guidatuLa minicar è sicura oppure no?

Sul tema si sono fronteggiate l’Asaps (Associazione amici polizia stradale) e l’Ancma, associazione dei costruttori, in un botta e risposta pubblicato da Repubblica.it.

L’Asaps sostiene l’elevata pericolosità delle “microvetture”, e lo fa riprendendo un dato dell’Aci relativo al 2008, secondo il quale le minicar coinvolte in incidenti stradali sono state 682, con 18 morti e 558 feriti. “18 morti possono apparire un numero esiguo come dato generale, anche se deve essere rapportato ad un parco Minicar circolante di circa 80.000 veicoli di questo tipo”, scrive Giordano Biserni, presidente dell’associazione. Ma calcolando l’indice di pericolosità, emerge che l’indice di mortalità delle minicar è di 2,63, cioè più alto rispetto a tutte le categorie di veicoli (è 0,7 per le auto, 0,8 per autocarri e ciclomotori e 1,9 per motocicli e velocipedi). L’indice di lesività (relativo al numero di feriti) per le microcar è di 81,8: superiore a quello delle auto (65,7) anche se inferiore a quello di ciclomotoristi (99,1) e motociclisti (100, ovvero un ferito per ogni veicolo coinvolto). Se ne deduce che le microcar sono pericolose: “Un mezzo equiparato a un ciclomotore che può pesare al massimo 350 kg e in quanto tale non è sottoposto alle prove di crash test previste per le vetture (un impatto contro un ostacolo fisso a 64 km/h stabilito dal protocollo EuroNCAP le disintegrerebbe), non può dare garanzie pari alle aspettative di molti ragazzi e genitori, anche se i costruttori hanno apportato alcune migliorie” spiega Biserni.

L’Ancma, dal canto suo, fa riferimento ai dati ISTAT relativi al 2009, che riportano 709 incidenti con il coinvolgimento di almeno una minicar, che hanno provocato 10 morti e 667 feriti. L’indice di mortalità calcolato su questi dati risulta di 1,1 (“in linea con quello di autovetture e ciclomotori e molto inferiore a quello di motocicli e biciclette” scrive l’Ancma), e quello di lesività 86,1 (superiore a quello delle auto ma inferiore a quello di motocicli, ciclomotori e biciclette). In sostanza, secondo l’Ancma, “le minicar sono pericolose come qualsiasi altro veicolo a motore circolante su strada. Se utilizzate nel rispetto dei limiti costruttivi, delle norme del Codice della Strada e, soprattutto, del buonsenso non espongono a rischi maggiori di qualsiasi altro mezzo”. Resta un fatto che la sicurezza stradale deve essere una priorità, visto che nel 2009 hanno perso la vita 1793 automobilisti, 1249 centauri, 667 pedoni e 295 ciclisti.

Voi che cosa ne pensate? Scriveteci e segnalatevi il vostro punto di vista sulla sicurezza delle microcar.

Fonte: repubblica.it

educazione stradale

L'immagine della campagna "Occhio alla moto!"

È una vera e propria campagna di “educazione stradale” quella lanciata da Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con “Occhio alla moto”, il sito che intende sensibilizzare gli automobilisti a una maggiore attenzione verso i centauri e promuovere tra questi ultimi comportamenti di guida più prudenti.

Vale la pena ricordare che nel 2008 sono morti 1.461 motociclisti sulle strade italiane, cioè il 30% del totale delle vittime (dati Istat). Ma a far riflettere è il fatto che, quando la causa dell’incidente è l’errore umano dell’automobilista, nel 70% dei casi si tratta della mancata percezione del veicolo a due ruote. Tant’è vero che i conducenti d’auto con esperienza di guida anche sulle moto hanno meno difficoltà a percepire la presenza sulla strada dei motociclisti rispetto a quelli che non hanno mai guidato una moto (-20% errori di percezione – fonte MAIDS – Motorcycle Accidents In-Depth Study).

Da qui l’idea del sito, che invita il motociclista a “non dare per scontato che ti vedano”, a usare sempre le frecce e a non sorpassare mai a destra; mentre all’automobilista si consiglia di guardare sempre anche lo specchietto di destra, e naturalmente di usare sempre le frecce.

Il sito raccoglie anche i consigli degli utenti, siano essi automobilisti o centauri. L’obiettivo è promuovere atteggiamenti di guida più rispettosi della sicurezza stradale: negli ultimi otto anni, fa notare l’Ancma, gli incidenti con le moto hanno visto aumentare le vittime del 40%, anche a causa della crescita del parco circolante (+73%). Un dato che bisogna invertire al più presto.

 
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