdurre l’omicidio stradale nel Codice penale: “Nelle prossime settimane – ha detto Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti – presenteremo un provvedimento per introdurre nel Codice penale l’omicidio stradale come nuova fattispecie di reato. È l’unica ipotesi percorribile per uscire dall’attuale previsione del Codice penale. Ora uno può ammazzare 2-3 persone e stare in galera 4-5 anni e magari neanche questi. Io ritengo”, ha aggiunto, “che nel momento in cui una persona ubriaca si mette al volante, conosce l’alto rischio a cui va incontro”.

In base a questo principio, quindi, l’omicidio stradale verrebbe in qualche modo equiparato all’omicidio volontario, con un netto inasprimento delle pene. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa importante iniziativa, che è innanzitutto una battaglia di civiltà e di responsabilità verso una maggiore tutela della sicurezza stradale.

Fonte: ilmessaggero.it

guidatuLa minicar è sicura oppure no?

Sul tema si sono fronteggiate l’Asaps (Associazione amici polizia stradale) e l’Ancma, associazione dei costruttori, in un botta e risposta pubblicato da Repubblica.it.

L’Asaps sostiene l’elevata pericolosità delle “microvetture”, e lo fa riprendendo un dato dell’Aci relativo al 2008, secondo il quale le minicar coinvolte in incidenti stradali sono state 682, con 18 morti e 558 feriti. “18 morti possono apparire un numero esiguo come dato generale, anche se deve essere rapportato ad un parco Minicar circolante di circa 80.000 veicoli di questo tipo”, scrive Giordano Biserni, presidente dell’associazione. Ma calcolando l’indice di pericolosità, emerge che l’indice di mortalità delle minicar è di 2,63, cioè più alto rispetto a tutte le categorie di veicoli (è 0,7 per le auto, 0,8 per autocarri e ciclomotori e 1,9 per motocicli e velocipedi). L’indice di lesività (relativo al numero di feriti) per le microcar è di 81,8: superiore a quello delle auto (65,7) anche se inferiore a quello di ciclomotoristi (99,1) e motociclisti (100, ovvero un ferito per ogni veicolo coinvolto). Se ne deduce che le microcar sono pericolose: “Un mezzo equiparato a un ciclomotore che può pesare al massimo 350 kg e in quanto tale non è sottoposto alle prove di crash test previste per le vetture (un impatto contro un ostacolo fisso a 64 km/h stabilito dal protocollo EuroNCAP le disintegrerebbe), non può dare garanzie pari alle aspettative di molti ragazzi e genitori, anche se i costruttori hanno apportato alcune migliorie” spiega Biserni.

L’Ancma, dal canto suo, fa riferimento ai dati ISTAT relativi al 2009, che riportano 709 incidenti con il coinvolgimento di almeno una minicar, che hanno provocato 10 morti e 667 feriti. L’indice di mortalità calcolato su questi dati risulta di 1,1 (“in linea con quello di autovetture e ciclomotori e molto inferiore a quello di motocicli e biciclette” scrive l’Ancma), e quello di lesività 86,1 (superiore a quello delle auto ma inferiore a quello di motocicli, ciclomotori e biciclette). In sostanza, secondo l’Ancma, “le minicar sono pericolose come qualsiasi altro veicolo a motore circolante su strada. Se utilizzate nel rispetto dei limiti costruttivi, delle norme del Codice della Strada e, soprattutto, del buonsenso non espongono a rischi maggiori di qualsiasi altro mezzo”. Resta un fatto che la sicurezza stradale deve essere una priorità, visto che nel 2009 hanno perso la vita 1793 automobilisti, 1249 centauri, 667 pedoni e 295 ciclisti.

Voi che cosa ne pensate? Scriveteci e segnalatevi il vostro punto di vista sulla sicurezza delle microcar.

