incidenti motoLe condizioni dell’asfalto possono fare la differenza sul fronte della sicurezza stradale. Soprattutto quando si parla di moto. Ecco perché l’Anas è stata condannata dal Tribunale Civile al pagamento di un milione e 49mila euro per risarcire i danni causati a un motociclista, rimasto sulla sedia a rotelle proprio in seguito a un’incidente avvenuto su una strada gestita dall’ente.
La strada in questione è la SS 309, la cosiddetta “Romea”, nota per le pessime condizioni del suo manto stradale. A farne le spese, nel 2003, fu un giovane trentenne, che percorrendo un tratto pericoloso perse il controllo della sua moto e finì disarcionato a causa di una buca di 6 cm di diametro.
In seguito all’incidente il ragazzo riportò gravissime lesioni rimanendo paraplegico in maniera irreversibile.

La mancata manutenzione di una strada è stata insomma riconosciuta dal tribunale una causa – anche se indiretta – dell’incidente. Speriamo che questa sentenza spinga gli enti gestori delle strade ad aumentare la tutela delle strade, ma è importante ricordare che il primo fattore della sicurezza è sempre la velocità moderata, e una guida prudente e accorta. Oltre naturalmente all’uso di tutti i dispositivi di sicurezza.

Fonte: www.sicurmoto.it

simulatore motoGuard-rail killer. Soprattutto per i motociclisti, per i quali in caso di incidente si trasforma in una vera e propria ghigliottina, se non adeguatamente posizionato o se “difettoso”. Ma c’è un’importante novità: l’Anas dovrà d’ora in poi risarcire i danni in caso di incidente stradale in cui il guard-rail si sia rivelato elemento pericoloso. A stabilirlo è stata la Suprema Corte della Cassazione, che prendendo in esame il caso di un automobilista morto perché catapultato contro un guard-rail mal posizionato, ha condannato l’Anas al risarcimento dei danni.

Una sentenza storica, che ora crea un precedente e sancisce di fatto la responsabilità dell’ente pubblico nei confronti degli strumenti di protezione collocati sulle strade. Recita infatti la sentenza che “Per un’anomalia relativa agli strumenti di protezione istallati, è comunque configurabile la responsabilità dell’ente pubblico custode, salvo che quest’ultimo non dimostri di non aver potuto far nulla per evitare il danno. La funzione del guard-rail è ontologicamente quella di evitare che qualsiasi condotta di guida non regolare possa portare l’autovettura a pericolose uscite fuori dalla sede stradale”. La sentenza ovviamente vale anche per tutti gli incidenti che d’ora in poi vedranno protagonisti i centauri.

L’Asaps e altre associazioni di tutela degli utenti della strada da tempo denunciano l’inadeguatezza e la scarsa efficacia delle “barriere di contenimento”: non è più ammissibile che strutture nate per la sicurezza stradale si trasformino in oggetti mortali, e la sentenza della Cassazione ha sancito di fatto questo principio.

Fonte: www.asaps.it

 
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