Fonte: repubblica.it

Nel 2010 sono diminuiti incidenti stradali e numero di vittime e feriti: il dato però si riferisce soltanto alle rilevazioni fatte da Polizia Stradale e Carabinieri che, come ricorda l’Asaps, costituiscono il 35% circa del totale. Il restante 65% degli incidenti viene infatti rilevato dalle Polizie locali, con dati che verranno resi noti dall’Istat soltanto a fine anno.

Fatta questa doverosa precisazione, il bilancio è abbastanza positivo, con un calo dell’incidentalità del 5,7% (104.437 sinistri): diminuiscono anche i feriti (75.463, il 6% in meno rispetto al 2009) e i morti (2.444, il 3,2% in meno).

Dando un’occhiata ai controlli effettuati, i conducenti sottoposti alla prova dell’etilometro sono stati 1.643.135 (il 3,3% in più rispetto al 2009): di questi, 40.271 sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza. Secondo l’Asaps (e anche secondo noi) si può fare di più: etilometri e narcotest dovrebbero comparire in tutti i controlli effettuati, aumentando in particolare l’impegno delle Polizie locali, visto che con il nuovo Codice della Strada le sanzioni per guida in stato di ebbrezza con valori alcolemici fino a 0,8 vengono incassate dalle amministrazioni locali. Anche il dato sui conducenti fermati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti risulta ancora esiguo: 4.244. Confidiamo in un aumento dei controlli con l’adozione dei nuovi narcotest.

Infine, ecco i dati sui controlli del “sabato sera”: 321.781 le operazioni di rilevazione effettuate con etilometro. Il 7,6% è risultato positivo al test (nel 2009 era l’8,7%), con una netta prevalenza degli uomini (21.924) rispetto alle donne (2.669).

Fonte: asaps.it

guida ebbrezzaFar riconoscere come “omicidio volontario” l’incidente stradale mortale provocato dalla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti: è l’idea alla base dell’iniziativa di legge popolare che il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha lanciato in occasione della presentazione dell’associazione “Lorenzo Guarnieri Onlus”, dal nome del giovane fiorentino che nel giugno scorso, mentre era in sella al suo scooter, è stato travolto e ucciso da un altro scooter guidato da un uomo poi risultato positivo all’alcol test.
“Noi – ha detto il sindaco di Firenze – non possiamo cambiare il codice penale, il Comune non ha questa possibilità, ma insieme ai cittadini può fare una iniziativa di legge popolare: sono disponibile a mettere la prima o l’ultima firma per farla perché si cambi il codice e l’omicidio colposo passi a omicidio volontario. Sarebbe bello se Palazzo Vecchio fosse la sede dove venire a firmare per una modifica della legge’”.
La proposta è stata giudicata “interessante” dall’Asaps (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale), che da tempo propone l’introduzione di una quarta forma di omicidio, dopo il volontario, il preterintenzionale e il colposo: l’omicidio “stradale”.
“Bisogna che l’ebbrezza sia la causa d’omicidio o perché connessa alla violazione del codice della strada (tipo imboccare un’arteria contromano o sfrecciare a velocità temeraria o travolgere un pedone sulle strisce in condizioni ottimali per una persona sobria), oppure un rallentamento delle manovre di emergenza – laddove possibili – tali che non riesca ad evitare il sinistro”, scrive l’Asaps. “L’evento morte, dunque, deve essere causato oltre che da un nesso di causalità tra la perdita di vita e il sinistro, anche tra lo stato di ebbrezza e il sinistro stesso”.

Koala Games e GuidaTu condividono e appoggiano la proposta: si tratterebbe infatti di un provvedimento che potrebbe diventare un forte deterrente contro una vera e propria calamità. Secondo i dati dell’OMS e dell’ISS infatti, alcol e droga incidono nel 30% circa degli incidenti stradali gravi. Non a caso, in GuidaTuPro, nella simulazione di guida in stato di ebbrezza, chi investe un pedone ha il ritiro della patente e finisce in prigione!

Nella speranza che alle parole seguano i fatti, vi terremo informati sugli sviluppi relativi all’eventuale iniziativa di legge popolare.

Fonti:
asaps.it
lanazione.it

 
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